Ucraina, droni russi colpiscono un treno passeggeri a Dnipro: almeno 13 morti 

Nuovo attacco a Dnipro, nell’Ucraina centrale: secondo le autorità locali, un raid con droni russi contro una stazione ferroviaria ha provocato la morte di 13 persone. In un post su Facebook le autorità hanno inoltre riferito di almeno 10 feriti. Il sindaco Borys Filatov ha precisato che è stato colpito un treno passeggeri. In un altro episodio, nel centro di Chernihiv, nel nord del Paese, le autorità locali parlano di due ragazze di 15 anni uccise e di diversi feriti.

Le prime ricostruzioni indicano che l’attacco a Chernihiv ha generato incendi in alcuni negozi e danni a automobili, abitazioni e attività commerciali. Viacheslav Chaus, capo dell’amministrazione militare regionale, ha dichiarato che sarebbe stato impiegato un missile da crociera S8000 Banderol. Le squadre di emergenza sono intervenute mentre sono in corso verifiche sul numero definitivo delle vittime e sull’entità dei danni.

Le autorità ucraine hanno segnalato inoltre attacchi russi nella regione di Rivne, dove sarebbe stato ucciso un uomo.

Zelensky attacca: “Servono nuove sanzioni”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha condannato con fermezza il raid contro la stazione di Dnipro e ha rinnovato l’appello alla comunità internazionale per un rafforzamento delle misure contro la Russia. Ha definito l’attacco «orribile», precisando che i droni hanno colpito una banchina dove sostavano un treno pendolare e un treno passeggeri di linea, e offrendo le condoglianze alle famiglie delle vittime. Ha inoltre confermato che i servizi di emergenza sono al lavoro sul posto.

Zelensky ha collegato l’incidente alla necessità di mantenere e inasprire le sanzioni contro Mosca, scoraggiando qualsiasi indebolimento delle misure rivolte agli oligarchi russi e al settore energetico.

Ha poi sottolineato che, a suo avviso, la rimozione o l’allentamento delle sanzioni non ha portato a una de‐escalation, e ha invitato gli Stati Uniti, l’Unione Europea e il G7 ad adottare azioni decise per contrastare l’escalation russa: «Le sanzioni contro Mosca e la sua macchina bellica non devono essere allentate finché questa guerra continua», ha detto.

Il presidente ucraino ha chiesto l’introduzione di misure sanzionatorie nuove e più severe da parte dei partner occidentali, ringraziando chi si è dichiarato disponibile a supportare questo approccio.

Otre 600 droni di Kiev lanciati verso regione Mosca

Nella notte i sistemi di difesa aerea russi hanno comunicato di aver abbattuto complessivamente 1.214 droni ucraini in varie regioni russe, secondo quanto riportato dall’agenzia Tass citando il ministero della Difesa di Mosca. L’agenzia segnala che fra la sera del 28 e la mattina del 29 ottobre sono stati intercettati 613 droni diretti verso Mosca, indicazione ripresa dal canale del sindaco di Mosca Sergey Sobyanin.

Il ministero della Difesa russo ha elencato le regioni in cui sono stati abbattuti i velivoli: Brjansk, Belgorod, Kursk, Kaluga, Tula, Smolensk, Lipetsk, Voronež, Tver, Orël, Rjazan, Vladimir, Samara, Saratov, Penza e Rostov, oltre alle repubbliche del Bashkortostan e dell’Udmurtia.

Intanto,

Discussioni tra Mosca e Washington su possibile revoca sanzioni

Secondo media russi, il Cremlino e l’amministrazione statunitense sarebbero impegnati in colloqui sulla possibile revoca di alcune sanzioni, in particolare quelle che riguardano il Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif). La notizia è stata riportata citando il consigliere per la politica estera del presidente russo, Yuri Ushakov, e un articolo del New York Times che aveva anticipato l’ipotesi. Ushakov ha detto che le discussioni sono «in corso da qualche tempo».

Kirill Dmitriev, amministratore delegato dell’Rdif e inviato presidenziale, è indicato come interlocutore attivo nel dialogo con funzionari americani. Le sanzioni all’Rdif erano state imposte dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022; secondo i critici, alcune recenti concessioni e accordi commerciali con la Russia hanno suscitato controversie a Washington e tensioni con gli alleati occidentali.

Tra le misure citate, è stato riportato che in ottobre è stato annunciato un accordo sulle esportazioni di gasolio russo verso i mercati internazionali e la sospensione di un ulteriore pacchetto di sanzioni su combustibili fossili che avrebbe previsto dazi su alcune importazioni.

Estonia costruirà 150 bunker lungo il confine con la Russia

L’Estonia ha annunciato l’intenzione di realizzare circa 150 bunker lungo il confine con la Russia, come parte di misure volte a rafforzare la prontezza difensiva. Lo ha reso noto il ministro della Difesa Martin Herem, spiegando che i bunker saranno costruiti nella regione di Ida‐Virumaa: circa 100 su terreni statali e circa 50 su terreni privati o comunali. Non sono stati forniti dettagli sull’utilizzo previsto delle strutture.

La decisione si inserisce nel contesto delle crescenti preoccupazioni per le minacce provenienti dalla Russia sul fianco orientale della NATO. Negli ultimi anni i Paesi baltici hanno intensificato gli sforzi per la preparazione civile e hanno aumentato le spese per la difesa. Funzionari della NATO hanno segnalato il rischio di incursioni di droni, violazioni dello spazio aereo, sabotaggi e altre minacce ibride, spingendo gli Stati della regione a potenziare le difese aeree.

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