Ucraina-Russia, Lavrov: “Stubb e Meloni chiedono un urgente cessate il fuoco, ma per guadagnare tempo”

Nuovi raid russi in Ucraina: le autorità ucraine riportano 12 morti nelle ultime 24 ore. Il Cremlino auspica la ripresa dei negoziati trilaterali tra Mosca, Washington e Kiev, mentre il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov rivolge dure accuse alla premier italiana.

Le parole di Lavrov

Nel corso della trasmissione russa “Il Grande Gioco” Lavrov ha affermato che alcuni Paesi, fra cui l’Italia, mostrano “segni di realismo” pur movendo l’intento, a suo dire, di guadagnare tempo. Ha inoltre criticato chi, secondo lui “in preda alla furia”, chiede il ripristino dei confini del 1991 con l’obiettivo, a suo avviso, di isolare le comunità di cultura russa che vivono in quelle aree da secoli. Altri leader, ha detto Lavrov, manifestano invece una maggiore pragmaticità e parlano della necessità di un cessate il fuoco immediato, pur sospettando che ciò serva a ritardare decisioni politiche.

Lavrov ha sostenuto che molti soggetti che chiedono una tregua non riconoscerebbero le attuali posizioni territoriali controllate dalla Russia. Ha citato proposte che prevedono il congelamento della situazione e la fornitura di garanzie di difesa simili all’articolo 5 del Trattato di Washington, con l’eventuale dispiegamento di forze internazionali nel territorio lasciato a Kiev. Ha aggiunto che Mosca ha avvertito che qualsiasi soggetto in uniforme o struttura militare sarebbe considerato un obiettivo legittimo e che non ammette soluzioni che, nell’effetto, riproducano l’adesione alla Nato senza una formalizzazione giuridica.

Secondo Lavrov, sia chi invoca il ritorno ai confini del 1991 sia chi propone una cessazione delle ostilità riconoscendo quanto avvenuto nel sud-est dell’Ucraina parlano, a suo dire, della conservazione dell’attuale regime di Kiev. Ha descritto quel governo con termini duri, accusandolo di nazismo, russofobia aggressiva e violazioni di diritti umani, linguistici e di libertà religiosa, affermando che tali caratteristiche, a suo avviso, sarebbero consolidate al termine della fase militare. Sulle elezioni ha osservato che oggi molti ritengono non necessario procedere subito e ha contrapposto quella che definisce la posizione “realista” degli Stati Uniti all’atteggiamento, secondo lui, dell’Europa, che vorrebbe mantenere un regime apertamente russofobo; infine ha detto di non vedere come il popolo russo possa accettare un tale esito.

Cremlino auspica ripresa negoziati trilaterali tra Mosca, Washington e Kiev in prossimo futuro

Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato in un briefing, secondo Tass, che esiste una volontà politica comune per riprendere i negoziati trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina e che ci si aspetta una ripresa di questi colloqui nel prossimo futuro. Peskov ha però escluso l’elaborazione a breve di una roadmap per la soluzione del conflitto, aggiungendo che la Russia mantiene i contatti con i colleghi americani.

Zelensky: “Pronti a compromessi ma ci servono difese aeree”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che l’Europa deve avere un ruolo nei negoziati perché in gioco c’è la sicurezza dell’Ucraina e dell’Occidente. Ha dichiarato che sul tavolo ci sono proposte interessanti per il termine del conflitto, ma che nel frattempo sono fondamentali i pacchetti di armamenti statunitensi per la difesa antimissile. Riguardo a Mykhailo Fedorov, indicato come consigliere per l’innovazione e le tecnologie militari dal ministro italiano Guido Crosetto, Zelensky ha detto di non averlo sentito di recente e di non avere dettagli sulla sua situazione, salvo che si troverebbe all’estero.

Sull’intermediazione americana, in relazione alle visite a Mosca e Kiev di Steve Witkoff e Jared Kushner, Zelensky ha ringraziato gli Stati Uniti per aver contribuito a sbloccare i contatti tra le parti. Ha poi riferito di una notte difficile con numerosi feriti e vittime, esprimendo cordoglio per le famiglie colpite. Ha parlato delle necessità ucraine, in particolare dei pacchetti invernali e della difesa contro missili balistici, affermando che l’aviazione ucraina ha abbattuto molti missili e che, su circa 180 obiettivi, il 90% è stato intercettato. Ha però aggiunto che la capacità attuale non è sufficiente e che servono altri sistemi d’arma; ha menzionato il programma Freyja e ha auspicato il sostegno degli Stati Uniti.

La cronaca

Le autorità locali riferiscono che nelle ultime 24 ore gli attacchi russi in Ucraina hanno causato almeno 12 morti e 71 feriti. A Kiev il sindaco Vitali Klitschko ha segnalato che un attacco aereo ha colpito un palazzo residenziale di 24 piani nel distretto di Darnytskyi, ferendo nove persone. Nell’oblast della capitale sono state registrate due vittime e sette feriti, tra cui due bambini, e complessivamente 31 siti danneggiati, fra cui abitazioni, condomini, stabilimenti produttivi, magazzini e veicoli, ha detto il capo dell’amministrazione regionale Tymur Tkachenko.

Secondo gli organi ucraini, gli attacchi contro Kiev sono ripresi quasi subito dopo una breve pausa legata alla visita degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. L’US Air Force ha riferito che le forze russe hanno impiegato 196 droni d’attacco di tipo Shahed, compresi modelli a reazione, in varie zone del Paese; inoltre sarebbero stati lanciati missili balistici Iskander-M dalla Crimea e missili da crociera S8000 Banderol dal Mar d’Azov. L’aviazione militare statunitense non ha fornito un numero preciso di missili.

Nel frattempo il governatore della regione di Krasnodar, Veniamin Kondratyev, ha riferito che un attacco di droni nella notte ha colpito Novorossiysk causando la morte di quattro persone, fra cui un bambino. Secondo il comunicato, le autorità regionali hanno respinto un massiccio attacco e tra i feriti ci sarebbero 29 residenti, tre in condizioni gravi. Sono stati danneggiati una chiesa ortodossa, un asilo nido, tre edifici privati e cinque palazzi residenziali.

Il ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato che durante la notte sono stati abbattuti 596 droni ucraini. La comunicazione è giunta dopo i colloqui tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo statunitense sulle modalità per affrontare il conflitto in Ucraina (link alla cronaca).

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