Prima di partire per la Cina, il presidente Donald Trump ha rinnovato l’avvertimento a Teheran: <
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Le certezze di Trump e il contropiede di Teheran
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Di fronte alle esternazioni della Casa Bianca, in Iran viene valutata la possibilita di intensificare l’arricchimento dell’uranio se gli attacchi dovessero riprendere. A delineare questa ipotesi e stato Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la politica estera e la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano: la proposta sara esaminata dal Parlamento di Teheran nella seduta di venerdi. Il messaggio degli ambienti governativi iraniani sembra indicare una linea di fermezza senza aperture immediate.
Una nuova guerra, di nome e di fatto
Non e esclusa la possibilita di una “seconda fase” del conflitto. Al Pentagono si sta infatti considerando di rinominare un’eventuale nuova offensiva contro l’Iran in “Operation Sledgehammer” (Operazione Martello), se il cessate il fuoco dovesse venire meno e il presidente decidesse di riprendere operazioni su larga scala. Secondo funzionari citati da Nbc News, un cambio di denominazione consentirebbe all’amministrazione di presentare l’azione come una nuova operazione militare e di far decorrere nuovamente il periodo di 60 giorni previsto dal War Powers Resolution del 1973 prima che sia necessaria un’autorizzazione formale del Congresso.
L’amministrazione aveva dichiarato conclusa l’Operation Epic Fury dopo il cessate il fuoco di aprile per favorire i negoziati diplomatici, benche il Pentagono continui formalmente a usare quel nome. Le tensioni restano alte: Teheran ha limitato il traffico navale nello Stretto di Hormuz, mentre Washington mantiene misure economiche e sta valutando opzioni per riaprire il passaggio strategico.
