Putin: “L’Europa si spinge verso la guerra con la Russia”

12 settembre 2026 | 00:13

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Dal vertice dei Brics in India, Vladimir Putin ha affermato che «l’Europa sta spingendo i suoi paesi verso la guerra con la Russia». Secondo il presidente russo, il rischio di un conflitto tra Russia ed Europa non sarebbe causato da Mosca: in particolare ha criticato l’ipotesi di inviare truppe europee in Ucraina come forza di supervisione, sostenendo che tale decisione «significherebbe una guerra con la Russia». Putin ha accusato le élite europee di allarmare le popolazioni con una minaccia «immaginaria» da parte di Mosca, come riportato dall’agenzia Tass. Una settimana prima, il presidente russo aveva incontrato a Mosca gli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner.

Nel colloquio telefonico con Trump della settimana scorsa, Putin ha ribadito che la Russia non intende attaccare paesi della Nato. Dall’India ha ripetuto che «la Russia non minaccia e non intende minacciare i paesi europei» e che non avrebbe motivo di entrare in conflitto con l’Europa, ricordando che molte disposizioni internazionali risalgono al dopoguerra; ha però indicato i membri europei della Nato come fonte di tensione.

Riferendosi ai risultati elettorali in Sassonia-Anhalt, Putin ha collegato l’esito favorevole all’AfD al presunto malcontento dei cittadini europei verso i loro leader, accusati di condurre i paesi verso un confronto con la Russia. Ha citato il programma dell’AfD che propone di interrompere il sostegno all’Ucraina come elemento sintomatico di questa insoddisfazione.

Putin ha poi criticato l’atteggiamento degli «occidentali globalisti» dopo la fine dell’Urss, sostenendo che, sentendosi in posizione di superiorità, avrebbero commesso errori ripetuti. Secondo lui, quel periodo avrebbe alimentato una sovrastima delle proprie capacità da parte dell’Occidente, con conseguenze negative sulla politica internazionale.

Sull’origine del conflitto, il presidente russo ha indicato il colpo di Stato in Ucraina del 2014 come evento determinante, affermando che l’Occidente avrebbe cercato di portare Kiev nella Nato per «stritolare» la Russia, prima appoggiando separatisti nel Caucaso e poi sostenendo il governo ucraino. Ha anche sostenuto che la partecipazione russa al G8 non sarebbe stata riconosciuta pienamente a livello internazionale.

Infine Putin ha richiamato l’attenzione sulle ricadute energetiche: secondo lui gli errori europei nella politica energetica avrebbero già fatto salire i prezzi del gas e del petrolio e li avrebbero destinati a ulteriori aumenti. Ha aggiunto che la Russia vende risorse energetiche a prezzi di mercato e ha osservato che l’Europa acquista meno materie prime dalla Russia rispetto al periodo precedente l’invasione dell’Ucraina.

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