Alluvione in Nepal, 750 morti e oltre tremila dispersi nel fango: avanti i soccorsi

Il bilancio delle vittime dell’alluvione tra Nepal e Tibet, provocata dal crollo di un ghiacciaio himalayano nella zona di confine, è salito ad almeno 752 morti. Lo ha comunicato l’Autorità nazionale nepalese per la riduzione e la gestione del rischio di disastri, che aveva precedentemente indicato 734 decessi. L’agenzia ha aggiornato al rialzo anche il numero dei dispersi, portandolo a 2.502 rispetto alle 2.498 segnalate in precedenza.

In precedenza i media cinesi avevano confermato 16 morti in Tibet e 546 persone disperse. Complessivamente il totale aggiornato è quindi di 768 morti e 3.048 dispersi.

Le autorità cinesi hanno inoltre reso nota la nazionalità di 261 stranieri ancora segnalati come dispersi in Tibet: tra loro ci sono 104 cittadini nepalesi, 49 indiani, 33 lettoni, 18 statunitensi, 15 britannici, 6 canadesi e 6 australiani, oltre a 4 sudafricani, 3 russi, 3 malesi e 3 tedeschi.

Nella lista figurano anche 2 cittadini dei Paesi Bassi, 2 della Nuova Zelanda, 2 dell’Estonia, 2 della Francia e 2 dell’Irlanda. Vi è poi un disperso per ciascuno dalla Finlandia, dalla Lituania, dal Portogallo, dall’Ucraina, dalla Spagna, dall’Ungheria e dal Kazakistan. Le rispettive ambasciate sono state informate, ha riferito un funzionario cinese in conferenza stampa.

Nuova frana, soccorritori costretti a evacuare

Una nuova frana ha interessato la zona di confine tra Cina e Nepal, creando un ulteriore lago artificiale e costringendo il personale di soccorso nei pressi del porto di Gyirong a evacuare l’area, riferisce il ministero cinese per la gestione delle emergenze, citato dalla Cctv.

La frana è stata individuata da un drone e interesserebbe un pendio montuoso a circa 2,8 chilometri a valle di un lago artificiale già presente sul fiume Purepu Tsangpo. Secondo le autorità, il nuovo smottamento ha creato un’ulteriore ostruzione nel corso d’acqua e ha portato alla formazione di un altro lago artificiale.

Bimba di 6 anni tratta in salvo, sotto le macerie per 60 ore

A Timure, in Nepal, una bambina di sei anni è stata estratta viva dopo essere rimasta sepolta per circa 60 ore sotto le macerie di un edificio crollato. La Polizia del Nepal ha dichiarato di aver avvertito le sue richieste di aiuto e di averla soccorsa; è stato diffuso un video dell’operazione e immagini degli agenti che si prendevano cura della bambina e le fornivano cibo.

Soccorritori accedono a sito idroelettrico dove sono intrappolati operai

Il ministro dell’Energia nepalese ha annunciato che è stato praticato con successo un foro in un tunnel destinato al passaggio dei cavi, secondo quanto riportato dalla Bbc. Le prime ispezioni non hanno rilevato presenza di detriti all’interno, ma finora non è stato possibile stabilire contatti con eventuali persone intrappolate.

È in corso il pompaggio d’aria nel tunnel per verificare se qualcuno si trovi nei pressi. Se le condizioni meteo lo permetteranno, le squadre proseguiranno i lavori anche durante la notte per allargare l’apertura fino a consentire il passaggio di una persona, con l’obiettivo di raggiungere i tunnel principali dell’impianto attraverso questo cunicolo.

Le autorità avvertono però che le operazioni di soccorso potrebbero essere ostacolate o sospese temporaneamente a causa dell’aumento della portata d’acqua dovuto alle piogge continue.

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