Il ministro israeliano per la Protezione ambientale, Idit Silman, ha riclassificato i coccodrilli da “animali selvatici” a “fauna selvatica allevata in cattività”. La modifica normativa apre la possibilità di impiegare questi rettili per scopi di sicurezza, incluso il deterrente contro le evasioni carcerarie. La decisione è stata accolta positivamente dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, che a dicembre aveva proposto di circondare una prigione per detenuti palestinesi con coccodrilli, ispirandosi al centro di detenzione per immigrati noto come “Alligator Alcatraz” in Florida.
In un post su Facebook Ben Gvir ha scritto: “State pensando di tentare la fuga? Ripensateci”, accompagnando il messaggio con un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritrae con un coccodrillo al guinzaglio. La didascalia recitava: “I ministri Ben Gvir e Silman collaborano e circondano le prigioni con i coccodrilli!”. La riclassificazione trasferisce la supervisione degli animali da un’autorità ambientale a un “ente di sicurezza”, tra cui figura il Servizio carcerario israeliano, diretto dallo stesso Ben Gvir.
I media israeliani riportano che Ben Gvir intende schierare coccodrilli attorno alla prigione di Ketziot, nel sud di Israele, che detiene numerosi militanti di Hamas catturati dopo l’attacco del 7 ottobre 2023 che ha innescato la guerra a Gaza. Secondo l’emittente Channel 13, quando la proposta fu avanzata lo scorso anno diversi funzionari del Servizio carcerario l’avevano inizialmente accolta con scetticismo e scherno.