Mondiali Calcio: Ue e Gb contro Fifa sulla commercializzazione

Il Regno Unito e l’Unione Europea hanno criticato con decisione la proposta del presidente della Fifa, Gianni Infantino, di creare una società da 20 miliardi di dollari che gestirebbe i Mondiali di calcio insieme a investitori privati, fra cui la famiglia Kushner. Il piano, presentato ieri, è stato contestato anche dalla Uefa.

Il primo ministro britannico Andy Burnham ha scritto sui social che “il calcio non appartiene agli investitori. Appartiene alle persone che riempiono gli spalti e che stanno a bordo campo settimana dopo settimana, con la pioggia o con il sole”.

Secondo Burnham, la Coppa del Mondo “non è un prodotto. È la più grande competizione sportiva al mondo e non è mai stata di proprietà di nessuno. Potete mascherarla come volete, ma una volta che ne avete venduta una parte, avete svenduto tutto. Il calcio appartiene ai tifosi. È sempre stato così e sempre lo sarà”.

Per l’Unione Europea, il commissario allo Sport Glenn Micallef ha pubblicato un lungo thread ricordando che la Coppa del Mondo rimane il torneo sportivo più importante del pianeta, nonostante gli sforzi commerciali della Fifa. Ma, ha aggiunto, “adesso basta: l’incessante commercializzazione del calcio è diventata corrosiva e sta minacciando ciò che ha reso il calcio lo sport più popolare al mondo”.

Il commissario ha inoltre sottolineato la preoccupazione per il rischio che i poteri regolamentari della Fifa possano allinearsi agli interessi finanziari di soggetti privati, quando il valore degli investimenti dipende dalle decisioni prese dalla stessa Fifa. Ciò, ha osservato, solleva seri interrogativi su governance, indipendenza e conflitti di interesse.

Micallef ha ricordato che le proposte pongono rilevanti questioni di diritto della concorrenza: come più volte affermato dalla Corte di giustizia dell’UE, le norme sportive sono soggette al diritto dell’Unione quando producono effetti economici. Nell’ambito dei suoi poteri previsti dai Trattati, la Commissione Europea esaminerà attentamente queste iniziative.

Per il commissario maltese, il successo commerciale dovrebbe rafforzare il calcio, non distruggerlo, concludendo con un appello a tenere “le mani lontane dal nostro sport”.