Ue, da difesa a economia e Ucraina: Von der Leyen verso il discorso su Stato dell’Unione

L’obiettivo del discorso sullo Stato dell’Unione europea (Soteu) è offrire una valutazione dello stato di salute dell’Unione, fare il punto sui risultati raggiunti e presentare le nuove iniziative per affrontare le sfide future. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, terrà questo intervento davanti alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo mercoledì 16 settembre; seguiranno gli interventi dei capi dei gruppi parlamentari sia della maggioranza che dell’opposizione.

Introdotto nel 2010 e modellato sul discorso sullo Stato dell’Unione degli Stati Uniti, il Soteu è diventato l’appuntamento istituzionale annuale principale dell’Unione. Alla relazione si accompagna la lettera d’intenti che la Commissione invia a Parlamento e Consiglio e che delinea priorità e obiettivi. Il significato politico dell’evento risiede nell’esercizio della responsabilità democratica: la Commissione viene posta al vaglio politico dell’Eurocamera, l’unica istituzione eletta direttamente dai cittadini dei 27 Stati membri.

A differenza del tradizionale monologo presidenziale, il Soteu si svolge come un dibattito in aula, con domande e repliche dei gruppi parlamentari. Quest’anno l’evento sarà anche un indicatore delle tensioni nella maggioranza centrista dell’Europarlamento, dovute, tra l’altro, alla pratica dei Popolari di cercare intese con forze più a destra su temi quali sostenibilità e migrazione. Il discorso quindi servirà a misurare la distanza politica tra von der Leyen (espressione del Ppe) e i gruppi che l’hanno sostenuta: Socialisti (S&D), Liberali (Renew) e Verdi (Greens/Efa), oltre a osservare il ruolo, a volte collaborativo, dei Conservatori (Ecr).

Difesa comune europea ed economia

Secondo anticipazioni, sul fronte della sicurezza esterna la Commissione illustrerà misure per formalizzare uno scudo aereo europeo e rafforzare la prontezza civile e militare contro minacce ibride, temi riportati al centro delle discussioni dopo presunte minacce di droni. Von der Leyen ribadirà il sostegno strategico a lungo termine all’Ucraina, presenterà criteri per la protezione delle infrastrutture sottomarine e digitali e proporrà di accelerare acquisti congiunti di sistemi d’arma e la mobilità rapida delle truppe tra Stati membri.

Sul versante produttivo e commerciale, la presidente dovrebbe sollecitare l’approvazione delle clausole di preferenza europea dell’Industrial Accelerator Act e il lancio di una rete di calcolo dedicata all’intelligenza artificiale per sostenere le imprese. Si prevedono anche misure per contrastare concorrenza sleale e sussidi esteri, in particolare dalla Cina, come parte di un piano di reindustrializzazione sostenuto dal Fondo per la competitività, che mira a concentrare risorse per innovazione, industria e autonomia energetica.

La proposta politica includerà un’attenzione marcata alla dimensione sociale: un piano per edilizia residenziale a prezzi accessibili, una futura legge per lavori di qualità a tutela del potere d’acquisto, misure contro l’aumento dei prezzi dell’energia e interventi contro siccità e dissesti idrogeologici dopo le emergenze estive. La lotta alla decarbonizzazione resterà una priorità dell’esecutivo. Infine, von der Leyen presenterà anche proposte della Commissione sull’uso dei social media da parte dei minori.

Quadro finanziario, crisi energentica e costo della vita

Al centro delle discussioni istituzionali c’è il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, per il quale la Commissione ha proposto un insieme di spese vicino ai due mila miliardi di euro. Tra le novità più rilevanti figura l’introduzione di nuove entrate proprie dell’Unione, argomento che von der Leyen dovrebbe toccare nel discorso. Su questo tema e altri le capitali cosiddette “frugali” e quelle favorevoli a politiche più espansive (come il gruppo degli “Amici della coesione”, che include l’Italia) non hanno ancora trovato un’intesa; la presidenza irlandese del Consiglio è chiamata a guidare i negoziati.

Altri nodi aperti riguardano la crisi energetica, la tenuta del modello sociale europeo e l’aumento del costo della vita. Si discuterà dell’equilibrio tra obiettivi di decarbonizzazione e la pressione sui settori industriali, già alle prese con costi energetici elevati. Tra gli argomenti sul tavolo anche la protezione dei settori produttivi tradizionali in un contesto commerciale internazionale complesso, l’attuazione delle nuove norme su asilo e immigrazione e le misure per garantire la sicurezza delle frontiere esterne dell’Unione. Nel suo intervento del 10 settembre 2025, von der Leyen aveva invocato una mobilitazione politica ed economica straordinaria, definendo il momento storico come una battaglia per libertà e futuro.

Sostegno all’Ucraina e industrie

Sul fronte della politica estera, la presidente aveva confermato l’impegno verso Kiev proponendo un prestito per le riparazioni garantito dai proventi degli attivi russi congelati in Europa; quella proposta non si è concretizzata al Consiglio europeo di dicembre, ma è stata affiancata dalla decisione di emettere debito comune per sostenere un prestito comunitario da 90 miliardi di euro all’Ucraina.

Von der Leyen ha anche spinto per una maggiore integrazione in materia di difesa europea, promuovendo cooperazione industriale militare e acquisti congiunti, iniziative che stanno prendendo forma attraverso programmi come l’Industria della difesa europea (Edip) e lo strumento di finanziamento Safe. Era prevista la creazione di un meccanismo di sorveglianza per il fianco orientale, dal Baltico al Mar Nero, e la definizione di un ciclo strutturato di coordinamento delle politiche militari entro il 2030, sebbene permangano problemi su coperture e integrazione operativa con la Nato.

Sul piano economico e industriale il discorso del 2025 aveva recepito raccomandazioni emerse da rapporti strategici internazionali, indicando nella competitività la leva per la sovranità europea in un contesto di tensioni commerciali. Tra le misure annunciate: il Patto per l’industria pulita, una legge per l’accelerazione industriale nei settori ad alta tecnologia, incentivi alla filiera delle batterie e criteri favorevoli alla produzione europea negli appalti pubblici. Molte di queste proposte sono allo stato di esame da parte di Parlamento e Consiglio.

A queste iniziative si è affiancata la spinta alla semplificazione burocratica per le piccole e medie imprese, con una serie di pacchetti “omnibus” presentati dalla Commissione, e l’intenzione di rimuovere ostacoli nel mercato unico dei capitali. Su alcuni dossier si registrano progressi, come atti su cartolarizzazione e investimenti, ma resta la sfida della frammentazione dei regimi fiscali nazionali.