Gli Stati Uniti stanno valutando l’opzione di impiegare la cosiddetta “Madre di tutte le bombe” contro l’Iran nel caso in cui il presidente Donald Trump ordinasse nuovi attacchi prima o dopo le elezioni di medio termine. Secondo fonti citate dalla Cnn, l’esercito ha messo a punto piani che prevedono attacchi a impianti energetici e strutture legate al programma nucleare iraniano, includendo tra le opzioni la GBU-43/B, la più grande bomba non nucleare dell’arsenale statunitense, del peso di circa 9,7 tonnellate.
Le fonti informate sui piani militari hanno detto alla Cnn che queste opzioni potrebbero essere prese in considerazione in prossimità delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, fissate per il 3 novembre 2026, o successivamente.
L’eventuale uso della GBU-43/B contro l’Iran costituirebbe una notevole escalation delle ostilità. Analisti e funzionari hanno espresso dubbi sulla reale capacità di questa arma di conseguire gli obiettivi strategici dichiarati o di cambiare in modo decisivo l’equilibrio del conflitto.
GBU-43/B MOAB, la più grande bomba non nucleare
La GBU-43/B (Massive Ordnance Air Blast), nota come MOAB e soprannominata “Madre di tutte le bombe”, è il maggiore ordigno convenzionale dell’arsenale statunitense. Progettata per creare un’onda d’urto su vasta area, pesa approssimativamente 9,7 tonnellate e mira a infliggere danni estesi su obiettivi al suolo.
Secondo le ricostruzioni citate dalla Cnn, i piani includerebbero anche attacchi mirati a infrastrutture energetiche e altri obiettivi strategici iraniani; tra le ipotesi operative figura il sito di Pickaxe Mountain, ritenuto dagli Stati Uniti potenzialmente legato a componenti del programma nucleare iraniano.