Ceuta, domani riunione d’emergenza dei ministri Ue dopo la lettera dell’Italia e altri 21 Paesi

L’emergenza migranti a Ceuta sarà affrontata domani, martedì 4 agosto, durante una riunione straordinaria dei ministri dell’Interno dell’Unione Europea. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha accettato di fare il punto sulla situazione, sottolineando che la lotta contro l’immigrazione irregolare richiede solidarietà tra gli Stati membri e una risposta coordinata a livello europeo. Ha inoltre richiamato l’importanza di rafforzare il controllo delle frontiere, mantenere vigilanza sui punti di accesso e favorire un coordinamento stretto tra le autorità, garantendo sostegno immediato alla Spagna.

La convocazione straordinaria è stata sollecitata con una lettera firmata da 22 Paesi europei, promossa da Italia e Danimarca; Francia e Portogallo, confinanti con la Spagna, non hanno sottoscritto la richiesta.

Crisi a Ceuta, divergenze sui numeri delle vittime e degli arrivi

I dati ufficiali sui flussi e sulle vittime differiscono tra Marocco e Spagna. Il Marocco riconosce finora 11 decessi e afferma che circa 40.000 persone sono entrate a Ceuta; le autorità spagnole stimano invece oltre 50.000 arrivi nell’exclave. Per quanto riguarda i morti, il governo di Madrid parla di 72 vittime, mentre le autorità locali di Ceuta citano 88 decessi.

Il ministero dell’Interno marocchino ha ribadito che il Paese intende restare «un partner affidabile e responsabile», impegnato a intensificare la cooperazione e il coordinamento internazionale nella lotta contro la migrazione irregolare e la tratta di esseri umani.

Il comunicato marocchino fa riferimento a una sentenza della Corte Suprema spagnola, emessa tre settimane fa, che ha stabilito limiti ai respingimenti immediati di chi entra a nuoto a Ceuta e Melilla. Secondo Rabat, interpretazioni fuorvianti di quella decisione avrebbero indotto molte persone a pensare di poter evitare il rimpatrio immediato.

Sempre secondo il comunicato, questa percezione ha favorito l’adozione della pratica di entrare nuotando come modalità di migrazione irregolare, ritenuta da alcuni il mezzo con maggiori possibilità di eludere il respingimento istantaneo.

Barriere galleggianti di contenimento attive

Sono operative le barriere galleggianti installate al largo del molo del Tarajal, a Ceuta, con l’obiettivo di ostacolare l’accesso via mare di chi cerca di entrare nuotando, comunica il ministero dell’Interno spagnolo. Il dicastero, guidato da Fernando Grande-Marlaska, precisa che la protezione delle barriere è assicurata in modo permanente dalla Guardia Civil.

Le barriere sono state collocate sabato nell’area di frontiera di El Tarajal, dove la Guardia Civil mantiene un dispositivo costante di sorveglianza e controllo. Il delegato del Governo a Ceuta, Miguel Ángel Pérez Triano, ha dichiarato che la presenza delle Forze di Sicurezza e delle Forze Armate è stata rafforzata fino a quasi 3.000 agenti e militari, che resteranno sul posto «per tutto il tempo necessario».

L’appello del Pontefice

Papa Leone XIV ha espresso ieri preoccupazione per la crisi migratoria a Ceuta, invitando a cercare soluzioni improntate alla stabilità e al rispetto della legalità. «Seguo con preoccupazione l’allarmante situazione di Ceuta e chiedo a Dio, per intercessione di Nostra Signora d’Africa, che si possano trovare soluzioni di pace, stabilità e giustizia», ha detto il Pontefice in spagnolo durante l’udienza domenicale in Piazza San Pietro.

Leggi anche