Un neuroblastoma particolarmente complesso è stato rimosso con successo all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma grazie a un intervento che ha coinvolto chirurghi oncologici, neurochirurghi, neurofisiologi e anestesisti. L’asportazione del tumore è stata completa e la bambina è stata dimessa sei giorni dopo l’intervento – durato 4 ore – e ha già iniziato il percorso riabilitativo “La paziente, una bambina di poco più di un anno – ricostruisce la nota dell’ospedale del Vaticano – presentava una massa tumorale che si era estesa nel canale vertebrale, lo spazio all’interno delle vertebre che ospita il midollo spinale e le radici nervose, arrivando a comprimere uno dei nervi che controllano il movimento della gamba. Per asportare completamente il tumore – si legge – senza comprometterne la funzione, gli specialisti hanno pianificato l’intervento con simulazioni tridimensionali e scelto un accesso chirurgico dalla schiena invece del tradizionale accesso addominale. Durante l’operazione il sistema nervoso è stato monitorato in tempo reale grazie al monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio e a una strategia anestesiologica specificamente calibrata per mantenere attivi i segnali nervosi”.
Dopo la biopsia diagnostica e il trattamento chemioterapico previsto dai protocolli, la riduzione della massa tumorale ha consentito di programmare l’intervento. “Il caso è stato quindi discusso collegialmente da oncologi pediatrici, chirurghi oncologici e neurochirurghi per definire la strategia più sicura. Determinante è stata la pianificazione preoperatoria con ricostruzioni tridimensionali e simulazioni virtuali, che hanno permesso di individuare con precisione i rapporti tra tumore, colonna vertebrale, midollo spinale e nervi e di ‘provare’ virtualmente l’intervento prima di entrare in sala operatoria”, prosegue la nota.
“La posizione del tumore ci ha imposto di ripensare completamente l’approccio chirurgico. Le simulazioni tridimensionali ci hanno permesso di studiare in anticipo ogni fase dell’intervento e di scegliere un accesso dalla schiena, insolito per questo tipo di tumore ma il più adatto in questo caso. L’obiettivo era rimuovere completamente la malattia preservando al tempo stesso le strutture nervose più importanti”, spiega Giorgio Persano, dell’Unità operativa semplice di Chirurgia oncologica del Bambino Gesù guidata da Alessandro Crocoli e che fa parte dell’Uoc di Chirurgia Generale Pediatrica e d’Urgenza. L’accesso posteriore – si legge – ha consentito di rimuovere in un’unica procedura sia la parte esterna del tumore sia quella che si era estesa all’interno del canale vertebrale.
L’altro elemento chiave dell’intervento è stato il monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio, un sistema che permette di controllare in tempo reale l’integrità dei nervi durante l’operazione. Il principio ricorda quello dei sensori di prossimità utilizzati nelle automobili durante il parcheggio, ma è molto più sofisticato: consente al neurofisiologo di identificare la struttura nervosa interessata e di verificarne continuamente il corretto funzionamento. Le informazioni raccolte hanno permesso all’équipe di procedere con la massima precisione, proteggendo il nervo a contatto con il tumore.
Anche la strategia anestesiologica è stata studiata su misura per garantire la massima sicurezza e il controllo del dolore senza interferire con la qualità del segnale neurofisiologico. Alcuni farmaci normalmente utilizzati in anestesia possono infatti alterare o addirittura azzerare le risposte registrate durante il monitoraggio. Per questo è stata adottata una tecnica di anestesia totale endovenosa, calibrando con precisione dosaggi e infusioni dei farmaci in modo da mantenere la bambina in condizioni di completa stabilità clinica e al tempo stesso preservare l’affidabilità dei segnali del monitoraggio neurofisiologico per tutta la durata dell’intervento. È un equilibrio che richiede un dialogo costante e in tempo reale con il neurofisiologo in sala, perché ogni variazione della profondità anestesiologica può riflettersi sui tracciati e va quindi calibrata istante per istante.
“Quando un tumore cresce così vicino ai nervi che controllano il movimento di una gamba – afferma Andrea Carai, responsabile dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia del Bambino Gesù – ogni millimetro conta. Il monitoraggio neurofisiologico ci permette di verificare in tempo reale che queste strutture continuino a funzionare mentre il chirurgo lavora. Integrando neurochirurgia, neurofisiologia, anestesia e chirurgia oncologica possiamo affrontare interventi estremamente delicati con un livello di sicurezza più elevato”. L’intervento, “ha richiesto il lavoro simultaneo di professionisti appartenenti a diverse specialità. Un’integrazione di competenze che ha consentito di affrontare una procedura riservata a casi altamente selezionati e realizzabile solo in Centri con una consolidata esperienza multidisciplinare”, concludono i sanitari.
(Adnkronos – Salute)
Be the first to comment on "Chirurgia su misura, al Bambino Gesù di Roma rimosso complesso neuroblastoma a bimba di 1 anno"