RIFORMA DELL’ARTIGIANATO

La revisione di una normativa che risale al 1985 è una richiesta che il mondo artigiano porta avanti da tempo. Tra i principi richiamati dalla Presidente del Consiglio, la possibilità per le imprese di crescere senza perdere la propria qualifica artigiana.

«Accogliamo con grande soddisfazione le parole della Presidente Meloni – dichiara Gianluca Dall’Aglio, presidente di Confartigianato Imprese Padova –. Dopo oltre quarant’anni, l’annuncio della riforma della legge quadro rappresenta un segnale importante di attenzione verso il nostro mondo. Il principio che abbiamo sempre sostenuto è semplice: un’azienda deve poter crescere, investire, assumere personale e conquistare nuovi mercati senza essere costretta a rinunciare alla propria identità artigiana. È una questione di riconoscimento del valore delle nostre imprese e della loro capacità di evolversi».

Un tema sul quale Confartigianato Imprese Padova aveva acceso i riflettori già lo scorso febbraio, portando alla Camera dei Deputati, grazie all’invito dell’onorevole Arianna Lazzarini, due imprese del territorio in occasione del convegno “L’artigianato che cambia”.

Centrel, specializzata nella progettazione e produzione di apparecchiature elettromedicali, e Multiforme Lighting, che realizza sistemi di illuminazione su misura per progettisti internazionali, avevano raccontato un artigianato capace di innovare, esportare e competere sui mercati internazionali, mantenendo al centro competenze specialistiche, creatività e qualità del lavoro.

«Quello che abbiamo voluto dimostrare alla Camera alcuni mesi fa è esattamente il tema che oggi torna al centro dell’attenzione nazionale – prosegue Dall’Aglio –. L’artigianato del 2026 non è quello del 1985. Sono cambiati i mercati, le tecnologie, i processi produttivi e le competenze. È necessario che anche le regole tengano conto di questa evoluzione. Non chiediamo privilegi né scorciatoie, ma la possibilità di competere e crescere senza perdere ciò che ci distingue».

Per la provincia di Padova, che conta 23.059 imprese artigiane e 57.871 addetti, la riforma rappresenta un tema di particolare rilevanza. Un tessuto produttivo nel quale convivono piccole botteghe, imprese manifatturiere specializzate e realtà tecnologicamente avanzate, accomunate dal valore del lavoro e delle competenze.

«Crescere non significa smettere di essere artigiani – conclude Dall’Aglio –. Significa creare nuove opportunità di lavoro, investire in innovazione e rafforzare la competitività del nostro sistema produttivo. Riconoscere questa evoluzione significa dare valore a un patrimonio imprenditoriale che continua a contribuire allo sviluppo economico e sociale del Paese, mantenendo un legame profondo con i territori e le comunità».

(Confartigianato Imprese Padova)