Abolizione cambio ora Ue: la proposta bloccata dal 2018

La proposta presentata dalla Commissione Europea nel 2018, alla fine del mandato di Jean‐Claude Juncker, per abolire il cambio dell’ora nell’Ue è ancora bloccata nel Consiglio: gli Stati membri non sono riusciti a trovare un accordo. «La nostra posizione», ha ricordato la portavoce per l’Ambiente Anna‐Kaisa Itkonen durante un briefing con la stampa, «è rimasta invariata dal 2018, anno in cui abbiamo presentato la proposta ai co‐legislatori» (Consiglio Ue e Parlamento Europeo).

Itkonen ha sottolineato che sono gli Stati membri «a essere nella posizione migliore per decidere in merito all’orario». Dopo otto anni la proposta è infatti ferma al Consiglio: non è stata raggiunta una decisione comune, nonostante il coinvolgimento costruttivo della Commissione con le diverse presidenze di turno del Consiglio. Il ruolo della Commissione è quello di favorire il consenso e coordinare le scelte, ma la decisione finale spetta agli Stati membri.

La Commissione Juncker aveva proposto l’eliminazione dello spostamento delle lancette due volte l’anno: ogni Paese avrebbe dovuto scegliere se mantenere permanentemente l’ora legale o l’ora solare. Una simile scelta richiederebbe però coordinamento tra Paesi nello stesso fuso orario per evitare problemi nel mercato unico. La proposta si è fermata perché Paesi del Nord preferivano l’ora solare permanente e Paesi del Sud privilegiavano l’ora legale permanente, con il rischio di creare disallineamenti e disfunzioni nei collegamenti e nei flussi economici.

La Commissione sta comunque «lavorando a un’analisi che potrebbe fornire un supporto al processo decisionale». I lavori sono in corso e non è stata indicata una data per la presentazione dei risultati; lo studio valuterà i vari aspetti legati a un eventuale cambiamento dell’orario.

L’introduzione dell’ora legale risale alla Prima Guerra Mondiale: Germania e Impero Austro‐Ungarico la adottarono per primi, nel 1916. Dopo essere stata abbandonata in alcuni periodi, venne reintrodotta dalla Francia cinquanta anni fa in risposta alla crisi petrolifera, con l’obiettivo di risparmiare energia. Dal 2000 è vigente una direttiva europea sull’ora e, a seguito delle numerose istanze di Stati membri e Parlamento Europeo, la Commissione ha avanzato la proposta del 2018, poi bloccata in Consiglio. Per questo motivo, questo fine settimana le lancette saranno riportate indietro di un’ora. Nell’Ue l’ora legale va dall’ultima domenica di marzo all’ultima domenica di ottobre; nei restanti mesi si applica l’ora solare. Negli Stati Uniti l’ora legale copre un periodo più lungo, dalla seconda domenica di marzo alla prima domenica di novembre, fatta eccezione per Hawaii e Arizona che mantengono l’ora solare tutto l’anno.