La Polizia di Stato arresta un cittadino filippino di 44 anni sorpreso all’interno dell’abitazione dell’ex compagna, in violazione del divieto di avvicinamento alla donna e alla figlia minore nonché del divieto di dimora nel comune di Padova.

L’uomo, già arrestato più volte negli ultimi anni per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, rapina, resistenza a pubblico ufficiale e per la reiterata violazione dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria, si era introdotto nell’appartamento approfittando dell’assenza della donna, rimanendo all’interno dell’abitazione dove poco prima si trovava anche la figlia di 10 anni. Determinante il tempestivo intervento delle volanti della Polizia di stato che lo hanno bloccato ed arrestato in flagranza per la violazione dell’art. 387 bis del codice penale.

Prosegue l’attività di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio svolta dalla Polizia di Stato nell’ambito dei dispositivi predisposti dal Questore della Provincia di Padova Marco Odorisio, finalizzati non soltanto al contrasto della criminalità diffusa e dei fenomeni di degrado urbano, ma anche alla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, settore nel quale la Questura di Padova continua a garantire un costante monitoraggio delle situazioni maggiormente esposte al rischio di reiterazione delle condotte delittuose, attraverso un’attività coordinata tra l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, la Squadra Mobile, la Divisione Anticrimine e l’Autorità Giudiziaria.

L’attenzione dedicata dalla Polizia di Stato ai cosiddetti reati da “codice rosso” rappresenta infatti una delle priorità dell’azione di prevenzione e repressione sviluppata quotidianamente dalla Questura di Padova, nella consapevolezza che la tempestività dell’intervento costituisce uno degli strumenti fondamentali per garantire un’efficace tutela delle persone offese, soprattutto nei casi in cui le condotte violente risultino reiterate nel tempo e caratterizzate da un progressivo aggravamento della pericolosità dell’autore.

È proprio nell’ambito di tale costante attività di monitoraggio e di pronto intervento che, nel pomeriggio di mercoledì 5 agosto, gli equipaggi della Sezione Volanti hanno tratto in arresto un cittadino filippino di 44 anni, gravemente indiziato del reato di cui all’articolo 387-bis del Codice Penale, poiché sorpreso all’interno dell’abitazione della propria ex compagna 43enne, in violazione della misura cautelare del Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna e dalla figlia minore della coppia, di soli 10 anni, nonché della misura del Divieto di dimora nel Comune di Padova, misure entrambe disposte dall’Autorità Giudiziaria nell’ambito di un articolato procedimento penale scaturito dai ripetuti episodi di violenza domestica che avevano visto la donna vittima delle condotte dell’uomo nel corso degli ultimi anni.

L’intervento odierno rappresenta infatti soltanto l’ultimo episodio di una lunga sequenza di comportamenti violenti e persecutori posti in essere dal 44enne nei confronti della medesima vittima, vicenda che nel tempo aveva già richiesto numerosi interventi delle Forze di Polizia, determinando denunce, arresti, provvedimenti cautelari sempre più restrittivi e persino periodi di custodia cautelare in carcere, senza che tali misure fossero tuttavia sufficienti a interrompere definitivamente la condotta criminosa dell’uomo.

I poliziotti intervenuti contestualizzavano come la donna, nella prima mattinata  si fosse allontanata dalla propria abitazione per esigenze personali, lasciando temporaneamente all’interno dell’appartamento la figlia di 10 anni in compagnia di una propria amica di fiducia, incaricata di prendersi cura della bambina sino al suo rientro. La situazione appariva inizialmente assolutamente tranquilla e nulla lasciava presagire quanto sarebbe accaduto di lì a poco. Intorno alle ore 9.00, infatti, presso l’abitazione si presentava improvvisamente il cittadino filippino, nonostante fosse pienamente consapevole del divieto imposto dall’Autorità Giudiziaria di avvicinarsi sia alla donna sia alla figlia minore, nonché del contestuale divieto di permanere nel territorio del Comune di Padova.

Giunto davanti all’ingresso dell’appartamento, l’uomo iniziava immediatamente a pretendere di entrare nell’abitazione. Di fronte al mancato riscontro da parte delle persone presenti all’interno, il 43enne assumeva un atteggiamento sempre più aggressivo, iniziando a colpire ripetutamente con violenti pugni e calci la porta d’ingresso, nel chiaro intento di costringere chi si trovava all’interno ad aprire. La violenza dei colpi, accompagnata dall’insistenza con la quale l’uomo continuava a pretendere di entrare nell’appartamento, generava comprensibile preoccupazione nelle due persone presenti all’interno dell’abitazione, vale a dire la bambina di 10 anni e l’amica della madre, le quali si trovavano improvvisamente costrette a fronteggiare una situazione di forte tensione determinata dall’arrivo dell’uomo, già destinatario di specifici provvedimenti cautelari proprio per la sua accertata pericolosità nei confronti della famiglia.

Temendo che la situazione potesse ulteriormente degenerare e ritenendo prioritario mettere in sicurezza la minore, l’amica della donna decideva quindi di aprire la porta, uscendo immediatamente dall’appartamento insieme alla bambina, così da allontanarsi dall’abitazione e sottrarre la piccola ad una situazione potenzialmente pericolosa. Approfittando di quei pochi istanti, il 44enne riusciva tuttavia ad introdursi all’interno dell’appartamento, rimanendovi da solo e occupando l’abitazione nonostante il chiaro divieto impostogli dall’Autorità Giudiziaria. Ignorando completamente le prescrizioni contenute nel provvedimento cautelare e dimostrando un’assoluta indifferenza rispetto alle conseguenze penali derivanti dalla propria condotta, l’uomo rimaneva quindi all’interno dell’immobile, attendendo il rientro della donna.

Quando, poco tempo dopo, la 43enne faceva rientro presso la propria abitazione, si accorgeva immediatamente che qualcosa non andava. Giunta davanti alla porta d’ingresso, infatti, constatava di non riuscire ad accedere all’interno dell’appartamento, intuendo che qualcuno si trovasse ancora all’interno dell’immobile. Ben consapevole della pericolosità dell’ex compagno e della misura cautelare cui quest’ultimo risultava sottoposto, la donna evitava qualsiasi forma di contatto diretto con l’uomo e, mantenendo la necessaria lucidità, provvedeva ad allertare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 113, chiedendo l’intervento urgente della Polizia di Stato e rappresentando agli operatori della Sala Operativa della Questura come il 44enne, destinatario del Divieto di avvicinamento e del Divieto di dimora nel Comune di Padova, si fosse introdotto all’interno dell’abitazione e vi si trovasse ancora.

Ricevuta la richiesta di intervento, la Sala Operativa della Questura disponeva l’immediato invio sul posto di più equipaggi della Sezione Volanti, considerata la particolare delicatezza della situazione e l’elevato livello di rischio derivante dalla presenza dell’uomo all’interno dell’abitazione della persona offesa. Gli operatori raggiungevano l’indirizzo indicato nel giro di pochissimi minuti, procedendo dapprima ad acquisire le prime informazioni dalla donna e ricostruendo rapidamente quanto accaduto nelle ore precedenti.

 Acquisiti tali elementi, i poliziotti provvedevano ad effettuare un accesso in sicurezza all’interno dell’abitazione, adottando tutte le cautele operative imposte dalla tipologia dell’intervento, anche alla luce del profilo di pericolosità dell’uomo, già più volte protagonista di episodi di violenza domestica e già arrestato in passato anche per fatti di resistenza a Pubblico Ufficiale. Nel corso della verifica i poliziotti rintracciavano effettivamente il 44enne filippino all’interno dell’appartamento.

L’uomo veniva immediatamente identificato e posto in condizioni tali da non poter porre in essere ulteriori condotte pregiudizievoli nei confronti della persona offesa, della figlia minore o degli stessi operatori di Polizia. Contestualmente gli agenti procedevano ad effettuare tutti gli accertamenti necessari mediante consultazione delle banche dati in uso alle Forze di Polizia, verificando la posizione giudiziaria del soggetto.

Gli approfondimenti consentivano di confermare come il cittadino filippino fosse destinatario di un’articolata misura cautelare emessa dal Tribunale di Padova che gli imponeva l’allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinarsi alla donna ed alla figlia minore mantenendo una distanza non inferiore a 500 metri, il divieto assoluto di comunicare con entrambe mediante qualsiasi mezzo e, inoltre, il divieto di dimora nel Comune di Padova. Gli operatori accertavano pertanto come la semplice presenza dell’uomo all’interno dell’abitazione costituisse una palese ed evidente violazione delle prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria.

Particolare rilievo assumeva inoltre il fatto che l’indagato si fosse introdotto nell’appartamento in un momento nel quale all’interno dell’abitazione si trovava anche la figlia della coppia, una bambina di appena 10 anni, anch’essa espressamente tutelata dal provvedimento cautelare e destinataria, al pari della madre, delle misure di protezione adottate dal Giudice proprio in ragione della gravità delle pregresse condotte poste in essere dal padre. Alla luce degli elementi raccolti nell’immediatezza dei fatti, della flagranza della condotta e della piena consapevolezza dell’uomo circa l’esistenza delle misure cautelari cui era sottoposto, gli operatori della Polizia di Stato procedevano pertanto al suo arresto nella flagranza del reato di cui all’articolo 387-bis del Codice Penale, norma che punisce la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

Ultimate le operazioni sul posto, il 44enne veniva accompagnato presso gli uffici della Questura di Padova per il completamento degli adempimenti di polizia giudiziaria, mentre dell’avvenuto arresto veniva immediatamente informato il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Padova. Al termine delle formalità di rito, l’arrestato veniva posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa dell’udienza con giudizio direttissimo.

Nonostante il lungo percorso giudiziario, le denunce, gli arresti, le condanne e le misure cautelari progressivamente applicate nei suoi confronti, il 44enne tornava tuttavia nuovamente a violare i provvedimenti adottati a tutela delle persone offese. L’episodio odierno si inserisce pertanto in un quadro complessivo caratterizzato da una reiterata inosservanza delle prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria e da una persistente difficoltà dell’uomo nel conformare la propria condotta alle limitazioni disposte proprio per prevenire ulteriori episodi di violenza.

Il Questore della provincia di Padova, Marco Odorisio ha evidenziato come “Quest’ultimo episodio conferma ancora una volta l’importanza della tempestività degli interventi delle pattuglie della Polizia di Stato e della costante attività di controllo e monitoraggio delle situazioni caratterizzate da violenza domestica. La presenza capillare dei dispositivi di prevenzione della Questura, sul territorio, consente infatti di intervenire rapidamente anche in contesti particolarmente delicati, nei quali la conoscenza dei precedenti e delle situazioni di rischio rappresenta un elemento fondamentale per garantire la sicurezza delle vittime. Ancora una volta, si palesa la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno della violenza domestica e sulle situazioni caratterizzate da condotte reiterate e progressive di sopraffazione, intimidazione e aggressività nei confronti delle persone più vicine al soggetto autore delle condotte illecite. L’intervento della Polizia ha consentito di interrompere tempestivamente una situazione potenzialmente pericolosa, considerato che l’uomo si trovava nuovamente all’interno dell’abitazione familiare, luogo dal quale era stato allontanato proprio per tutelare la donna e la figlia minore”.

(Questura di Padova)