Patrizio Bertin (Confcommercio Padova): “Dato sicuramente positivo, ma questo miglioramento deve trasformarsi in crescita globale con investimenti, innovazione, accesso al credito“
Per una volta, a “cassa integrazione”, non si abbina la parola “crisi”, anzi: nel primo semestre del 2026 le imprese della provincia di Padova hanno totalizzato 3.939.492 ore di Cassa Integrazione autorizzate, contro le 5.755.946 ore dello stesso periodo del 2025. Si tratta di una diminuzione di 1.816.454 ore, pari al -31,6%, un calo coerente con la tendenza nazionale di riduzione del ricorso alla CIG nel 2026.
Scendendo più nello specifico si può notare che a registrare una forte contrazione è stata la Cassa Integrazione Ordinaria, mentre la Straordinaria ha mostrato un andamento più variabile, con un picco nel mese di aprile (577.420 ore), segnale che alcune realtà aziendali stanno ancora affrontando processi di riorganizzazione.
“Certo – analizza il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin – siamo in presenza di un dato sicuramente interessante e positivo, però non dobbiamo prestare il fianco a letture semplicistiche che finirebbero per portarci fuori strada”.
In effetti, una riduzione della Cassa Integrazione può indicare una maggiore stabilità del sistema produttivo, ma va interpretata insieme ad altri indicatori quali export, occupazione, accesso al credito, natalità d’impresa e liquidazioni giudiziali. Solo l’insieme di questi elementi permette di capire se si tratta dell’avvio di una fase di crescita più solida oppure di un fenomeno legato alla conclusione di specifiche crisi aziendali.
“In ogni caso – continua Bertin – meglio meno Cassa che più e, soprattutto, come ha rilevato l’Ufficio Studi di Confcommercio nei giorni scorsi, è un po’ tutto il sistema economico nazionale che sembra meno sofferente del previsto. I consumi, nonostante le guerre e le bollette che ne riducono le performance, reggono e la spesa reale delle famiglie pro capite, negli ultimi anni, a livello nazionale, ha registrato un graduale recupero, superando i livelli pre covid nella seconda metà del 2026 passando da 19.877 euro del 1995 a 22.097 euro del 2019 per attestarsi a 23.261 euro nel 2026. Un dato per la nostra provincia non c’è, ma se consideriamo che tutte le indagini collocano stabilmente Padova tra le migliori fra le 107 del panorama nazionale, è realistico pensare che noi si sia a ridosso dei 25 mila euro”.
“Non vi è dubbio – conclude il presidente di Confcommercio Padova – che per il sistema economico padovano si tratti di un segnale positivo: la diminuzione del ricorso alla Cassa Integrazione si traduce in un minore utilizzo degli ammortizzatori sociali rispetto a un anno fa. La vera sfida, però, resta trasformare questo miglioramento in crescita stabile, sostenendo investimenti, innovazione, accesso al credito e competitività delle PMI, così da evitare che eventuali nuove difficoltà finiscano per trasformarsi nuovamente in un aumento delle ore di Cassa Integrazione”.
PADOVA 12 AGOSTO 2026
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