14 settembre 2026 | 16.21
LETTURA: 3 minuti
“I 5.000 dollari saranno una realtà al 100%. Questo perché il nostro Paese sta incassando trilioni e trilioni di dollari”. Con queste parole Donald Trump ha difeso la promessa, annunciata nei giorni scorsi, di inviare assegni di dividendi a ogni adulto statunitense qualora i repubblicani mantenessero il controllo del Congresso nelle elezioni di midterm di novembre. Il presidente ha respinto le critiche che considerano l’iniziativa una mossa propagandistica difficile da realizzare, richiamando altri impegni citati in passato e rimasti finora non attuati.
Trump ha poi spiegato che non intende presentare subito la misura perché, a suo avviso, se i democratici prendessero il controllo del Congresso il paese sarebbe in difficoltà e la proposta non potrebbe essere attuata. “Se noi lo otteniamo, otterremo una grande quantità di denaro. Prendiamo oltre 20 trilioni in termini di investimenti. Con i democratici, questi soldi verrebbero sprecati. Se i democratici prendono il Congresso, non potranno pagare gli assegni”, ha detto rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano perché non avanzare ora la proposta.
Le dichiarazioni di Trump, che ha presentato la promessa durante il discorso alla convention Gop di Dallas mercoledì scorso, sono arrivate dopo che alcuni membri della sua amministrazione hanno cercato di fornire dettagli sull’idea. Il segretario al Commercio, Howard Lutnick, ha assicurato che l’amministrazione potrebbe reperire le risorse necessarie “senza appesantire il deficit o i contribuenti”.
Il consigliere economico della Casa Bianca, Kevin Hassett, ha affermato che sarebbe possibile ottenere l’autorizzazione del Congresso per questi fondi, ricorrendo al pacchetto di riconciliazione di bilancio (budget reconciliation) per aggirare l’ostruzionismo dell’opposizione democratica, strumento che in passato è stato usato per approvare misure fiscali sensibili.
Lo Speaker della Camera, Mike Johnson, ha riconosciuto di non aver ancora avuto tempo per esaminare o discutere la proposta, definendola in un’intervista alla Cnn “un’idea creativa” e suggerendo che i dividendi potrebbero non corrispondere necessariamente a un assegno diretto. “Credo che il messaggio fosse: se gli americani vogliono più soldi nelle loro tasche, devono mantenere il controllo dei repubblicani”, ha detto Johnson interpretando la proposta.
Negli ultimi giorni diversi repubblicani, in particolare i membri dell’ala più rigorista sul piano fiscale, hanno espresso forti perplessità. “Abbiamo già oltre 40 trilioni di dollari di debiti, non possiamo affrontare un altro enorme pacchetto di spesa senza un chiaro piano per sostenerlo”, ha dichiarato Ralph Norman, deputato della South Carolina, sottolineando che i cosiddetti Trump dividend costerebbero oltre 1,2 trilioni di dollari.
Leggi anche