Asolo Musica Veneto Musica
Auditorium “Lo Squero” Fondazione Giorgio Cini
Venezia – Isola di San Giorgio
14 marzo – 12 dicembre 2026
Venezia, è già tutto esaurito allo Squero
per Giovanni Sollima, Federico Guglielmo e Il Pomo d’Oro
Sabato 13 giugno, ore 16.30
Auditorium “Lo Squero”, Venezia, Isola di San Giorgio
Al-Bunduqiyya – The Lost Concerto
Giovanni Sollima, violoncello solista
Federico Guglielmo, violino concertatore
Il Pomo d’Oro
VENEZIA – Un successo annunciato: registra il tutto esaurito il concerto “Al-Bunduqiyya – The Lost Concerto”. Sabato 13 giugno alle ore 16.30, Giovanni Sollima, Federico Guglielmo e l’ensemble Il Pomo d’Oro riscoprono l’anima multiculturale di Venezia per l’undicesima Stagione Concertistica all’Auditorium “Lo Squero”, nella splendida sala realizzata da Fondazione Giorgio Cini sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia.
Per cartella stampa e immagini
Sabato 13 giugno alle 16.30, all’Auditorium “Lo Squero” sull’Isola di San Giorgio Maggiore, si chiude la prima parte della Stagione Concertistica all’Auditorium “Lo Squero” con un evento sold out: Al-Bunduqiyya – The Lost Concerto, un progetto che vede protagonista Giovanni Sollima, violoncellista e compositore palermitano tra i più amati al mondo, capace di abbattere ogni barriera tra i generi, dal barocco al metal, per cui “suonare non è un fine, ma un mezzo per comunicare con il mondo”. Insieme a lui, il violinista Federico Guglielmo e l’ensemble barocco Il Pomo d’Oro, formato da Giampiero Zanocco e Massimiliano Tieppo, violini, Giulio D’Alessio, viola, Francesco Galligioni, violoncello, Vanni Moretto, contrabbasso, Gianluca Geremia, tiorba e Lorenzo Feder, clavicembalo, guideranno il pubblico in un “montaggio” sonoro di frammenti classici e popolari. Al-Bunduqiyya – il nome arabo di Venezia – è un omaggio alla città lagunare intesa come porto di culture, luogo dove la toponomastica ancora parla di Greci, Albanesi, Mori, Armeni e Tedeschi. Un viaggio musicale che ridà vita a ciò che sembrava perduto, trasformando frammenti del passato in possibilità inedite.
Il concerto trova la sua naturale risonanza nell’architettura dell’Auditorium “Lo Squero”. Realizzato dalla Fondazione Giorgio Cini, questo spazio conserva nelle sue travi a vista l’anima artigiana di Venezia, ma si apre attraverso la sua iconica vetrata verso quel mare che per secoli ha portato in Laguna i ritmi e i profumi del Mediterraneo. L’acustica privilegiata della sala esalterà il dialogo intimo tra il violoncello di Sollima e l’ensemble Il Pomo d’Oro, trasformando la visione di una ‘Venezia perduta’ in un’esperienza sensoriale presente e vibrante.
Il programma musicale
Il programma si articola in uno straordinario lavoro di montaggio di frammenti del passato, appartenenti al repertorio classico e popolare, con l’obiettivo di aprire le composizioni a possibilità inedite e regalare alla musica una nuova vita, sia nell’esecuzione che nell’ascolto.
Il cuore dell’evento è il Concerto Perduto (2021) di Sollima, nato dalla ricerca su due frammentari manoscritti vivaldiani (“a Teresa”) conservati al Conservatorio di Venezia, di cui il compositore ha ricostruito le parti mancanti.
Il viaggio musicale prosegue tra influenze geografiche e temporali diverse, celebrando la grande scuola veneziana e le radici mediterranee della Serenissima. Il programma include il Concerto in si bemolle maggiore RV 547, perfetto dialogo tra violino e violoncello, la vivace Sinfonia da Dorilla in Tempe RV 709, l’ironico Il Proteo, o sia il mondo al rovescio RV 544, dove i ruoli dei solisti si invertono, e il lirico Recitativo dal Grosso Mogul RV 208. Di Tartini viene eseguita l’elaborazione di Sollima dell’Aria del Tasso e Gondoliera, che evoca il mito dei gondolieri lagunari. Il concerto esplora le connessioni storiche di Venezia con il Mediterraneo attraverso la danza cipriota Kartsilamades e il canto albanese Moje Bokura, testimonianze sonore dei legami tra la Repubblica di San Marco e le terre d’Oltremare.Il percorso è suggellato da brani originali di Sollima che fungono da collante emotivo: Moghul (2018), che riflette sulle stratificazioni culturali, e l’iconica The Family Tree (2008), chiusura ideale che celebra il dialogo universale tra Oriente e Occidente.
La Stagione dei Concerti 2026 è realizzata da Asolo Musica in collaborazione con Fondazione Cini, con il sostegno della Regione Veneto e del MIC, CentroMarca Banca, Hausbrandt, Massignani & C.
Una rassegna, inserita nel palinsesto de “Le Città in Festa”, un palinsesto eterogeneo di eventi, manifestazioni e iniziative che si svolgono su tutto il territorio comunale Veneziano.
Tutti i concerti avranno inizio alle 16.30
Il concerto è ufficialmente TUTTO ESAURITO. La biglietteria dell’Auditorium nei giorni dei concerti rimarrà aperta solo per il ritiro delle prevendite ed eventuali “last-minute” e per le informazioni sui prossimi appuntamenti della stagione.
Come arrivare all’Auditorium “Lo Squero”:
All’isola di San Giorgio si ferma il vaporetto numero 2, sia per chi viene dalla Ferrovia (Stazione Santa Lucia), da Piazzale Roma, dal Tronchetto, dalle Zattere, sia per chi arriva da San Marco (fermata San Zaccaria, pontile B).
Info Asolo Musica
0423 950150 – 392 4519244
[email protected]
www.asolomusica.com
Fondazione Giorgio Cini
www.cini.it
Profili
Giovanni Sollima, violoncello
Giovanni Sollima è un violoncellista di fama internazionale e il compositore italiano più eseguito nel mondo.
Collabora con artisti del calibro di Riccardo Muti, Yo-Yo Ma, Ivan Fischer, Viktoria Mullova, Ruggero Raimondi, Mario Brunello, Kathryn Stott, Giuseppe Andaloro, Toni Florio, Yuri Bashmet, Katia e Marielle Labeque, Giovanni Antonini, Ottavio Dantone, Patti Smith, Stefano Bollani, Paolo Fresu e Antonio Albanese e con orchestre tra cui la Chicago Symphony Orchestra, Liverpool Philharmonic, la Royal Concertgebouw Orchestra, i Moscow Soloists, la Berlin Konzerthausorchester, la Australian Chamber Orchestra, Il Giardino Armonico, la Cappella Neapolitana, l’Accademia Bizantina, la Holland Baroque Society e la Budapest Festival Orchestra.
Per il cinema, il teatro, la televisione e la danza ha scritto e interpretato musica per Peter Greenaway, John Turturro, Bob Wilson, Carlos Saura, Marco Tullio Giordana, Peter Stein, Lasse Gjertsen, Anatolij Vasiliev, Karole Armitage e Carolyn Carlson.
Si è esibito in alcune delle più importanti sale in tutto il mondo, tra cui la Alice Tully Hall, la Knitting Factory, la Carnegie Hall (New York), la Wigmore Hall, la Queen Elizabeth Hall (Londra), la Salle Gaveau (Parigi), il Teatro alla Scala (Milano), l’Opera House (Sidney) e la Suntory Hall (Tokyo).
Dal 2010 Sollima insegna presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dove è stato insignito del titolo di Accademico.
Nel 2012 ha fondato, insieme a Enrico Melozzi, i 100 Cellos.
Nel 2015 ha creato a Milano il “logo sonoro” di Expo e inaugurato il nuovo spazio museale della Pietà Rondanini di Michelangelo.
Nel campo della composizione esplora generi diversi avvalendosi di strumenti antichi, orientali, elettrici e di sua invenzione, suonando nel Deserto del Sahara, sott’acqua o con un violoncello di ghiaccio.
La sua attività discografica inizia nel 1998 con Aquilarco, un CD prodotto da Philip Glass per la Point Music, che è stato seguito da altri dodici album pubblicati da Sony, Egea e Decca.
Ha riportato alla luce le musiche di Giovanni Battista Costanzi, compositore del XVIII secolo, del quale ha registrato le Sonate e le Sinfonie per violoncello e basso continuo, pubblicate da Glossa.
Nell’ottobre 2018 ha ricevuto l’Anner Bijlsma Award alla Cello Biennale di Amsterdam.
Nel 2020 hanno debuttato le sue due ultime opere, Il Libro della Giungla e Acqua Profonda.
Nel 2021 è uscito il film documentario N-Ice Cello sul suggestivo viaggio del violoncello di ghiaccio costruito da Tim Linhart.
Nel 2024 ha pubblicato la registrazione integrale delle Sonate per violoncello solo di J.S. Bach. Giovanni Sollima suona un violoncello Francesco Ruggieri costruito a Cremona nel 1679.
Federico Guglielmo, violino
Il direttore d’orchestra e violinista italiano Federico Guglielmo è nato a Padova nel 1968. Ha studiato violino con il padre e si è poi diplomato al Conservatorio di Musica “Benedetto Marcello” di Venezia. Ha frequentato numerose masterclass di Violino, Musica da Camera e Direzione d’Orchestra con maestri quali: Salvatore Accardo, Vladimir Spivakov, Isaac Stern, Trio Beaux Arts, Trio di Trieste, Quartetto Amadeus, Quartetto Italiano, Quartetto La Salle e Gianluigi Gelmetti. Ha vinto numerosi riconoscimenti in diversi concorsi internazionali, tra cui il 1° Premio al Concorso Internazionale Vittorio Gui di Firenze del 1991. Incoraggiato da Christopher Hogwood, si è dedicato allo studio della prassi esecutiva storicamente informata, utilizzando violini barocchi e classici. Ha diretto e suonato con diverse orchestre d’archi, tra cui: l’Academy of Ancient Music di Londra, la Haydn Society di Boston, la Tokyo Chamber Orchestra, l’Orchestra di Padova e del Veneto e l’Australian Brandenburg Orchestra. Nel 1994 ha fondato L’Arte dell’Arco, un ensemble specializzato in musica veneziana del XVII e XVIII secolo. Federico Guglielmo ha diretto anche opere barocche come: La Daunia Felice di Paisiello, La Dirindina di Scarlatti, Ottone in Villa, la prima opera di Vivaldi, al Teatro Olimpico di Vicenza e Il finto Turco di Piccinni, sempre a Vicenza. Nel 2017 ha collaborato per la prima volta con l’ensemble di strumenti d’epoca Il Pomo d’Oro, guidando una tournée di concerti con la violinista Alina Ibragimova. Si è esibito in molte delle sale e dei teatri più importanti del mondo: Musikverein di Vienna, Wigmore Hall di Londra, Società del Quartetto di Milano, Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, Auditorio Nacional di Madrid, Herkulessaal di Monaco, Carnegie Hall di New York, Suntory Hall, Opera City e Bunka Kaikan di Tokyo, Izumi Hall e Symphony Hall di Osaka, il Teatro Colon di Buenos Aires. Ha realizzato numerose registrazioni, molte delle quali hanno ricevuto premi e grande successo di critica. Federico Guglielmo è elogiato per il suo “virtuosismo scintillante”, le sue “interpretazioni brillanti e coinvolgenti” e la sua straordinaria versatilità.
Il Pomo d’Oro
Fondato nel 2012, il Pomo d’Oro si è presto affermato come un ensemble di altissimo livello nel campo delle performance storicamente informate. Dopo 11 anni, il Pomo d’Oro vanta una prolifica presenza concertistica in tutto il mondo, e una lista impressionante di 44 registrazioni, molte delle quali hanno ricevuto premi internazionali.
L’ensemble è particolarmente rinomato per la sua collaborazione con i cantanti, sia per recital solistici o intere opere, eseguite e registrate in alcuni dei più prestigiosi teatri del mondo. Tra le produzioni più recenti ricordiamo la Teodora di Handel, che ha introdotto il nuovo ensemble vocale “il coro Pomo d’Oro” accanto a un cast stellare. La registrazione del concerto ha vinto il BBC Music Magazine Choral Award della BBC Music Magazine nel 2023. La stagione 2022/23 ha visto anche la produzione dell’opera di Handel Ariodante e il tutto esaurito di Tolomeo. Nel 2023/24, il Pomo d’Oro ha proseguito la tournée del famoso progetto “Eden” con Joyce DiDonato, mezzosoprano di fama mondiale e sua frequente collaboratrice, e ha inaugurato una nuova tournée di musica antica raramente eseguita con il controtenore Jakub Józef Orliński, dal titolo “Beyond”.
Per le prossime stagioni sono in programma altre opere e oratori di Handel e Purcell.
Nell’ambito della musica strumentale, l’ensemble si concentra su progetti con il suo direttore principale Maxim Emelyanychev e con Francesco Corti come direttore ospite principale e clavicembalo solista. Zefira Valova, concertmaster de il Pomo d’Oro, guida anche l’orchestra e appare come violino solista.
Nel 2023, il Pomo d’Oro ha lanciato il suo più grande progetto discografico: L’integrale delle Sinfonie di Mozart, diretta da Maxim Emelyanychev, in collaborazione con l’etichetta francese Aparté. I primi due volumi sono stati pubblicati nel 2023.
Il Pomo d’Oro è ambasciatore ufficiale di “El Sistema Grecia”, un progetto umanitario che si propone di fornire un’educazione musicale gratuita ai bambini dei campi profughi greci, offrendo laboratori, concerti e raccogliendo fondi con concerti benefici.
L’Accademia il Pomo d’Oro è stata lanciata online durante la prima ondata della pandemia di Covid 19, offrendo lezioni di musica gratuite a studenti di tutto il mondo. L’Accademia sta ora collaborando con “El Sistema Venezuela” offrendo lezioni online di masterclass di interpretazione della musica barocca, in collaborazione con l’associazione “Conservatorio itinerante Inocente Carreño” di Caracas, agli ensemble di musica barocca di “El Sistema”.
Nel 2024, l’Accademia del Pomo d’Oro ha offerto corsi di perfezionamento in musica barocca al Conservatorio di San Francisco.
Nella sua futura residenza a Monte San Savino, in Italia, l’Accademia del Pomo d’Oro ospiterà masterclass strumentali e vocali, workshop ed educazione musicale per i bambini.
Il nome dell’orchestra si riferisce al titolo di un’opera di Antonio Cesti, composta per le nozze dell’imperatore Leopoldo I d’Austria con Margarita Teresa di Spagna a Vienna nel 1666. L’opera costituiva la parte finale di una celebrazione imperiale di incredibile splendore multimediale, iniziata con i fuochi d’artificio di 73.000 razzi e un balletto di 300 cavalli. Con le sue ventiquattro diverse scenografie e gli stupefacenti effetti speciali quali torri che crollano, divinità che volano e navi che affondano, “il Pomo d’Oro” è stata probabilmente la produzione più eccessiva e costosa dell’allora giovane storia del genere operistico.
Per i tamburini
Sabato 13 giugno, ore 16.30
Auditorium “Lo Squero” – Isola di San Giorgio, Venezia
Al-Bunduqiyya – The Lost Concerto
Giovanni Sollima, violoncello solista
Federico Guglielmo, violino concertatore
Il Pomo d’Oro
Giuseppe Tartini, Antonio Vivaldi, Giovanni Sollima
Il Pomo d’Oro Giampiero Zanocco, Massimiliano Tieppo, violini
Giulio D’Alessio, viola
Francesco Galligioni, violoncello
Vanni Moretto, contrabbasso
Gianluca Geremia, tiorba
Lorenzo Feder, clavicembalo
Programma
Al-Bunduqiyya – The Lost Concerto
Trad. Cipro Kartsilamades (I ballo Karsilama)
elaborazione per violino, violoncello e gruppo strumentale di G. Sollima
Giuseppe Tartini (Pirano, 1692 – Padova, 1770)
Aria del Tasso e Gondoliera “Lieto ti prendo e poi”per violino solo ed elaborazione per violoncello e gruppo strumentale di G. Sollima (dalla Sonata n. 12 in sol magg. B.G2)
Giovanni Sollima (Palermo, 1962)
“Il Concerto Perduto” per violoncello, archi e continuo (dalla restante parte di viola del Concerto RV 787 per Teresa) Allegro – Andante – Allegro
Antonio Vivaldi (Venezia, 1678 – Vienna, 1741)
Concerto in si bem. magg. RV 547 per violino, violoncello, archi e basso
Allegro – Andante – Allegro
Trad. Arbereshe
“Moje Bokura” elaborazione per violoncello, archi e basso di G. Sollima
Antonio Vivaldi
Sinfonia avanti l’opera “Dorilla in Tempe” RV 709 per archi e basso
Giovanni Sollima
“Moghul” per violino, archi e basso
Trad. Cipro
Kartsilamades (II ballo Karsilama) elaborazione per violino, violoncello e gruppo strumentale di G. Sollima Kartsilamades (III ballo Karsilama) elaborazione per violino, violoncello e gruppo strumentale di G. Sollima
Antonio Vivaldi
“Il Proteo, o sia il mondo al rovescio”Concerto in fa magg. RV 544 per violino, violoncello, archi e basso Allegro – Largo – Allegro
Recitativo dal Concerto in re magg., RV 208 “Grosso Mogul” per violino, archi e basso
Giovanni Sollima
“The Family Tree” per violino, violoncello, archi e basso