Yemen, gli Houthi: “Non siamo in guerra con l’Italia, non sostenga aggressioni”

Nasr al-Din Amer, vice capo dell’Autorità per i media degli Houthi (Ansar Allah) e presidente del consiglio di amministrazione dell’agenzia di stampa Saba, ha dichiarato all’Adnkronos che il gruppo non è in guerra con l’Italia e non intende coinvolgerla in azioni ostili contro il loro Paese o sostenere aggressioni contro la loro popolazione.

Amer ha aggiunto che il conflitto in corso riguarda invece l’Arabia Saudita, definita il «nemico» che da 12 anni assedia e attacca lo Yemen, commentando l’attacco alla base aerea di Ta’if in cui è stato danneggiato un velivolo italiano identificato come F-2000.

L’attacco all’Eurofighter italiano

Il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva riferito che non risultano militari italiani coinvolti nell’episodio: è stato colpito un velivolo F-2000 presente all’interno della base in un’area periferica, senza altri danni a uomini, mezzi o infrastrutture impiegati dal personale italiano.

Crosetto ha inoltre spiegato di aver chiesto un’ulteriore valutazione ai vertici militari — il capo di Stato Maggiore della Difesa, il comandante del Comando operativo di vertice interforze e il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica — per aggiornare il quadro operativo, verificare le condizioni del personale e valutare le opzioni disponibili. Ha ribadito che erano state attuate da tempo le misure di sicurezza necessarie e ha convocato una riunione per fare il punto della situazione.

L’Eurofighter Typhoon è stato colpito la notte del 17 settembre a seguito dell’attacco alla base. Si tratta di un caccia multiruolo sviluppato in collaborazione tra Italia, Germania, Regno Unito e Spagna, progettato per la difesa aerea e missioni ad ampio spettro operativo. Può raggiungere velocità dell’ordine di 2.495 km/h, ha un’apertura alare superiore ai 15 metri e può impiegare un cannone interno da 27 mm e vari carichi esterni (missili aria-aria come AIM-9, AIM-120, Iris-T, Meteor; bombe guidate; serbatoi esterni e pod tattici).

Crosetto: “L’Italia non è in guerra”

In una nota, il ministro Crosetto ha definito fuorviante e offensivo un titolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano che sosteneva che «L’Italia [sia] in guerra senza dirlo agli italiani e al Colle». Ha affermato chiaramente che l’Italia non è in guerra e che né il Parlamento né il Quirinale sono stati tenuti all’oscuro delle operazioni o delle attività delle forze italiane.

Crosetto ha precisato che la presenza militare italiana in Arabia Saudita non è mai stata segreta, ricordando che informazioni e autorizzazioni sono state fornite in più occasioni al Parlamento e che altri alti funzionari dello Stato hanno partecipato alle comunicazioni ufficiali. Ha aggiunto di non aver minimizzato l’attacco all’Eurofighter, di aver seguito personalmente gli sviluppi e di aver richiesto tutte le verifiche necessarie per la sicurezza del personale. Secondo il ministro, alcune ricostruzioni giornalistiche avrebbero mescolato dati e contesti diversi per costruire una narrazione politica non supportata dai fatti.

Sulle navi italiane dispiegate nel Mar Rosso, Crosetto ha sottolineato che si tratta di unità della Repubblica e della Marina Militare, impiegate nell’ambito della missione europea Aspides con un mandato definito. Ha detto di aver scritto una lettera aperta all’Alto rappresentante dell’Ue Kaja Kallas e ha ribadito che la Difesa opera secondo leggi, mandati e procedure che coinvolgono il Parlamento. Ha criticato la diffusione di affermazioni secondo cui il governo avrebbe trascinato il Paese in una guerra segreta, definendole mistificazioni che non intende lasciare senza risposta.

Kallas a Crosetto: “Aspides va rafforzata”

Fonti di Bruxelles riferiscono che l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, intende inviare una lettera agli Stati membri per coinvolgerli nella valutazione e nel possibile rafforzamento della missione Aspides, in risposta alla richiesta formulata dal ministro Crosetto.

Combattimenti con Houthi in Arabia Saudita, colonne di fumo su aeroporto di Riad

Testimoni e agenzie riferiscono di fiamme e alte colonne di fumo nei pressi dell’aeroporto internazionale King Khalid di Riad. L’agenzia Afp cita osservatori sul posto e il sito di tracciamento aereo FlightRadar24 segnala problemi operativi significativi con voli cancellati e ritardi. Sarebbe in fiamme anche un serbatoio di carburante di Aramco situato vicino all’aeroporto.

Le segnalazioni arrivano poche ore dopo il primo allarme aereo nella capitale dall’intensificarsi dei combattimenti tra Houthi e forze contrapposte in Yemen. L’Arabia Saudita sostiene il governo yemenita contro i ribelli Houthi, che nelle ultime settimane hanno preso di mira infrastrutture energetiche legate all’esportazione di greggio e acquisito posizioni strategiche vicino allo stretto di Bab-el Mandeb, via d’accesso al Mar Rosso e al Canale di Suez.

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