Il cibo racconta … emozioni, legami e fragilità
un seminario emozionante – organizzato dall’associazione nazionale sociologi – dip. Veneto in collaborazione con fondazione libra e unimed – per capire e affrontare con consapevolezza il tema dei disturbi legati al cibo
Quattro ore volate in un silenzio carico di emozione e di attenzione, rotto solamente dagli applausi liberatori del pubblico, quelle che hanno vissuto i partecipanti al seminario voluto dall’Associazione Nazionale Sociologi – Dip. Veneto, in collaborazione con Confcom Ascom Servizi (nel quadro del programma regionale Veneto FSE 2021-2027), oltre che in collaborazione con la Fondazione Libra ETS e Unimed, e ospitato nella sede di Confcommercio Padova, completamente incentrato ad analizzare il cibo, non solo come un nutrimento ma soprattutto come rivelatore di emozioni, fragilità e storie umane, in una riflessione che ha toccato corde profonde grazie anche alle testimonianze dirette che hanno animato il convegno.
Dopo l’introduzione e i saluti a cura rispettivamente di Otello Vendramin, direttore generale di Confcommercio Padova e di Sanja Vujosevic Facchini, sociologa e presidente di ANS Veneto, l’intervento del sociologo, vicepresidente di ANS Veneto e presidente di Confcommercio Professioni Padova Mario Beltrame, fari puntati sui testimonial che hanno subito fatto salire la temperatura emotiva in sala, con il racconto delle reciproche esperienze vissute, toccanti e dolorose.
Lisa Berti, volontaria della Fondazione Libra, il campione europeo di boxe Luca Rigoldi e Camilla Franzolini, collaboratrice di realtà associative, hanno fatto toccare con mano la realtà di chi ha dovuto fare i conti con i DCA ovvero i disturbi di comportamento alimentare e il loro impatto sulla vita di tutti i giorni, suscitando un forte coinvolgimento emotivo nel pubblico.
L’evento, moderato dal criminologo e consigliere ANS Tullio Segato, ha poi visto gli interventi della psicologa e psicoterapeuta Giuseppina Filieri, presidente della Fondazione Libra ETS, di Matteo Tosi, medico e presidente di UNIMED, della psicologa e counselor Lidia Lazzaretto.
Il cibo come mediatore sociale è stato il punto di partenza da cui si sono dipanate le tesi degli esperti presenti, perché parlare di cibo significa parlare di ascolto, cura e consapevolezza.
Tantissimi i temi toccati, dall’evidenziare come famiglia, scuola e sport possano diventare fattori di vulnerabilità nei disturbi alimentari alle varie modalità di sensibilizzazione che si possono adottare per scardinare le dinamiche emotive che intervengono nei casi di DCA, come la mindfulness applicata al cibo.
Altro tema emerso con prepotenza il potere devastante dei social, con i gruppi che controllano e incitano comportamenti scorretti negli adolescenti, gestiti da gente mentalmente molto malata, o l’uso scriteriato da parte dei ragazzi di ChatGPT, intesa come amica a cui chiedere la soluzione per dubbi e difficoltà, in un contesto di vuoto relazionale che il cibo è chiamato a colmare e risolvere.
Vuoto relazionale che evidenzia ancora una volta come non siano i nostri ragazzi ad essere in difficoltà, ma il mondo degli adulti che continua a sottolineare solo ciò che manca.
Un convegno che si è chiuso con la speranza di riprendere i fili dei discorsi aperti per approfondire una tematica che interessa migliaia di giovani (solo in Italia i DCS colpiscono circa 3 milioni di persone) e che non viene ancora sufficientemente riconosciuta e affrontata, anche con diagnosi precoce e trattamento adeguato, il recupero è possibile nel 70-80% dei casi.
Padova 1° ottobre 2026
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