Depavimentazione, Confesercenti del Veneto Centrale: «Bene il piano del comune, ora il commercio ai tavoli delle consulte»

Confesercenti del Veneto Centrale accoglie con favore il piano del Comune di Padova per la “città spugna”, che ha mappato circa 400 aree potenzialmente depavimentabili — 280mila metri quadrati complessivi — con interventi prioritari nei quartieri Arcella, Guizza, San Lazzaro e Stanga e nel lobo sud-est di Prato della Valle.

Un piano che per l’associazione non è soltanto una misura ambientale, ma una vera politica economica urbana. Secondo le stime dell’Ufficio Economico nazionale di Confesercenti, convivere ogni anno con trenta-sessanta giorni di caldo intenso costa all’economia italiana tra i 6 e i 12 miliardi di euro, tra maggiori spese energetiche, calo della produttività e fatturato perso. Una “tassa climatica” che colpisce in modo particolare le microimprese: un bar o un negozio che oggi spende 3.000 euro l’anno per il raffrescamento potrebbe arrivare a spenderne 5-6.000 nel giro di pochi anni.

A pagare il prezzo più alto è proprio il commercio urbano. Nelle ore centrali delle giornate roventi le strade si svuotano: a guadagnarne sono i grandi contenitori climatizzati e le piattaforme online, a rimetterci i mercati rionali, i negozi dei centri storici e dei quartieri, i pubblici esercizi con dehors, che perdono attrattività proprio nella stagione in cui dovrebbero lavorare di più.

«Il caldo estremo ha smesso di essere un’emergenza meteorologica ed è diventato una variabile economica strutturale, che incide su costi, consumi e abitudini di acquisto», dichiara Flavio Convento, presidente di Confesercenti del Veneto Centrale. «Per questo il piano di depavimentazione del Comune va nella direzione giusta: ogni metro quadrato di asfalto sostituito da verde drenante abbassa le temperature, restituisce vivibilità allo spazio pubblico e riporta le persone nelle strade dove vivono i negozi di vicinato. Una città più fresca è una città dove si torna a passeggiare, a fermarsi ai dehors, a fare la spesa sotto casa».

Da qui la richiesta dell’associazione: poiché la nuova mappatura sarà condivisa con il territorio attraverso le Consulte di quartiere, Confesercenti del Veneto Centrale chiede che anche le imprese e le associazioni di categoria siano coinvolte nella definizione delle priorità di intervento, con un’attenzione particolare alle aree mercatali, alle vie commerciali dei quartieri e agli spazi antistanti i pubblici esercizi.

«Chiediamo inoltre che la rigenerazione urbana adattiva sia accompagnata da strumenti di sostegno agli investimenti che le piccole imprese sono ormai obbligate a fare — climatizzazione efficiente, schermature, riqualificazione energetica degli immobili — e che oggi rappresentano un vero ostacolo di capitale per le microimprese», conclude Convento. «Il cambiamento climatico non si affronta lasciando sole famiglie e imprese: servono scelte pubbliche coraggiose, e questa di Padova è una di quelle».

(Confesercenti Veneto Centrale)