Morbillo, è allarme negli Usa. Italia prima per casi in Europa in in primi 6 mesi 2026

19 settembre 2026 | 00.02

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Mentre gli Stati Uniti stanno affrontando la loro peggiore epidemia di morbillo degli ultimi 35 anni — con 3.294 casi registrati al 10 settembre 2026 e quattro decessi segnalati in Pennsylvania — qual è invece la situazione del virus in Europa?

La situazione in Europa

Secondo il monitoraggio dell’ECDC relativo agli ultimi 12 mesi (da agosto 2025 a luglio 2026), nell’area UE/Spazio economico europeo sono stati notificati complessivamente 2.339 casi di morbillo distribuiti in 30 Stati; in questo periodo non sono stati riportati decessi attribuibili all’infezione. L’Italia contribuisce in misura rilevante al totale: nei primi sei mesi del 2026 ha registrato 537 casi, seguita dalla Bulgaria con 501. Considerando l’arco dei 12 mesi, l’Italia resta al primo posto con 640 casi segnalati (548 confermati). Dopo il picco di aprile 2026 di 171 casi, tuttavia, i contagi in Italia sono in diminuzione e a luglio il Paese registrava 29 casi contro i 61 della Bulgaria.

L’ultimo rapporto mensile su morbillo e rosolia dell’ECDC, che prende in esame soprattutto il mese di luglio, segnala che 13 Paesi dell’UE/SEE hanno notificato 118 casi (i più colpiti Bulgaria, Italia, Spagna, Polonia e Belgio), mentre 16 Paesi non hanno riportato infezioni; nel complesso si osserva un calo, pur con la cautela necessaria per possibili ritardi nelle notifiche. Nel bilancio dei 12 mesi, oltre a Italia (640) e Bulgaria (502), i Paesi con più casi sono Romania (310), Spagna (243) e Francia (174): insieme queste nazioni rappresentano la quota maggiore dei casi nell’area UE/SEE. Considerando i tassi di notifica per milione di abitanti, i valori superiori alla media UE/SEE di 5,1 casi per milione sono stati registrati in Bulgaria (78), Lettonia (26,3), Romania (16,3), Italia (10,9), Estonia (7,3), Cipro (7,1), Belgio (5,4) e Lituania (5,2). Sebbene la quota di casi importati vari tra i Paesi, la maggior parte delle infezioni è dovuta a trasmissione locale o comunitaria nel Paese di segnalazione. I tassi più elevati sono stati osservati nei neonati sotto 1 anno (59,3 casi per milione) e nei bambini tra 1 e 4 anni (28,6 casi per milione). Su un campione di 2.052 casi con età e stato vaccinale noti, il 73,1% non risultava vaccinato, il 15,8% aveva ricevuto una sola dose, il 9% due o più dosi e per il 2% il numero di dosi non era noto.

L’importanza del vaccino

L’ECDC sottolinea che la copertura vaccinale contro il morbillo resta “subottimale” in molti Paesi rispetto alla soglia raccomandata del 95% per entrambe le dosi. Le stime OMS-UNICEF per il 2024 indicano che solo quattro Paesi UE/SEE (Cipro, Ungheria, Islanda e Portogallo) hanno raggiunto almeno il 95% sia per la prima sia per la seconda dose. L’Italia, nel 2024, mostra una copertura della seconda dose intorno all’84% (in calo di circa quattro punti rispetto al 2019), pur avendo raggiunto il 95% per la prima dose. L’ECDC avverte che per raggiungere l’obiettivo di eliminazione molti Paesi devono migliorare in modo sostenuto la copertura dei programmi di immunizzazione infantile di routine e colmare i gap immunitari tra adolescenti e adulti che in passato non hanno avuto accesso alla vaccinazione. Sul fronte della rosolia i dati sono più limitati: a luglio, su 27 Paesi che hanno fornito informazioni, sono stati segnalati 8 casi in tre Paesi (Italia 2, Germania 1, Polonia 5), mentre 24 Paesi non hanno riportato casi. Nel periodo 1 agosto 2025–31 luglio 2026 sono stati censiti 81 casi di rosolia in 29 Stati UE/SEE (12 confermati in laboratorio), con la maggior parte dei casi in Polonia (63), seguita da Germania e Italia (7 ciascuna) e Francia (2).

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