“L’IA è la cosa più grande che ci sia”, Trump accelera e la ribattezza Super intelligenza

Dopo un incontro alla Casa Bianca con i vertici delle principali aziende tecnologiche mondiali, Donald Trump non ha mostrato intenzione di rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Un decreto presidenziale ha ribattezzato la tecnologia come “super-intelligenza” (Si), con l’adesione scritta di numerosi leader del settore presenti al pranzo con il presidente. Trump ha definito l’accordo una sorta di “Costituzione sulla Si”, sostenendo che chi vincerà la corsa alla Si otterrà vantaggi decisivi e che la tecnologia potrebbe favorire importanti progressi in campo medico e nella risoluzione di problemi finora irrisolvibili.

La corsa al futuro contro la Cina e il nodo della sicurezza

All’incontro hanno partecipato figure come Elon Musk, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos e Jensen Huang, a conferma della volontà degli Stati Uniti di non rallentare lo sviluppo dell’IA in un contesto di crescente competizione con la Cina. Nonostante alcuni dirigenti del settore abbiano avvertito sui rischi associati alla tecnologia e siano stati segnalati episodi di sistemi che sfuggono al controllo, l’amministrazione non intende imporre restrizioni stringenti. Trump ha minimizzato la necessità di misure di sicurezza estese, affermando che la responsabilità sarà garantita da persone che amano il Paese e che, a suo giudizio, sono tra le più intelligenti al mondo.

Il presidente ha parlato di una forte componente di autoregolamentazione tra le aziende tecnologiche e ha definito l’accordo sulla “superintelligenza” come moralmente vincolante. Ha inoltre sostenuto che eventuali attori malintenzionati verranno individuati dalle agenzie governative competenti, come Dipartimento di Giustizia, FBI e CIA.

Il piano della Casa Bianca

Per monitorare lo sviluppo della Si, la Casa Bianca annuncerà a breve la nomina di un funzionario incaricato di coordinare i rapporti con le grandi imprese tecnologiche, descritto come lo “Zar dell’IA”. Questo ruolo avrà il compito di verificare che le aziende non abusino delle proprie capacità.

L’amministrazione valuta anche la creazione di un comitato di circa dieci membri per sovrintendere all’intelligenza artificiale. Trump ha inoltre spiegato di preferire il termine “super” anziché “intelligenza artificiale” e ha detto di aver proposto il cambio di denominazione anche al leader cinese Xi Jinping, che secondo il presidente avrebbe mostrato apprezzamento; da parte cinese non è però arrivato un uso pubblico del nuovo termine.

La visione di Zuckerberg e Musk

Trump ha detto di non considerare infondate le preoccupazioni sul rischio tecnologico, sostenendo però che il concetto di “super-intelligenza” implica margini di sviluppo diversi rispetto a quanto si intende con l’espressione tradizionale. Tra i partecipanti, Mark Zuckerberg ha illustrato le motivazioni del decreto e gli impegni delle aziende: aumentare la trasparenza e garantire che i prodotti funzionino come previsto per il pubblico e per i clienti.

Zuckerberg ha descritto una serie di principi e misure rivolti a creare controlli interni robusti, sistemi per identificare problemi tecnologici, verifiche esterne e revisioni indipendenti da parte dei consigli di amministrazione, definendo l’accordo come un punto di partenza che il settore potrebbe adottare. Elon Musk, sollecitato dai giornalisti, ha affermato che l’uso dell’IA e della robotica può contribuire a un futuro migliore nonostante la possibile perdita di alcuni lavori, sottolineando che il mercato del lavoro è sempre cambiato e che i ruoli si evolveranno, con una domanda rilevante di personale nel prossimo periodo.

(Di Iacopo Luzi)