Il ricercato è stato rintracciato in Corso Tre Venezie, all’interno dell’area funghi, ed è stato ristretto presso la Casa di Reclusione di Padova per l’espiazione della condanna. Nella mattinata di martedì 21 luglio la Polizia di Stato arresta in pieno centro cittadino un 19enne cittadino tunisino che, alla vista delle Volanti, tenta di sottrarsi ad un controllo fuggendo a piedi tra le auto in transito e lanciando oltre il muro di un’abitazione un “sasso” di oltre 26 grammi di cocaina pura. Determinante l’intuito degli agenti che recuperano lo stupefacente destinato ad essere tagliato e immesso nel mercato dello spaccio. Il giovane, già gravato da numerosi precedenti specifici per stupefacenti e da ulteriori precedenti per reati contro il patrimonio, la persona e la pubblica amministrazione, è stato tratto in arresto e denunciato anche per il porto ingiustificato di un cacciavite lungo 15 centimetri. Il Questore Marco Odorisio dispone l’avvio della revoca del permesso di soggiorno.
Nell’ambito dei dispositivi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio disimpegnati dalle pattuglie della Questura di Padova, con particolare attenzione all’attività di contrasto alla criminalità, gli Agenti delle Volanti hanno rintracciato un 30enne cittadino nigeriano, in Italia da 10 anni, con numerosi precedenti e condanne per reati di rissa, resistenza a Pubblico Ufficiale, truffa, lesioni, furto, rapina, ricercato in quanto destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino , con la condanna definitiva a scontare la pena di anni 1 e mesi 7 di reclusione.
Il cittadino nigeriano nel 2018 era stato arrestato in flagranza per rapina, resistenza a Pubblico Ufficiale per aver aggredito unitamente ad altri due soggetti a Torino un connazionale tentando di rapinarlo del telefono e, sempre nello stesso anno, veniva inoltre indagato per il reato di truffa dalle Volanti della Questura di Biella per avere, con artifici e raggiri compiuti via mail, ceduto in affitto ad una 30enne biellese un appartamento di fatto inesistente.
Il ricercato è stato individuato dagli Agenti delle Volanti della Questura nel tardo pomeriggio di domenica 19 luglio all’interno dell’area Funghi in corso Tre Venezie e, dopo essere stato condotto in Questura per le procedure di identificazione, è stato condotto presso la casa di Reclusione di Padova dove sconterà la pena.
Nella mattinata di martedì 21 luglio, nell’ambito dei servizi di prevenzione e controllo del territorio quotidianamente predisposti dal Questore della Provincia di Padova Marco Odorisio nelle aree cittadine maggiormente interessate da fenomeni di criminalità diffusa e di spaccio di sostanze stupefacenti, con particolare riguardo alle zone del centro storico, della Stazione ferroviaria e delle principali arterie di accesso alla città, le Volanti della Questura di Padova hanno interrotto una presunta attività di spaccio di sostanze stupefacenti e tratto in arresto un 19enne cittadino tunisino, gravato da numerosi precedenti di polizia, sorpreso in possesso di un ingente quantitativo di cocaina del quale aveva tentato di disfarsi nel corso di una rocambolesca fuga tra le vie del centro di Padova.
L’attività operativa prendeva avvio intorno alle ore 10.15, quando un equipaggio della Sezione Volanti, impegnato nell’ordinario servizio di pattugliamento lungo Corso del Popolo, notava transitare un’autovettura con a bordo due persone il cui atteggiamento destava immediatamente l’attenzione degli operatori. I poliziotti decidevano pertanto di procedere ad un controllo del veicolo e dei suoi occupanti.
Non appena il conducente arrestava la marcia, tuttavia, il passeggero apriva improvvisamente lo sportello e si dava precipitosamente alla fuga a piedi lungo via Trieste, tentando di far perdere le proprie tracce tra i numerosi pedoni e i veicoli in transito. Gli agenti riconoscevano immediatamente il giovane come un cittadino tunisino di 19 anni, già conosciuto agli operatori della Polizia di Stato per numerosi precedenti di polizia e per pregresse vicende connesse alla detenzione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. Considerato l’improvviso comportamento del giovane e ritenendo altamente probabile che la fuga fosse finalizzata ad evitare il rinvenimento di sostanze illecite o di altro materiale compromettente, gli operatori si ponevano immediatamente al suo inseguimento, dando vita ad una concitata corsa attraverso una delle zone più trafficate del centro cittadino.
Nel disperato tentativo di sottrarsi al controllo, il diciannovenne percorreva via Trieste a forte velocità, attraversando ripetutamente la carreggiata tra le autovetture in movimento e creando momenti di evidente pericolo sia per gli automobilisti sia per i numerosi pedoni presenti in quel momento lungo la strada. L’inseguimento proseguiva per alcune centinaia di metri fino a quando il giovane, ormai tallonato dagli agenti, nel tentativo di eliminare ogni possibile elemento a suo carico, giunto all’altezza di un’abitazione estraeva rapidamente un involucro dalla propria tasca e lo lanciava oltre il muro di cinta dell’immobile, cercando evidentemente di disfarsene prima di essere definitivamente raggiunto dai poliziotti.
Il gesto non sfuggiva tuttavia agli agenti delle Volanti, che continuavano l’inseguimento senza mai perdere di vista il fuggitivo, riuscendo pochi istanti dopo a bloccarlo in Piazza De Gasperi, dove il giovane veniva definitivamente fermato e messo in sicurezza. Una volta immobilizzato, il diciannovenne veniva immediatamente sottoposto a perquisizione personale. Nel corso del controllo gli operatori rinvenivano all’interno delle tasche dei pantaloni un cacciavite a taglio della lunghezza complessiva di circa 15 centimetri, con una punta di oltre sette centimetri e mezzo, del quale il giovane non era in grado di fornire alcuna plausibile giustificazione circa il porto in luogo pubblico.
Venivano inoltre trovati due telefoni cellulari, due banconote da venti euro e una banconota da dieci euro, denaro che, alla luce del complessivo quadro investigativo, veniva ritenuto dagli operatori verosimile provento dell’attività di spaccio.
Sebbene il giovane si rifiutasse di collaborare con gli investigatori impedendo lo sblocco del telefono protetto da codice PIN, gli agenti riuscivano comunque ad osservare, attraverso le notifiche visibili sullo schermo, numerosi messaggi provenienti da utenze italiane, con interlocutori che chiedevano ripetutamente dove si trovasse il destinatario e comunicavano che, in caso di ulteriore ritardo, si sarebbero allontanati.
Nel frattempo, altri operatori facevano immediato ritorno presso l’abitazione davanti alla quale il giovane era stato visto lanciare l’oggetto pochi istanti prima della cattura. Dopo avere contattato la proprietaria dell’immobile, che consentiva agli agenti di accedere all’interno del giardino privato, iniziavano accurate ricerche nella zona corrispondente al punto in cui il tunisino era stato visto effettuare il lancio.
Le ricerche consentivano, nel giro di pochissimi minuti, di rinvenire esattamente nel punto in cui gli agenti avevano visto il giovane disfarsi dell’oggetto un involucro in cellophane accuratamente confezionato, al cui interno era custodito un unico “sasso” di sostanza stupefacente di colore bianco. Le successive verifiche effettuate presso gli Uffici della Questura consentivano di accertare come l’involucro contenesse 26,25 grammi di cocaina, risultata positiva agli specifici test narcotici eseguiti dalla Polizia Scientifica. Gli investigatori riscontravano, inoltre, come la sostanza fosse ancora allo stato pressoché puro, non essendo stata ancora sottoposta alle operazioni di taglio normalmente effettuate prima della successiva cessione agli acquirenti finali. Si trattava, pertanto, di un quantitativo particolarmente significativo di cocaina destinato ad essere successivamente miscelato con sostanze da taglio e suddiviso in un elevato numero di dosi destinate al mercato dello spaccio cittadino, con un valore economico destinato ad aumentare sensibilmente una volta completata la preparazione della sostanza per la vendita al dettaglio.
Proprio la circostanza che la cocaina fosse ancora confezionata in un unico “sasso”, unita al comportamento tenuto dal giovane durante il controllo di polizia e agli ulteriori elementi raccolti nel corso dell’attività investigativa, rafforzava negli operatori il convincimento che lo stupefacente fosse destinato alla successiva commercializzazione e non certamente ad un uso personale. L’immediato recupero dell’involucro risultava possibile esclusivamente grazie all’attenzione e alla prontezza degli agenti delle Volanti, che durante tutte le fasi dell’inseguimento non avevano mai perso di vista il giovane, osservandone ogni movimento e individuando con precisione il punto in cui lo stesso aveva tentato di disfarsi della droga, nel chiaro intento di sottrarla al controllo della Polizia.
Ultimate le operazioni sul posto, il 19enne veniva accompagnato presso gli Uffici della Questura di Padova per gli ulteriori accertamenti di rito. Qui il giovane veniva sottoposto alle procedure di identificazione mediante fotosegnalamento, mentre la sostanza stupefacente recuperata veniva sottoposta ad esame ponderale e narcotest, risultando positiva alla cocaina.
Dalle consultazioni delle banche dati in uso alle Forze di Polizia risultava che il cittadino tunisino fosse già gravato da numerosi precedenti di polizia, in particolare proprio per violazioni della normativa in materia di sostanze stupefacenti. I poliziotti accertavano infatti come il 19enne fosse già stato più volte denunciato per episodi di detenzione ai fini di spaccio o cessione di sostanze stupefacenti, con segnalazioni risalenti al dicembre 2023, al febbraio 2024, al maggio 2025, al luglio 2025 e, da ultimo, al maggio 2026. Accanto ai precedenti specifici in materia di droga, il giovane risultava inoltre gravato da ulteriori precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, contro la persona e contro la Pubblica Amministrazione, tra cui episodi di resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale, lesioni personali, minacce, rissa e porto abusivo di oggetti atti ad offendere.
Gli accertamenti consentivano altresì di appurare come il 19enne, pur essendo regolarmente presente sul territorio nazionale in forza di un permesso di soggiorno, non svolgesse alcuna attività lavorativa lecita e non fosse in grado di indicare agli operatori un domicilio stabile.
Alla luce del quantitativo di cocaina sequestrato, della presenza dei due telefoni cellulari utilizzati verosimilmente per mantenere i contatti con gli acquirenti, dell’assenza di un’attività lavorativa lecita e dei numerosi precedenti specifici, gli operatori ritenevano inoltre che le banconote rinvenute costituissero il probabile provento dell’attività di spaccio, procedendo pertanto al loro sequestro.
Parallelamente, il cacciavite lungo circa 15 centimetri rinvenuto durante la perquisizione personale veniva anch’esso sottoposto a sequestro, non essendo il giovane stato in grado di fornire alcuna valida giustificazione circa il porto dell’oggetto in luogo pubblico.
Alla luce del complessivo quadro probatorio raccolto, caratterizzato dall’ingente quantitativo di cocaina recuperata, dal tentativo di disfarsi dello stupefacente durante la fuga, dagli elementi emersi dall’analisi dei telefoni cellulari, dal possesso di uno strumento atto ad offendere e dai numerosi precedenti specifici già maturati dal giovane, gli agenti della Sezione Volanti procedevano quindi all’arresto del 19enne tunisino per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, denunciandolo contestualmente in stato di libertà anche per il porto ingiustificato del cacciavite ai sensi della normativa vigente. Ultimate tutte le attività di polizia giudiziaria, il cittadino tunisino veniva dichiarato in stato di arresto e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, permanendo presso gli Uffici della Questura in attesa della celebrazione del rito direttissimo fissato per la giornata successiva.
Il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio, vista la gravità dei fatti, ha attivato l’Ufficio Immigrazione per l’avvio, con procedura d’urgenza, della revoca del permesso di soggiorno in possesso dell’uomo