Iran avverte gli Usa: “Trump vuole bombardare nostre infrastrutture? Occhio per occhio”

La dottrina difensiva dell’Iran è riassunta nello slogan “occhio per occhio”. Dopo una nuova minaccia pubblica del presidente Donald Trump, Teheran ha inviato un avvertimento agli Stati Uniti: per ogni nuovo attacco iraniano contro una nave nello Stretto di Hormuz, Trump ha minacciato di colpire “un ponte o una centrale elettrica” in Iran.

La minaccia di Trump è arrivata dopo un precedente avvertimento, seguito alla morte di quattro militari statunitensi in Giordania attribuita a un raid iraniano. Il presidente aveva detto che “ogni volta che Teheran ucciderà un soldato americano… pagherà per quella morte molte volte tanto”.

“Occhio per occhio” la risposta dell’Iran a Trump

Una fonte militare iraniana citata dall’agenzia Tasnim ha risposto alla minaccia di Trump dichiarando che, se gli Stati Uniti attaccassero, l’Iran colpirebbe infrastrutture e impianti energetici nella regione.

La stessa fonte ha ribadito la volontà della Repubblica islamica di difendere la propria sovranità sullo Stretto di Hormuz, affermando che non consentirà che il passaggio torni a essere usato come strumento di minaccia contro l’Iran.

In particolare è stato detto che, se gli Stati Uniti bombardassero un ponte o una centrale elettrica in Iran, la risposta iraniana potrebbe prendere di mira infrastrutture e ponti nella regione, inclusi impianti energetici in cui gli Usa hanno interessi. La fonte ha inoltre sottolineato che, nei giorni recenti, gli Stati Uniti avrebbero dovuto capire che l’Iran è in grado di colpire obiettivi che decide di colpire, definendo una possibile azione di Trump un “azzardo destinato a trasformarsi in una sconfitta politica”.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ribadito che “la nostra dottrina di difesa è chiara: occhio per occhio”, avvertendo che qualsiasi aggressione contro l’Iran, incluse le infrastrutture, provocherebbe risposte potenti e decisive.

La minaccia del tycoon

Su Truth Social il presidente Trump ha scritto che “un ponte o una centrale elettrica” in Iran verrebbero bombardati dagli Stati Uniti ogni volta che la Repubblica islamica dovesse sparare contro una nave nello Stretto di Hormuz, con missili, razzi, droni o altri ordigni. Ha aggiunto che gli attacchi potrebbero colpire anche strutture situate vicino o all’interno di Teheran.

Hormuz, il nodo petrolio e l’accordo vicino (secondo Trump)

Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore iraniano e presidente del parlamento, ha avvertito che la guerra fra Iran e Stati Uniti rischia di coinvolgere l’intera regione se il conflitto non verrà fermato. Ha detto che o la regione verrà liberata dalla guerra, oppure tutti i Paesi finiranno per essere coinvolti nello scontro tra Teheran e Washington.

Ghalibaf ha inoltre dichiarato su X che “in una regione in cui non vendiamo petrolio, nessuno lo venderà”, sottolineando che senza garanzie sulla sicurezza nessuna infrastruttura sarà al sicuro e che la sicurezza dello Stretto dipende dall’assenza di forze americane. Ha aggiunto che lo Stretto “non tornerà alle condizioni prebelliche”.

Dal canto suo Trump ha affermato di aver colpito duramente l’Iran e ha sostenuto che gli iraniani desiderano un accordo ma non sono ancora pronti a concluderlo, pur prevedendo che lo saranno in futuro.

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