Patrizio Bertin (Confcommercio Padova): “Aiutare le imprese a non cadere in situazioni poco trasparenti l’obiettivo della nostra associazione di concerto con Fidimpresa Friulveneto, il confidi nordestino del sistema Confcommercio”
Dallo scorso 1° luglio non esistono più gli automatismi sulla segnalazione delle operazioni sospette all’attenzione dell’UIF, l‘Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia, cioè sono vietate le segnalazioni automatiche basate, ad esempio, solo sul superamento di soglie di contanti. Questo significa che i numeri relativi all’anno corrente potrebbero scendere ma, per il momento, valgono quelle messe a referto nel primo semestre del 2026 e le segnalazioni di operazioni sospette riferite alla provincia di Padova sono state 1.249, contro le 961 dello stesso periodo del 2025: 288 in più, pari al 30%. È il valore più alto tra le province venete, secondo i dati pubblicati, per l’appunto, dall’UIF.
L’aumento padovano supera quello complessivo del Veneto, passato da 5.119 a 5.961 segnalazioni (+16,4%). Tra le altre province, Vicenza passa da 995 a 1.225 (+23,1%), Venezia da 977 a 1.164 (+19,1%) e Treviso da 771 a 926 (+20,1%). Più contenuto l’incremento di Verona, da 950 a 972 (+2,3%). In calo Rovigo, da 301 a 284 (−5,6%), e Belluno, da 164 a 141 (−14%).
“Sono numeri da leggere con attenzione, senza creare allarmismi ma anche senza prestare il fianco alla sottovalutazione – osserva Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova – perchè una segnalazione non è un reato accertato e la crescita numerica può dipendere anche dalla capacità degli operatori di riconoscere e segnalare le anomalie. Resta il fatto che Padova registra l’aumento più marcato del Veneto. Per chi come Confcommercio Padova rappresenta migliaia di imprese, è un richiamo a tenere alta l’attenzione sulla trasparenza dei rapporti economici e sulla tutela di chi lavora rispettando le regole“.
Per Confcommercio Padova la prevenzione passa anche dalla possibilità, per una piccola impresa, di parlare per tempo delle proprie difficoltà finanziarie.
“Quando la liquidità manca o una scadenza diventa difficile da sostenere, l’imprenditore deve sapere a chi può rivolgersi – prosegue Bertin – e in questo caso la collaborazione con Fidimpresa Friulveneto, il confidi nordestino del sistema Confcommercio, può essere utile: ascoltare l’impresa, esaminare la sua situazione creditizia e individuare, quando ve ne sono le condizioni, garanzie o forme di finanziamento adeguate è sicuramente la via maestra per evitare di cadere in situazioni poco “canoniche” da cui diventa poi difficilissimo affrancarsi. Un aiuto concreto per mantenere le imprese dentro un circuito di credito trasparente è pertanto “la” soluzione”.
Da qui l‘impegno di Confcommercio Padova: rafforzare, insieme a Fidimpresa Friulveneto, l’informazione e l’orientamento rivolti agli associati, intercettare prima le difficoltà, spiegare gli strumenti disponibili e accompagnare le imprese nel confronto con il sistema bancario.
“La legalità si difende certamente con i controlli – conclude Bertin – ma anche facendo in modo che un’impresa in difficoltà non si senta sola”.
PADOVA 14 OTTOBRE 2026
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