IL CARO BOLLETTE SOFFOCA LE IMPRESE

Patrizio Bertin (Confcommercio Padova): “Difficile per negozi e ristoranti installare il fotovoltaico, per cui servono interventi strutturali sugli oneri di sistema”
Nelle CER (le comunità energetiche rinnovabili, una delle quali fa capo a Confcommercio Padova) una possibile via d’uscita

“Chi ha avuto la possibilità (pochi) ha installato il fotovoltaico, ma anche questa scelta non è bastata perché la bolletta continua a incidere sui conti aziendali come in passato. Anzi, più che in passato”.
Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova
, raccoglie i malumori dei colleghi e li associa alla situazione meteorologica.

“Il caldo di queste settimane – precisa – ci ha costretti ad utilizzare i climatizzatori a pieno regime. Se prima ai più bastavano i 3 kWh, ora ne servono almeno 5 kWh. Il risultato è che il caro bollette soffoca le nostre imprese e negozi e ristoranti finiscono per dover affrontare costi insostenibili: parliamo di una spesa media di 2 mila euro al mese a utenza. D’altra parte, rispetto al 2019, la luce costa il 29% in più e il gas addirittura il 70,4%”.

Bertin continua nell’analisi.
“Ad essere ormai insostenibili sono gli oneri di sistema, tornati a pieno regime sulle utenze sopra i 16.5 kW. Sono costi che rappresentano quasi il 20% della bolletta e colpiscono chi produce ricchezza. Ciò che servirebbe sarebbero crediti d’imposta automatici e la riduzione delle componenti fisse. Se non si interverrà in questo senso, la transizione energetica rischia di incentivare la desertificazione commerciale dei nostri centri urbani perché – diciamoci la verità – escluse certe realtà sicuramente minoritarie, i commercianti non sono in grado di installare i pannelli”.

Una possibile soluzione potrebbe passare dai condomini con le Comunità energetiche rinnovabili (Cer) una delle quali fa capo proprio a Confcommercio Padova.
“Le Cer – precisa Ilario Sattin, presidente della Cer promossa dall’associazione di piazza Bardella – possono far risparmiare fino al 15-20% della bolletta. Però è indispensabile che nella compagine ci sia sì chi produce ma anche chi consuma, altrimenti l’elettricità passa al gestore nazionale che non la paga certo bene”.

Si tratta dunque di ottimizzare le risorse.
“Una cosa è certa – conclude Bertin – il costo dell’energia non è più una variabile indipendente, per cui servono interventi strutturali. A nessuno sfugge il quadro internazionale, però certi costi non sono riconducibili né al petrolio né al gas ma a certe sovrastrutture che pesano sulle imprese come e talvolta più che tutti gli altri costi di gestione. Di questo il governo deve farsi carico per evitare che l’energia diventi lo spartiacque tra il proseguire l’attività e dover chiudere i battenti”.

PADOVA 7 AGOSTO 2026

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(Ascom Padova)