Il Consiglio Europeo si svolge su due giorni, inusuale rispetto alle preferenze del presidente Antonio Costa, e mette in calendario molti temi. Secondo una fonte diplomatica europea, pur con un’agenda densa, non sono attese decisioni definitive: l’obiettivo principale è avviare discussioni che possano portare a decisioni in futuro.
I temi sono numerosi e rilevanti. Il caro energia potrebbe prevalere per la sua forte sensibilità politica in molti Stati membri, soprattutto con consultazioni elettorali vicine in diversi Paesi, tra cui la Spagna di Pedro Sánchez il mese prossimo.
Come di consueto, al summit seguono i pre-vertici dei gruppi politici europei: Ppe, Pse e Renew si riuniscono la mattina, mentre i gruppi più nazionalisti si sono incontrati oggi presso la sede del Vlaams Belang a Bruxelles. Il Consiglio inizierà ufficialmente alle 10, con arrivi dei leader previsti già dalle 8.30.
L’agenda del summit
Il primo punto sarà la competitività, con la partecipazione della presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola. Poi i leader discuteranno i prezzi dell’energia tra i Ventisette e, durante il pranzo, affronteranno gli squilibri macroeconomici globali, con particolare attenzione ai rapporti con la Cina, alla luce della recente missione del commissario al Commercio Maroš Šefčovič a Pechino.
Nel pomeriggio è prevista la discussione sul Quadro finanziario pluriennale (MFF 2028-34), seguita da una conferenza stampa. La cena sarà dedicata a un dibattito strategico sull’allargamento dell’UE e sulle riforme interne necessarie per accogliere nuovi membri.
La seconda giornata inizierà anch’essa alle 10. Si discuterà dell’Ucraina con l’intervento del presidente Volodymyr Zelensky, seguito da un dibattito tra i Ventisette. Successivamente si affronteranno temi di difesa e sicurezza, considerati anche l’aumento degli attacchi ibridi attribuiti alla Russia, e la situazione in Medio Oriente; il pranzo sarà dedicato alle migrazioni. La chiusura prevede una conferenza stampa con i presidenti Antonio Costa e Ursula von der Leyen.
Gli appuntamenti di Meloni
Prima dell’inizio dei lavori, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni co-ospiterà una riunione degli Amici della Coesione. Domani, sempre prima dell’apertura del Consiglio, sarà tra gli organizzatori, insieme a Danimarca e Paesi Bassi, di un incontro informale sulle soluzioni definite “innovative” in materia di migrazione, che comprendono misure come hub per i rimpatri in Paesi terzi — un modello che l’Italia ha già sperimentato con centri in Albania. La Francia non partecipa per vincoli costituzionali e teme che simili misure possano aumentare l’attrattiva del proprio territorio per i migranti.
Competitività
Sul versante della competitività i leader faranno il punto sull’attuazione dell’agenda “un’Europa, un mercato” decisa dopo il summit di Alden-Biesen. Si registrerà il raggiungimento di una posizione comune sul Market Integration and Supervision Package, parte dell’Unione dei risparmi e degli investimenti, segnale che, secondo un alto funzionario UE, indica progressi.
Il compromesso tra gli Stati membri esclude però le piazze finanziarie di Francoforte e Madrid dalla vigilanza unica dell’ESMA; la commissaria ai Servizi finanziari Maria Luís Albuquerque ha espresso insoddisfazione per l’ambizione limitata del Consiglio.
Energia e flessibilità
Sulla crisi dei prezzi dell’energia il dibattito sarà incentrato su misure a breve termine. La presidente della Commissione ha proposto interventi come il rinvio di alcune disposizioni del regolamento sul metano e la revisione del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato. I leader chiederanno alla Commissione ulteriori proposte, pur riconoscendo che non esiste una soluzione semplice a un problema complesso.
Una fonte diplomatica segnala frustrazione per la scarsa progressione nelle azioni contro il caro energia, osservando che l’approccio della Commissione appare meno attivo rispetto ad altre crisi gestite in passato. L’Italia e la Grecia hanno chiesto flessibilità di bilancio alla Commissione, e la presidente Meloni ha annunciato che solleverà il tema, anche se non figura formalmente nell’agenda del Consiglio Europeo.
Alcune fonti lodano gli sforzi dell’Italia per uscire dalla procedura per deficit eccessivo, ma altri sottolineano che non è il momento di rendere più flessibili le regole del patto di stabilità, ancora recenti, soprattutto alla luce delle tensioni sui mercati obbligazionari. L’Italia chiede comunque margine di flessibilità all’interno delle regole vigenti, e la Commissione ha ricordato che l’alta inflazione è un elemento da considerare.
Indipendentemente dalla flessibilità, il dibattito sul caro energia sarà sentito: si ritiene possibile adottare misure a livello europeo, ma per ottenere il via libera del Consiglio Europeo serve l’unanimità. Molti Paesi si attendono che la Commissione presenti proposte concrete per sostenere l’industria e la competitività. Sullo sfondo resta il problema della formazione del prezzo dell’elettricità nell’UE, basata sul prezzo marginale spesso legato al gas, tema più volte sollevato anche dall’ex premier Mario Draghi.
Rapporti Cina-Ue
Un altro punto della discussione sugli squilibri macroeconomici riguarda i rapporti con la Cina: il dialogo con Pechino va intensificato, come dimostrato dalle ultime missioni del commissario Šefčovič. Parallelamente, l’UE valuta gli strumenti di cui dispone per rafforzarli, nella direzione suggerita da figure come Friedrich Merz ed Emmanuel Macron. I leader esamineranno lo stato delle misure già adottate e potrebbero chiedere di svilupparne di nuove; complessivamente non emergono forti dissensi sulla strategia che combina dialogo e rafforzamento degli strumenti.
Il bilancio pluriennale europeo
Dopo pranzo si affronterà il MFF 2028-34, il bilancio pluriennale: l’obiettivo rimane raggiungere un accordo entro fine anno, e la discussione dovrebbe sostenere il lungo negoziato in corso. Nonostante le divergenze, c’è la percezione di progressi dopo la nuova negobox della presidenza irlandese, anche se alcuni ritengono che la presidenza abbia rallentato il capitolo delle nuove risorse proprie, cruciale per il negoziato. La Commissione presenterà le sue ipotesi direttamente al presidente Costa.
Il presidente del Consiglio Europeo ascolterà le posizioni e condurrà il negoziato, eventualmente presentando una propria negobox. Per un incontro speciale programmato per la seconda metà di novembre non sono ancora state decise modalità precise: spetterà a Costa decidere come utilizzarlo in vista di un possibile accordo a dicembre.
I diplomatici segnano la difficoltà tattica: c’è tempo per negoziare tra leader, ma poco per convergere sui dettagli tecnici che spesso decidono l’esito. Se il negoziato si allunga, potrebbe favorire chi punta a maggiori tagli di spesa. Alcuni Paesi non hanno fretta di chiudere a qualsiasi condizione, per cui non è scontato che si arrivi a un’intesa già in dicembre.
Allargamento Ue
La discussione strategica sull’allargamento e sulle riforme si terrà a cena ed è considerata importante, dato che l’adesione effettiva del Montenegro si avvicina. Dal vertice di Granada del 2023 è emersa la volontà di far procedere allargamento e riforme in parallelo: si dovranno definire i compiti che l’UE deve completare. Probabilmente verrà inviato un segnale positivo a Podgorica, l’unico dei Paesi principali (insieme ad Albania, Ucraina e Moldova) già in fase di negoziato per il trattato di adesione. Potrebbe anche essere avviata una riflessione sul procedimento di allargamento, oggi basato su unanimità a ogni passaggio, mentre i trattati prevedono l’unanimità solo in snodi cruciali; si valuterà la possibilità di snellire l’iter con voti a maggioranza qualificata per fasi intermedie.
Ucraina
Il dibattito di domani inizierà con l’Ucraina e l’intervento del presidente Volodymyr Zelensky, presenza abituale ai vertici europei dal 2022. In seguito agli attacchi russi contro civili, si prevedono dichiarazioni di unità dell’UE a sostegno di Kiev. Tra i temi anche l’aumento della pressione sulla Russia, dopo il pacchetto di sanzioni concordato dal Consiglio Affari Esteri.
Si discuterà soprattutto della necessità di continuare a finanziare l’Ucraina: il prestito da 90 miliardi per il 2026-27 non coprirà tutte le esigenze, e il gap dovrà essere colmato con altri partner. È improbabile che torni sul tavolo la confisca degli asset russi congelati, visto che le posizioni degli Stati membri non sono cambiate rispetto al Consiglio Europeo di dicembre. Non è attesa una decisione immediata sul finanziamento futuro di Kiev, ma si valuterà la dinamica tra i leader sui bisogni dopo il 2027.
Potrebbe riproporsi il tema dell’inviato dell’UE per l’Ucraina, richiesto con insistenza da Kiev: avere una figura politica autorevole potrebbe rafforzare la presenza europea nelle trattative internazionali. È possibile che si cominci a delineare il profilo del candidato, ma non è previsto che oggi venga indicato un nome concreto.
Accordo Usa-Russia sul gasolio e attacchi ibridi
Nell’ambito della discussione sull’Ucraina entrerà probabilmente anche l’accordo sul gasolio annunciato dal presidente Usa Donald Trump, giudicato deplorevole da un alto funzionario: i leader potrebbero esprimere rammarico nelle conclusioni. Non è la prima volta che emergono disaccordi con gli Stati Uniti, ma il dialogo resta uno strumento importante per avvicinare posizioni.
Seguirà il dibattito su sicurezza e difesa, con un focus sugli attacchi ibridi di probabile origine russa, che sono in crescita e diventano sempre più aggressivi.
Medio Oriente
La situazione del Medio Oriente sarà affrontata: l’instabilità regionale si allarga, con attacchi degli Houthi contro Riyad. Si parlerà dell’Iran, di Gaza e della Cisgiordania, oltre che della situazione in Yemen e Libano, dove l’UE ha appena approvato una nuova missione. Si toccherà anche la Siria, che sembra avviarsi verso una parziale stabilizzazione.
Migrazioni
Infine è previsto un dibattito strategico sulle migrazioni, alla luce della lettera diffusa dalla presidente von der Leyen. La strategia europea ha prodotto risultati, con un calo significativo degli arrivi irregolari, nonostante la crisi esplosa il 30 luglio a Ceuta, quando migliaia di persone tentarono di entrare dalla costa marocchina.
La Spagna merita solidarietà dall’UE, si prevede che questo sarà un messaggio del vertice. Il problema di Ceuta è stato affrontato principalmente dalla Spagna e non ha avuto impatti su larga scala nel resto d’Europa. I controlli straordinari alle frontiere decisi dall’Italia a fine luglio scadranno alle 1 della notte del 16 ottobre, durante il vertice: potrebbe essere occasione di confronto tra Pedro Sánchez e Giorgia Meloni. (di Tommaso Gallavotti)
Leggi anche