Il Questore dispone la chiusura per 75 giorni di un bar in via Madonna della Salute, ai sensi dell’art. 100 T.U.L.P.S., dopo una violenta aggressione: un marocchino è stato pestato da 4 tunisini, riportando la frattura del setto nasale

Il bar era già stato chiuso dal Questore per 45 giorni nel 2025 per fatti legati allo spaccio di stupefacenti e per i numerosi controlli effettuati dalle Volanti, che avevano riscontrato una abituale presenza di soggetti violenti e con precedenti penali in materia di reati contro la persona, il patrimonio e droga. Trattandosi di una seconda chiusura, il Questore propone al Prefetto la revoca della licenza ai sensi dell’art. 100, secondo comma, T.U.L.P.S.

Nella nottata di giovedì 11 giugno, verso le ore 1.00, i poliziotti della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza e dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – Squadra Volanti della Questura di Padova hanno dato esecuzione al provvedimento adottato dal Questore della provincia di Padova Marco Odorisio, che ha disposto la chiusura per 75 giorni, ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande di un bar sito in via Madonna della Salute.

Il provvedimento è stato adottato all’esito di un’approfondita attività istruttoria sviluppata dalla Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza sulla base degli accertamenti e degli interventi effettuati negli ultimi mesi dal personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e della Squadra Mobile, dai quali è emerso un quadro caratterizzato dalla abituale frequentazione del locale da parte di soggetti gravati da precedenti penali e di polizia, nonché dal ripetersi di episodi di violenza, disordine e condotte potenzialmente idonee a compromettere l’ordine e la sicurezza pubblica.

Determinante ai fini dell’adozione della misura è stato il grave episodio verificatosi nella notte di martedì 9 giugno, quando le Volanti della Questura sono intervenute presso il pubblico esercizio a seguito della segnalazione di una violenta aggressione, con pestaggio, consumata ai danni di un cittadino marocchino di 31 anni.

In particolare, i poliziotti, giunti sul posto, hanno trovato la vittima, cosciente ma con evidenti lesioni e tumefazioni al volto e un’abbondante perdita di sangue dal naso, accertando come, mentre si trovava all’interno del bar in compagnia di alcuni connazionali, era stato improvvisamente assalito da quattro soggetti nordafricani, presumibilmente di nazionalità tunisina, con numerosi pugni e calci al volto, senza che vi fosse alcuna apparente ragione o precedente diverbio tale da giustificare la brutale aggressione. L’azione violenta si sarebbe sviluppata in pochi istanti all’interno del locale, sorprendendo completamente la vittima e impedendole qualsiasi possibilità di difesa.

Particolarmente significativo è apparso il fatto che uno dei quattro aggressori fosse stato indicato quale frequentatore abituale dell’esercizio pubblico, circostanza che conferma ulteriormente il consolidato radicamento nel locale di soggetti gravitanti in contesti di illegalità e violenza.

A seguito delle gravi lesioni riportate, il 31enne è stato soccorso dal 118 e trasportato in ospedale, dove i medici gli hanno diagnosticato la frattura del setto nasale oltre a plurime contusioni, giudicate guaribili in 30 giorni salvo complicazioni, con conseguente ricovero nel Nosocomio dove tutt’ora si trova per ulteriori approfondimenti medici.

Ulteriore elemento di particolare rilievo emerso nel corso degli accertamenti è stato l’aver riscontrato la condotta ed il comportamento omertoso tenuto dal gestore del bar, il quale asseriva di non aver visto nulla di quanto accaduto all’interno del proprio locale, condotta omissiva e non collaborativa, ritenuta particolarmente significativa nell’ambito dell’istruttoria svolta dalla Questura, sia in ragione della gravità dei fatti verificatisi, sia in considerazione della posizione di garanzia rivestita dal titolare dell’attività commerciale, il quale avrebbe dovuto attivarsi tempestivamente per richiedere l’intervento della Polizia e contribuire alla ricostruzione dell’accaduto nell’interesse della sicurezza dei propri avventori.

L’episodio del 9 giugno non costituisce tuttavia un fatto isolato. Nel corso degli ultimi dodici mesi il bar è stato infatti oggetto di numerosi controlli e interventi da parte delle Volanti della Questura, nel corso dei quali è stata ripetutamente documentata la presenza di soggetti gravati da precedenti penali e di polizia per reati contro la persona, contro il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti.

Tra gli episodi più significativi figura quello verificatosi lo scorso 22 gennaio, quando gli operatori delle Volanti sono intervenuti presso il locale a seguito della segnalazione di una rissa.

In quella circostanza due avventori abituali, al termine di una discussione, si erano affrontati fisicamente. Uno dei contendenti aveva lanciato una sedia contro l’altro, il quale aveva reagito colpendolo con due pugni al volto provocandogli la fuoriuscita di sangue dal naso.

Ancora più significativo è risultato il controllo straordinario effettuato il 29 marzo 2026. Nel corso dell’attività sono state identificate sette persone presenti all’interno del locale, sei delle quali risultate gravate da precedenti penali e di polizia. Tra queste figuravano anche due cittadini tunisini destinatari di provvedimenti di rintraccio emessi dall’Autorità Giudiziaria.

Gli accertamenti svolti dalla Divisione Polizia Amministrativa hanno inoltre evidenziato come il bar fosse già stato destinatario, il 21 marzo dello scorso anno, di un analogo provvedimento di sospensione della licenza ai sensi dell’art. 100 T.U.L.P.S. per la durata di 45 giorni.

Tale precedente misura era stata adottata a seguito di un’attività investigativa della Squadra Mobile, culminata con l’arresto di un cittadino tunisino per spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo, dopo aver ceduto una dose di eroina ad un acquirente italiano nelle immediate vicinanze del locale, si era rifugiato all’interno del bar nel tentativo di sottrarsi al controllo degli investigatori, venendo tuttavia individuato e arrestato dagli operatori mentre si trovava seduto a un tavolo dell’esercizio.

Particolarmente rilevante, ai fini della valutazione effettuata dall’Autorità provinciale di pubblica sicurezza, è il fatto che la chiusura già subita nel 2025 non abbia prodotto alcun apprezzabile cambiamento nelle modalità di frequentazione del locale. Gli episodi successivamente registrati hanno infatti dimostrato il permanere di una situazione sostanzialmente immutata, caratterizzata dalla presenza abituale di soggetti pregiudicati, persone coinvolte in episodi violenti e individui gravati da precedenti per reati in materia di sostanze stupefacenti.

L’intera attività istruttoria ha dunque consentito di accertare come il pubblico esercizio sia progressivamente divenuto un luogo abitualmente frequentato da persone ritenute pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica, nonché teatro di episodi di violenza e illegalità incompatibili con la funzione che un esercizio pubblico dovrebbe svolgere quale luogo di aggregazione pacifica, socializzazione e convivenza civile.

Alla luce della gravità dell’aggressione verificatasi il 9 giugno, della reiterazione degli episodi accertati, della presenza costante di soggetti gravati da precedenti penali e di polizia, del precedente provvedimento già adottato nel 2025 e della concreta necessità di interrompere una situazione di pericolo per la collettività, il Questore della Provincia di Padova Marco Odorisio ha pertanto disposto la sospensione per 75 giorni della licenza di somministrazione di alimenti e bevande dell’esercizio pubblico, ritenendo tale misura necessaria, adeguata e proporzionata per tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, interrompere le frequentazioni pericolose e ripristinare condizioni di legalità a tutela dei cittadini e del territorio.

Trattandosi della seconda chiusura ex art. 100 TULPS, il Questore della provincia di Padova inoltrerà al Prefetto la proposta per la definitiva revoca della licenza.

(Questura di Padova)