Ue, von der Leyen verso il discorso sullo Stato dell’Unione al Pe

Il discorso sullo Stato dell’Ue (Soteu) pronunciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, davanti al Parlamento europeo a Strasburgo il 16 settembre avrà come obiettivo principale tracciare lo stato di salute dell’Unione, fare il punto sui risultati ottenuti e presentare le iniziative necessarie per affrontare le nuove sfide. Alla fine dell’intervento seguiranno le repliche dei gruppi parlamentari, sia di maggioranza sia di opposizione.

Istituito nel 2010 e ispirato al discorso americano sullo Stato dell’Unione, il Soteu è diventato l’appuntamento istituzionale annuale chiave per valutare i risultati della Commissione e definire le priorità legislative. La presidente accompagna il discorso con una lettera d’intenti indirizzata a Parlamento e Consiglio: l’evento costituisce un momento di responsabilità democratica perché mette la Commissione al confronto con l’unico organo comunitario direttamente eletto dai cittadini.

Diversamente dal modello statunitense, il Soteu non è un monologo ma un dibattito in aula in cui i gruppi parlamentari sollevano domande e critiche. Quest’anno il confronto sarà anche una prova delle tensioni nella maggioranza centrista al Parlamento europeo: si valuterà quanto von der Leyen, espressione del Ppe, resti allineata rispetto a Socialisti (S&D), Liberali (Renew) e Verdi (Greens/Efa), mentre i Conservatori (Ecr) restano formalmente esterni ma talvolta collaborativi.

Secondo indiscrezioni, sui temi di sicurezza esterna la presidente presenterà un piano per uno scudo aereo europeo e misure per aumentare la prontezza civile e militare contro le minacce ibride, in un contesto segnato da episodi come l’accusa tedesca di un tentativo di attacco via drone. Verrà ribadito il sostegno strategico a lungo termine all’Ucraina e saranno indicati criteri per proteggere infrastrutture sottomarine e digitali, oltre ad accelerare acquisizioni congiunte di armamenti e la mobilità rapida delle forze tra Stati membri.

Sul fronte industriale e commerciale la Commissione dovrebbe sollecitare l’approvazione delle clausole di preferenza europea nell’Industrial Accelerator Act e proporre la creazione di una rete di calcolo per l’intelligenza artificiale a servizio delle imprese. Ci saranno anche riferimenti alla difesa commerciale contro pratiche sleali e sovvenzioni estere, collegata ai piani di reindustrializzazione e al Fondo per la competitività che punta a concentrare risorse per innovazione, industria e autonomia energetica.

La dimensione sociale sarà un altro pilastro del discorso: è atteso un piano per favorire l’edilizia residenziale a prezzi accessibili, una proposta su lavori di qualità per proteggere il potere d’acquisto, interventi contro il caro energia e misure mirate per affrontare siccità e dissesti idrogeologici dopo le emergenze climatiche estive. Non mancherà il richiamo agli obiettivi di decarbonizzazione e una proposta per regolamentare l’uso dei social media da parte dei minori.

Sul tavolo resta il quadro finanziario pluriennale 2028-2034, il cui progetto di bilancio proposto dalla Commissione sfiora i duemila miliardi di euro e introduce l’idea di nuove entrate proprie per l’Unione. Su questo punto permangono forti divergenze tra Paesi più “frugali” e quelli favorevoli a politiche più espansive, come i cosiddetti “Amici della coesione” (tra cui l’Italia); il negoziato è affidato alla presidenza irlandese del Consiglio.

I gruppi politici porranno inoltre questioni su energia, tenuta del modello sociale e impatto dell’aumento del costo della vita. Ci sarà attenzione al difficile equilibrio tra la tabella di marcia per la decarbonizzazione e le pressioni dei settori industriali che affrontano costi energetici elevati, oltre a temi come la protezione dei settori produttivi tradizionali, l’attuazione delle nuove regole su asilo e immigrazione e la sicurezza delle frontiere esterne.

Nel discorso precedente, il 10 settembre 2025, von der Leyen aveva invocato una mobilitazione politica ed economica straordinaria, definendo la fase attuale come una «battaglia per la nostra libertà e per il nostro futuro». Aveva ribadito l’impegno verso l’Ucraina e proposto un prestito per le riparazioni finanziato con i proventi degli attivi russi congelati in Ue: quell’ipotesi non ha trovato consenso al Consiglio europeo di dicembre ed è stata sostituita dalla decisione di emettere debito comune per un prestito comunitario di 90 miliardi di euro all’Ucraina.

Sul fronte della difesa la presidente aveva sollecitato passi concreti verso un’Unione europea della difesa, con maggior cooperazione industriale e acquisti congiunti, iniziative su cui sono in corso programmi come l’EDIP e lo strumento finanziario Safe. Era prevista anche la creazione di un meccanismo di sorveglianza per il fianco orientale e un ciclo strutturato di coordinamento delle politiche militari nazionali entro il 2030, obiettivi che però incontrano difficoltà legate a lacune nelle capacità e all’integrazione operativa con la Nato.

Sul piano economico e produttivo, il discorso del 2025 aveva fatto proprie molte raccomandazioni dei rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta, puntando sulla competitività come elemento centrale della sovranità europea. Tra le misure annunciate figuravano il Patto per l’industria pulita, una legge per accelerare i settori ad alta tecnologia, incentivi per la filiera delle batterie e criteri preferenziali per gli appalti pubblici rivolti alla produzione europea: proposte tuttora in esame da Parlamento e Consiglio.

Accanto a queste misure, la Commissione aveva promosso la semplificazione burocratica per le piccole e medie imprese con sei pacchetti «omnibus» e interventi per ridurre le barriere nel mercato unico dei capitali. Su alcuni fronti si registrano progressi, come atti su cartolarizzazione e investimenti, mentre resta la sfida di armonizzare regimi fiscali nazionali ancora frammentati.