Le forze armate russe si preparano a risposte di rappresaglia dirette contro la logistica ucraina. Il presidente Vladimir Putin, in un’intervista a Vesti, ha promesso una reazione “proporzionata” all’attacco ucraino al magazzino dell’e‐commerce Ozon a Samara e ha avvertito che Mosca prenderà di mira “i nodi logistici più importanti dello Stato ucraino”.
L’ulteriore escalation del conflitto sarà al centro della riunione della Coalizione dei Volenterosi — il gruppo di Paesi che sostiene l’Ucraina — convocata per lunedì in formato ibrido per discutere nuovi aiuti e possibili garanzie di sicurezza per Kiev.
Putin: “Avete aperto il vaso di Pandora”
Secondo Putin, i tentativi di Kiev di danneggiare l’economia russa hanno avuto effetti contrari, incidendo anche sui settori strategici ucraini. “Il regime di Kiev si è posto l’obiettivo di danneggiare la nostra economia. E cosa ha fatto? Ha aperto lui stesso il vaso di Pandora. Riceverete una risposta nei settori più sensibili della vostra economia, che già versano in condizioni estremamente precarie. Questo riguarda anche la produzione agricola, dalle cui esportazioni il regime di Kiev ricava le proprie principali entrate”, ha dichiarato il presidente russo.
Putin ha inoltre affermato che la situazione lungo la linea del fronte resta sotto controllo delle forze russe: “Le nostre truppe non solo continuano l’avanzata in tutte le direzioni, ma hanno anche aumentato il ritmo del loro movimento in avanti. Le Forze armate russe stanno portando a termine con sicurezza i compiti necessari per raggiungere pienamente gli obiettivi dell’operazione militare speciale”.
La guerra dei droni prosegue nei cieli di Ucraina e Russia. Nuovi attacchi di Mosca hanno colpito ieri Kiev e Zaporizhzhia, causando, secondo ‘The Kyiv Independent’, almeno due vittime e numerosi feriti.
Quali sono i centri di logistica presi di mira
Dopo gli attacchi a centri del gruppo Wildberries, fondato da Tatyana Kim, nel mirino di Kiev è finito anche Ozon, il secondo operatore dell’e‐commerce in Russia. Wildberries detiene circa la metà del mercato online russo, Ozon circa il 30%; insieme gestiscono beni e servizi equivalenti a circa l’8,5% del PIL del Paese. Ozon, nato nel 1998 come venditore di libri come accadde per Amazon negli Stati Uniti, ha subito il colpo al suo centro logistico di Samara: oltre 100 mila metri quadrati colpiti nell’ultimo raid. All’inizio di agosto, sempre nella regione di Samara, era stato danneggiato un centro logistico di Wildberries.
Con i raid contro i centri logistici di Wildberries e ora di Ozon, Kiev punta a danneggiare l’economia russa e a portare la guerra più vicino alle famiglie russe. Dopo i primi attacchi di metà luglio contro Wildberries, il presidente Volodymyr Zelensky aveva sostenuto che i magazzini erano “elementi della logistica russa utilizzati per distribuire equipaggiamenti destinati alla guerra: sistemi di navigazione, componenti per la produzione di droni e altre forniture per l’esercito russo”. Il Cremlino ha contestato tali affermazioni.
Macron a Zelensky: “Raid russi orribili, Francia invia nuovi intercettori”
Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato con Volodymyr Zelensky dopo il doppio attacco russo a un centro commerciale a Kryvyi Rih, che ha provocato la morte di almeno 16 persone, esprimendo “orrore e commozione” per le vittime civili. Su X ha accusato Mosca di “intensificare il crimine della sua aggressione”, prendendo di mira i civili per “intimidazione ed escalation”, un segnale, a suo dire, di “ammissione di debolezza”.
Macron ha definito “fondamentale” fornire all’Ucraina tutti i mezzi per difendere i propri cieli, annunciando a Zelensky un rafforzamento del sostegno francese con nuovi intercettori e la prosecuzione della cooperazione nella Coalizione antimissile. Ha invitato i Paesi in grado di contribuire a unirsi allo sforzo e ha ribadito la necessità di aumentare la pressione su Mosca finché le ostilità non termineranno.
Zuppi: “Andrò a Mosca, spero a settembre”
Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Matteo Zuppi, ha annunciato che intende tornare a Mosca, “si spera entro la fine di settembre”. Intervenendo a Tg2 Post, ha ribadito che la Santa Sede “farà tutto il possibile per favorire la fine della guerra”, richiamando l’appello del Papa al dialogo, alla diplomazia e all’incontro come strumenti per abbandonare il conflitto.
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