Patrizio Bertin (Confcommercio Padova): “Scelta difficile ma necessaria. Adesso speriamo che le banche non penalizzino il credito alle micro e piccole imprese”
Intanto nel padovano mutui in calo
Silvia Dell’uomo (Fimaa Confcommercio Padova): “I prezzi delle case si riverberano sulle compravendite”
E per contrastare il caro affitti dei negozi si spera nella cedolare secca da inserire in manovra
“Non è che facciamo salti di gioia, però, oltre che essere un provvedimento atteso, è anche una scelta difficile ma necessaria“.
Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova commenta la decisione della BCE di alzare i tassi di interesse di 25 punti base e non può non sottolineare come l’inflazione, se dovesse andare fuori controllo, avrebbe effetti devastanti sulle famiglie e dunque sulle imprese.
“E’ evidente – continua il presidente – che il conflitto in Medio Oriente continui a generare pressioni sull’inflazione e che l’obiettivo del 2% sia, di fatto, irraggiungibile. Ciò che dobbiamo a tutti i costi evitare è la paura che può derivare dalle aspettative degli operatori e che potrebbe concretizzarsi in futuro. Per questo voglio sperare che il sistema bancario adotti comportamenti prudenti e non penalizzi l’accesso al credito alle micro e piccole imprese, soprattutto in un momento come questo quando, esaurito il PNRR, al pubblico deve sostituirsi il privato”.
Di sicuro, l‘innalzamento deciso dalla BCE, avrà effetti sui mutui che già, per quanto riguarda Padova, non andavano benissimo.
Uno studio pubblicato nei giorni scorsi da Kìron sul mercato dei mutui in Veneto ha infatti evidenziato che, nel primo trimestre 2026, sono stati erogati 236,2 milioni di euro di mutui per l’acquisto dell’abitazione in provincia di Padova, vale a dire il -6,6% rispetto al primo trimestre del 2025.
Anche se l’intero 2025 aveva fatto segnare un’erogazione pari a 1.081,9 milioni di euro, con un guadagno del +10,7% rispetto al 2024, resta il fatto che il dato padovano sia peggiore della media nazionale del trimestre: in Italia, infatti, le erogazioni sono state pari a 12.754 miliardi, con un calo del -2,1%, che sempre calo è, ma molto più limitato.
E’ anche vero, come sottolinea lo stesso studio citato, che il confronto è condizionato dal fortissimo incremento registrato nel primo trimestre 2025; inoltre, a livello nazionale, i mutui effettivamente finalizzati alle compravendite risultano ancora in crescita, mentre sono crollate soprattutto surroghe e sostituzioni.
“Si tratta di un dato molto interessante – commenta la presidente degli agenti immobiliari della Fimaa Confcommercio Padova, Silvia Dell’Uomo – perché ci consente di effettuare una lettura meno banale del mercato immobiliare: per i mutui il 2025 è stato un anno significativo, mentre i primi tre mesi del 2026 segnalano un raffreddamento del credito alle famiglie. Cosa che ritengo dipenda da diversi fattori: innanzitutto i prezzi delle case che si sono riverberati sulle compravendite. Al tempo stesso sono saliti i costi degli affitti ma non così la capacità reddituale dei giovani, tanto che il problema dell’alloggio è diventato uno dei maggiori per chi, anche volendo, volesse venire a lavorare e vivere nel nostro territorio”.
Lo stesso vale anche per chi volesse fare impresa, alle prese con affitti dei negozi inavvicinabili, soprattutto per i giovani.
“Per questo – dichiara Dell’Uomo – giudichiamo positivamente la proposta di inserire nella prossima Manovra l’estensione della cedolare secca alle locazioni di negozi e uffici rilanciata dal presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato. E’ una proposta, quella della cedolare secca alle locazioni non abitative, che Fimaa Confcommercio avanza da tempo. Ricordo che la misura fu introdotta in via sperimentale nel 2019 per i negozi e le botteghe e non venne successivamente prorogata. Da allora più volte ne abbiamo chiesto la reintroduzione e l’estensione, ma senza successo. Speriamo che quest’anno sia la volta buona”.
“La cedolare secca sui negozi – conclude il presidente Bertin – rappresenterebbe uno strumento importante per favorire il ritorno sul mercato degli immobili oggi sfitti. Al di là di tante iniziative più di facciata che di concretezza, una fiscalità più semplice e sostenibile andrebbe sicuramente a contrastare la desertificazione dei centri storici e delle periferie sostenendo in tal modo la permanenza delle attività commerciali e artigianali nelle nostre città”.
PADOVA 11 SETTEMBRE 2026
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