Numeri quasi identici tra il 2025 e il 2026 che confermano un radicamento importante.
Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia: il commercio in sede fissa beneficia poco delle presenze e anzi presenta alcune criticità significative.
Leopoldo Toffano (presidente mandamentale di Confcommercio Padova): “Dati importanti per correggere qualche stortura”
Magari non sarà la prima in Italia, magari qualcuno avrà già fatto qualcosa di simile, ma di sicuro un’analisi con metodo scientifico su come sia andata una fiera, non è cosa di tutti i giorni.
A provare una cosa del genere ci ha pensato Confcommercio Padova che ha messo sotto la lente d’ingrandimento la recente edizione della Fiera di Sant’Agostino, anche quest’anno andata in scena per la 447^ volta da quando il doge Nicolò da Ponte la istituì nel 1578.
Ebbene, il raffronto 2026 su 2025 del data analytics determinato dai riscontri delle celle telefoniche, dice che la Fiera di Sant’Agostino presenta una forte continuità tra le due edizioni: 185mila visite complessive quest’anno, 600 visite in più lo scorso anno, intendendo con “visite complessive” gli accessi alla zona della fiera realizzati anche più volte da una stessa persona.
“Però – commenta il presidente mandamentale di Conselve di Confcommercio, Leopoldo Toffano – sono aumentati i visitatori unici (cioè le persone fisiche che hanno visitato la fiera) che sono passati dai 60.600 del 2025 a 61.100 del 2026. In entrambi i casi, comunque, si tratta di numeri assolutamente sovrapponibili nonostante quest’anno si chiudesse il 6 settembre mentre lo scorso anno si era chiuso il 7”.
Ma chi sono i visitatori della Fiera di Conselve? Si potrebbe dire: gente del posto, intendendo con questo il bacino provinciale.
Nel 2025 i visitatori provinciali rappresentavano infatti il 76,52% del totale, mentre nel 2026 sono scesi leggermente al 76,10%. La componente regionale è passata invece dal 13,80% al 14,36%. Si tratta, come si può facilmente evincere, di variazioni contenute, che confermano un bacino territoriale molto stabile.
Anche l’osservazione delle province di provenienza, vede Padova dominare nettamente entrambe le edizioni: 49,2 mila visitatori nel 2025 e 49,5 mila nel 2026. Venezia passa da circa 3,5 a 3,6 mila visitatori e Rovigo da circa 3,3 a 3,6 mila.
Se un certo cambiamento c’è stato questo riguarda gli stranieri. Nel 2025 risultavano circa 3.100 visite e 1.100 visitatori stranieri, ovvero persone con passaporto soprattutto del Marocco, del Regno Unito, della Polonia e della Germania. Nel 2026 si è scesi a 2.600 visite e 847 visitatori.
Molto simili le due edizioni anche sotto il profilo socio-demografico.
Nel 2025 i visitatori nella fascia 45-54 avevano “pesato” per il 22,21%, mentre quelli tra i 55 e i 64 anni per il 21,82%. Nel 2026 il peso si sposta leggermente verso i 55-64 anni, che raggiungono il 22,98%, mentre i 45-54 anni scendono al 21,59%. Anche la quota degli over 65 cresce leggermente, dal 17,40% al 17,99%.
Pure la capacità di spesa cambia poco. La fascia Low rimane quella principale, passando dal 52,3% dei visitatori nel 2025 al 51,9% nel 2026; la fascia Mid-Low passa dal 27,7% al 28,0%.
Ma quanto si intrattengono (e si erano intrattenuti) in Fiera i visitatori della kermesse conselvana?
Nel complesso le permanenze più frequenti sono quelle brevi o medio-brevi, mentre dal punto di vista della frequenza circa metà dei visitatori compare in una sola giornata.
La quota complessiva di visitatori presenti 1 giorno passa dal 48,20% nel 2025 al 48,41% nel 2026; quelli presenti per 2-4 giorni passano dal 37,05% al 37,54%. Le differenze sono quindi minime.
Quello che incuriosisce è che non cambia in modo sostanziale la modalità in cui il pubblico frequenta Conselve durante il periodo fieristico. Il confronto del 28 agosto è particolarmente interessante perché i due giorni occupano una posizione temporale identica rispetto all’inizio del periodo analizzato, ma cadono in giorni diversi della settimana: nel 2025 era un giovedì, quest’anno era un venerdì. Ebbene, il report delle “Visite giornaliere” per il 28 agosto presenta in entrambe le edizioni un’affluenza importante e abbastanza simile nell’ordine delle 14-15mila visite.
“Se vogliamo fare sintesi – analizza Toffano – dobbiamo dire che la Fiera di Conselve conferma nel 2026 una capacità attrattiva sostanzialmente analoga a quella del 2025, con un pubblico fortemente radicato nel territorio padovano e regionale e con caratteristiche socio-demografiche molto stabili. Le variazioni osservate sembrano quindi indicare più una ricomposizione del pubblico che un vero cambiamento nella dimensione dell’evento”.
E questa è una faccia della medaglia, sostanzialmente positiva. Poi c’è l’altra, che positiva lo è meno.
E’ ancora Toffano a parlare: “Nei giorni scorsi abbiamo somministrato un questionario ai titolari dei negozi in sede fissa, considerando che la presenza degli stessi negli spazi della fiera, un tempo consistente, oggi è praticamente assente. Ebbene ben il 73,9% ha detto che la Fiera non ha rappresentato un miglioramento di visibilità per l’attività. Anzi: il 56,5% ha ravvisato problemi di accessibilità (meno posti disponibili nei parcheggi e dunque più difficoltà a raggiungere i negozi). Infine solo un risicato 13% ha visto un aumento degli introiti a fronte di un robusto 69,6% che non ha notato variazioni di sorta e ad un sostanzioso 18% che il fatturato lo ha visto in calo. Sono dati che non vanno sottovalutati”.
Il questionario ha poi permesso di raccogliere anche dei suggerimenti che si spera possano diventare utili per l’edizione numero 448.
“Innanzitutto – conclude il presidente mandamentale di Confcommercio Padova – i colleghi hanno detto che le strade andrebbero chiuse più tardi. Chiudere alle 17.30, col caldo di quest’anno che sembra non ci abbandonerà in futuro, non va bene perché a quell’ora siamo tutti rintanati in casa. Quindi consigliano una chiusura delle strade verso le 19. Certo, anche noi commercianti possiamo fare meglio. Ad esempio modificando gli orari: apertura più contenuta di giorno e apertura maggiore di sera. Chi quest’anno l’ha fatto non si è pentito, anzi!”
CONSELVE 14 SETTEMBRE 2026
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