Patrizio Bertin (Confcommercio Padova): “Grazie alla cultura territorio più attrattivo per chi viene da fuori”
Quasi 2 miliardi di euro, mica bruscolini.
E’ questa la cifra annua generata, in termini di valore aggiunto, dalla filiera culturale e creativa in provincia di Padova.
“Per noi è sempre stato chiaro – commenta il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin – che la cultura rafforza l’identità delle città e le rende più vive e attrattive: Adesso lo conferma anche l’Osservatorio sulle esperienze culturali in Italia realizzato da Impresa Cultura Italia-Confcommercio in collaborazione con SWG, presentato in occasione del Forum di Impresa Cultura Italia svoltosi a Venezia e dal quale è emerso che 9 italiani su 10 ritengono che un’esperienza culturale contribuisca all’identità e all’immagine di una città e il 74% è convinto che le iniziative culturali rendano il territorio più attrattivo anche per chi viene da fuori, mentre per il 71% contribuiscono a rendere la città più viva e riconoscibile, per il 68% rafforzano il senso di appartenenza alla comunità locale e per il 62% migliorano la qualità della vita”.
Secondo i dati, nell’ultimo anno, l’80% degli italiani ha partecipato ad almeno un’attività culturale. Se il 58% ha frequentato feste popolari e sagre, il 54% ha fatto visite a musei e siti archeologici, mentre il 46% ha visto mostre temporanee d’arte e il 41% è intervenuto a concerti di musica leggera.
“L’indagine – osserva Bertin – dice che a fare di una città un punto di riferimento culturale sono soprattutto la presenza di monumenti e il patrimonio storico-artistico (41%) e la qualità dei musei e dei luoghi della cultura (38%) e Padova, in questo senso, è una sorta di “manifesto” considerato che nell’ambito dei consumi culturali, la città si posiziona come uno dei territori più dinamici e vivaci del Veneto, trainata dalla sua storica Università e da una forte domanda sia interna che turistica”.
Certo, la città del Santo resta al di sotto delle “big 4” ovvero, nell’ordine, Roma che è quella che meglio rappresenta, secondo l’indagine, la cultura italiana nel suo complesso (74%), seguita da Firenze (62%), Napoli (55%) e Venezia (49%). Tra i giovani assumono maggior rilievo città come Milano, Torino e Bologna. Sul versante della cultura contemporanea (e qui a Padova resta il rammarico per non essersi aggiudicata il riconoscimento di Capitale Italiana dell’arte contemporanea, battuta da Civita di Bagnoregio), emerge invece Milano (60%), davanti a Roma (41%), Napoli (33%) e Torino (27%). Un quadro che mostra come patrimonio e contemporaneità concorrano, con pesi diversi, a definire l’identità culturale delle città italiane.
“Va senz’altro condiviso il pensiero di Carlo Fontana, presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio, già sovrintendente del Teatro alla Scala e presidente dell’AGIS – aggiunge Bertin – che a Roma, in occasione della presentazione in Confcommercio del nostro premio letterario sportivo “Memo Geremia“, ha riconosciuto al premio una primogenitura dalla quale è scaturito l’impegno di Confcom in questo campo e che a Venezia ha detto “che una fase in cui cambiano rapidamente tecnologie, modelli di consumo e relazioni tra le persone la cultura può essere una bussola del contemporaneo perché ci aiuta a comprendere ciò che accade e a scegliere una direzione. Ed è proprio da qui che le imprese culturali e creative possono contribuire a rafforzare l’economia e la competitività dei territori, generando un indotto che coinvolge filiere e servizi e facendo della cultura una leva di sviluppo, partecipazione e qualità della vita” .
Che poi la cultura in Veneto non sia un fattore economico marginale lo testimoniano i dati: gli investimenti delle famiglie sono superiori alla media. Una famiglia veneta investe 108 euro al mese in cultura, un dato in netta crescita rispetto ai 94 euro registrati nel 2025 e ormai vicinissimo ai massimi storici pre-pandemia (113 euro nel 2019).
Detto dei 2 miliardi generati nel complesso dei comuni della provincia, va detto che i padovani si dimostrano consumatori culturali estremamente attivi. Oltre alla crescita della frequentazione di teatri, musei e spettacoli dal vivo, si registra un’impennata del +92% nei consumi audiovisivi ed editoriali domestici, segno di una popolazione fortemente attenta ai contenuti multimediali.
Infine l’indotto di Urbs Picta, patrimonio Unesco come l’Orto Botanico. Ebbene la città vanta una forte vocazione legata alla visita culturale. Questo si traduce in un impatto economico significativo non solo per i musei, ma per tutto l’indotto dell’accoglienza locale, in particolare per i servizi di ristorazione e bar.
PADOVA 28 OTTOBRE 2026
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