Caos voli nel Regno Unito, un ‘errore’ militare manda in tilt il traffico aereo: cos’è successo

12 settembre 2026 | 11.47

LETTURA: 2 minuti

Migliaia di voli sono stati bloccati, più di 2.000 cancellati e numerosi passeggeri sono rimasti nel caos dopo il blackout dei sistemi di controllo del traffico aereo britannico. Secondo un rapporto, l’interruzione sarebbe stata causata da un velivolo militare che ha inserito nel sistema dati di volo errati. L’evento, avvenuto martedì 8 settembre, ha paralizzato per circa quattro ore i sistemi utilizzati dal National Air Traffic Services (Nats) e ha pesantemente inciso sul traffico aereo in gran parte del Regno Unito.

Caos voli Regno Unito, il motivo

Il Financial Times riporta che persone informate sui fatti hanno indicato come causa un piano di volo presentato da un velivolo militare britannico. L’immissione di dati errati nel sistema avrebbe provocato il malfunzionamento dei sistemi di controllo del traffico aereo utilizzati da Nats, lasciandoli fuori servizio per diverse ore.

Secondo il quotidiano, Kathryn Leahy, responsabile delle operazioni di Nats, ha contattato i responsabili operativi di numerosi aeroporti e compagnie aeree spiegando che l’assenza di un sistema di backup è legata a una revisione completa dei sistemi dell’ente e agli elevati costi per la duplicazione dei dati.

Caos voli Regno Unito, cos’è successo

La crisi ha messo sotto pressione Martin Rolfe, amministratore delegato di Nats, che è stato convocato mercoledì a un incontro dalla ministra dei Trasporti, Heidi Alexander.

Alexander ha affermato di non considerare il problema inevitabile e ha concesso a Rolfe una settimana per chiarire le cause del blackout. Ha inoltre chiesto all’Autorità per l’Aviazione Civile (Caa) di avviare un’indagine indipendente sull’incidente.

Si tratta del più grave guasto che abbia colpito il traffico aereo commerciale britannico dall’agosto 2023, quando un problema tecnico provocò il ritardo di quasi 1.600 voli. Dopo quell’episodio Nats era stata duramente criticata e la Caa aveva indicato 34 interventi per rafforzare la sicurezza dei suoi sistemi. Rolfe ha escluso l’ipotesi di un attacco informatico, considerata nelle fasi iniziali.

Nessun risarcimento per i passeggeri?

I ritardi hanno lasciato alcuni aerei con passeggeri a bordo per oltre quattro ore e diversi voli diretti nel Regno Unito sono stati deviati verso altri aeroporti, compresi scali in Germania. Nonostante la gravità dell’interruzione, è improbabile che i passeggeri ottengano un risarcimento: i ritardi sono stati attribuiti a “circostanze straordinarie” e il Ministero della Difesa ha escluso negligenze da parte delle forze armate. Un portavoce ha dichiarato che non vi sono indicazioni di un errore attribuibile alle forze armate e che, essendo la questione oggetto di un’indagine interna di Nats, non è opportuno rilasciare ulteriori commenti al momento.