UDINE (ITALPRESS) – “Servirebbe un libro bianco del lavoro, dove istituzioni, parte datoriale e parte sociale mettano ciascuna un po’ di sé senza barricate difensive, perché penso che sia l’unico modo per garantire che questo paese possa avere una prospettiva”. È l’auspicio che il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha espresso concludendo – assieme al ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti in videocollegamento – il convegno “Prima le fabbriche. La forza di ricostruire, il coraggio di guardare al futuro”, organizzato dalla Regione e da Confindustria Udine alla Fantoni di Osoppo a cinquant’anni dal terremoto del Friuli.
Riprendendo l’intervento del ministro Giorgetti, Fedriga ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà economiche del Paese. “Come paese abbiamo un gravissimo problema del potere d’acquisto dei cittadini”.
Nel corso del suo intervento, il governatore ha sottolineato come la capacità di reazione e lo spirito di comunità mostrati durante la ricostruzione del terremoto di 50 anni fa rappresentino la prima vera resilienza della popolazione, fondamentale anche per superare le emergenze recenti come la pandemia. Soffermandosi sul contesto internazionale, ha auspicato un profondo cambiamento dell’approccio europeo, criticando un’eccessiva ideologizzazione della transizione ecologica che rischia di favorire i Paesi terzi e trasformarsi in recessione per le imprese locali.
Sul piano industriale, Fedriga ha evidenziato l’urgenza di garantire la sovranità tecnologica ed energetica dell’Occidente su settori chiave come microchip, batterie e terre rare, così da non subordinare la tenuta produttiva e democratica a scelte unilaterali estere. Allo stesso tempo, ha sollecitato il superamento dei veti ideologici e dei “no a prescindere” sulle infrastrutture logistiche, produttive ed energetiche, incluso il nucleare. Il governatore ha, infine, ribadito l’importanza del libro bianco sul lavoro come strumento d’intesa tra istituzioni, aziende e parti sociali per tutelare i consumi interni, salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie e dare prospettive ai giovani.
Il convegno – con interventi degli assessori alle Finanze Barbara Zilli e alla Salute e Protezione civile Riccardo Riccardi – è stato uno degli eventi centrali del programma della durata di un anno dedicato al valore della ricostruzione e della rinascita, un momento di riflessione sul contributo fondamentale delle imprese, del lavoro e dell’industria, protagonisti allora come oggi dello sviluppo economico e sociale del territorio.
“Il terremoto del ’76 – ha affermato Zilli aprendo i saluti istituzionali – è stato un acceleratore economico e sociale che ha permesso una profonda apertura culturale all’impresa e all’innovazione. Quel ‘modello Friuli’, diventato un vero e proprio miracolo, poggia la sua forza sul culto del lavoro che i friulani hanno nel proprio dna e su una corale e non scontata solidarietà internazionale. Oggi, a 50 anni dal sisma, guardiamo al futuro forti di un’economia solida perché qui la competenza viene prima della quantità e la preparazione prima dell’improvvisazione. Da figlia della ricostruzione credo che i momenti di crisi siano occasioni per costruire e migliorarsi, mantenendo salda la continua alleanza tra il mondo dell’impresa e le istituzioni.”
L’assessore Riccardi è intervenuto alla tavola rotonda incentrata sulla scelta strategica della priorità della ricostruzione industriale, assieme a Antonio Gozzi (vicepresidente Confindustria con delega a Autonomia strategica europea, Piano Mattei e Competitività).
Nei suoi interventi Riccardi ha evidenziato l’inadeguatezza di un sistema normativo che non si è evoluto alla stessa velocità dei bisogni e dei fenomeni emergenziali. Durante la gestione della pandemia, vissuta da assessore alla salute e protezione civile insieme al presidente Fedriga, Riccardi ha ricordato che l’obbligo del rispetto di vincoli come le norme sulla privacy ha mostrato la complessità dell’azione amministrativa. “Dal 2018 a oggi sono state gestite sette emergenze nazionali, portando a termine 3.500 opere e investendo 1 miliardo di euro. Tuttavia, la ricerca del consenso immediato rischia di condizionare la capacità decisionale” ha osservato Riccardi. “L’elemento chiave della resilienza risiede nella grande capacità di assumere decisioni che non proiettano un risultato immediato per il giorno dopo, ma lo costruiscono nel tempo” ha evidenziato l’assessore.
Sollecitato sulle sfide future per il sistema di Protezione civile, Riccardi ha auspicato la convergenza di tutte le forze politiche — dal Parlamento, al Governo — per approvare un quadro normativo di tutela e sicurezza a favore dei volontari e, per garantire la tenuta del sistema di fronte ai cambiamenti della struttura sociale, avviare investimenti mirati fin dalle scuole, superando gli stereotipi sul disinteresse dei giovani verso il volontariato. “Dobbiamo riuscire a definire un percorso che, dalla Regione al Parlamento e al Governo, veda tutte le forze politiche impegnate a delineare un sistema di sicurezza per i volontari del sistema di protezione civile che oggi sono a rischio. Questo è un passaggio fondamentale, senza il quale rischieremmo di mettere a repentaglio un’esperienza straordinaria per il Paese. L’altra grande responsabilità riguarda la capacità di mantenere il sistema al passo con le trasformazioni della struttura della società. La sfida che ha questo Paese è riuscire a coinvolgere le forze giovani a partire dalle scuole, perché altrimenti rischieremo di avere un Paese senza questo sistema. Non è vero che le nuove generazioni non siano interessate a far parte di questa esperienza: sta a noi fare grandi piani di investimento a partire dalle scuole, in modo che possano raccogliere e consegnare un testimone fondamentale”.
Moderato dal giornalista Marco Panara, l’evento si è aperto con l’intervento del presidente di Confindustria Luigino Pozzo, preceduto dai saluti istituzionali del sindaco di Osoppo Lorenzo Tiepolo, del presidente dell’Associazione Comuni terremotati e sindaci della Ricostruzione del Friuli Roberto Revelant, del presidente di Piccola Industria e vicepresidente Confindustria Fausto Bianchi e, in videocollegamento, del ministro per le imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.
La mattinata è stata arricchita da testimonianze, video e live, di imprenditori friulani protagonisti della ricostruzione a partire da quella di Carlo Burgi, intervenuto in presenza, di Rino Snaidero, commentato dal figlio Edi, e da quella di Andrea Pittini, commentato da Eugenio Del Piero, già direttore di Confindustria Udine.
A commento della presentazione dello studio della Banca d’Italia sulle ricadute economiche della ricostruzione sono intervenuti l’economista Sauro Mocetti e il già ministro dell’Economia e delle Finanze e già direttore generale della Banca d’Italia e direttore scientifico della Fondazione Cini, Daniele Franco.
– foto ufficio stampa Regione Friuli-Venezia Giulia –
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