SCUOLA: COLDIRETTI, ROMA CAPITALE APRE UNA SVOLTA STORICA IN EUROPA. FUORI I CIBI ULTRAFORMULATI DALLE MENSE, VINCE L’ALLEANZA TRA AGRICOLTORI, MEDICI E ISTITUZIONI
Per la prima volta una capitale europea sceglie di mettere la salute dei bambini al centro della ristorazione scolastica. Roma, il più grande Comune agricolo d’Italia e d’Europa, indica la strada a tutto il Paese
La salute entra stabilmente nelle scuole partendo dal cibo. Con il nuovo bando per la ristorazione scolastica, Roma Capitale compie una scelta destinata a segnare un punto di svolta nelle politiche alimentari europee: per la prima volta una capitale dell’Unione Europea decide di escludere i cibi ultraformulati dalle mense scolastiche, valorizzando i prodotti del territorio, la stagionalità e la qualità delle filiere agricole.
Una visione che nasce da “Campagna Amica per la Salute”, l’iniziativa promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, che ha dato vita al primo Patto nazionale tra agricoltori e medici per la salute dei cittadini, a partire dai più piccoli, promuovendo i corretti stili alimentari anche all’intero delle scuole. Un’alleanza senza precedenti che ha portato, in contemporanea, nel corso della giornata del 10 luglio, i mercati contadini in 71 ospedali italiani, con l’obiettivo di riportare il cibo al centro della prevenzione, promuovendo un’alimentazione sana, naturale e di qualità come primo strumento per migliorare la salute e la qualità della vita, contrastando al tempo stesso la diffusione degli alimenti ultraformulati e di tutti quei prodotti che aumentano il rischio di malattie croniche.
Il progetto, unico nel suo genere in Europa, è nato dalla collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS , dove è stata avviata la prima esperienza, per poi coinvolgere decine di strutture sanitarie d’eccellenza, creando un’inedita quanto solida alleanza tra chi la salute la cura ogni giorno e chi la coltiva nei campi. È proprio in questa occasione, davanti a questa straordinaria mobilitazione, che il sindaco Roberto Gualtieri aveva annunciato l’impegno a tradurre quei principi in un atto amministrativo concreto. Oggi quell’impegno trova attuazione nel nuovo bando delle mense scolastiche di Roma Capitale.
“La scelta di Roma Capitale di escludere i cibi ultraformulati dalle mense scolastiche e, nello stesso tempo, di archiviare la stagione delle gare al massimo ribasso rappresenta una decisione di straordinaria portata politica e sociale. In una fase storica come quella che stiamo vivendo, è un atto di autentica ingegneria politico-sociale, capace di incidere sui modelli di consumo, sulla salute pubblica e sul futuro delle nuove generazioni. E a compierlo non è una piccola realtà locale, ma Roma, la Capitale d’Italia e, per molti aspetti, la capitale mondiale del cibo, oltre che il più grande Comune agricolo d’Italia e d’Europa. È una scelta coraggiosa e lungimirante, destinata – ne sono convinto – a cambiare il paradigma alimentare nel nostro Paese e a diventare un riferimento anche oltre i confini nazionali. Sapere di aver contribuito, con il lavoro e le battaglie di Coldiretti, a rendere possibile questo risultato è per noi motivo di straordinario orgoglio”, dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo.
Il bando interesserà ogni anno quasi 24 milioni di pasti destinati agli alunni di 816 scuole e servizi educativi, con circa 150 mila pasti serviti ogni giorno. Numeri che fanno di Roma un riferimento nazionale ed europeo per una ristorazione scolastica capace di coniugare salute, qualità, filiere locali e sostenibilità.
La decisione della Capitale rappresenta un segnale che va oltre i confini cittadini. Sempre più amministrazioni stanno infatti lavorando per introdurre criteri analoghi nelle proprie mense, confermando che il modello promosso da Coldiretti sta diventando un punto di riferimento per una nuova stagione delle politiche pubbliche sul cibo. L’obiettivo è costruire un’alleanza stabile tra agricoltura, medicina e istituzioni, nella consapevolezza che contrastare la diffusione dei cibi ultraformulati significhi investire sulla salute delle nuove generazioni, rafforzare il sistema di prevenzione e sostenere il lavoro delle imprese agricole italiane. Per Coldiretti questa è la dimostrazione che il cambiamento è possibile quando la buona politica sceglie di mettere al centro i cittadini, il cibo vero e il futuro del Paese.