Prodi: l’Europa è ferma, Sassoli non sarebbe contento

29 settembre 2026 | 17.11

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Romano Prodi, intervenuto oggi a Bruxelles alla cerimonia per l’intitolazione di un edificio del Parlamento Europeo a David Sassoli (scomparso nel gennaio 2022), ha affermato che il presidente non sarebbe «contento» dello stato attuale dell’Unione Europea.

«Non sarebbe contento, come non lo sono io», ha risposto Prodi a chi lo interrogava a margine dell’evento, osservando che «il mondo cambia e l’Europa no». Secondo lui, la passione per l’Europa non può limitarsi alla mera mediazione, ma deve recuperare «l’aspetto innovativo, l’aspetto creativo».

Prodi ha aggiunto che questo approccio sorprenderebbe molti, ma che per realizzarlo servirebbe un’unità che oggi manca.

Riguardo all’avanzata dei nazionalismi in Europa, Prodi ha detto di temere non tanto la rottura dell’Unione quanto il suo «assopimento». «Quando ero presidente della Commissione Europea», ha ricordato, «c’era emozione o attesa dell’Europa in Cina, in Russia e negli Stati Uniti». Oggi, ha osservato, «siamo ai margini».

Pur avendo una capacità economica sostanzialmente paragonabile a quella americana, «è assurdo non capire che siamo noi a rinunciare al nostro destino», ha affermato Prodi.

Per l’ex presidente della Commissione, il problema centrale è la divisione fra gli Stati membri: quando il potere si sposta dalla Commissione al Consiglio e si ricorre all’unanimità, diventa difficile governare. «Come fate a governare, se non c’è la possibilità di governare?», ha concluso.