Migranti, Svezia: “Intendiamo rispedire i dublinanti in Italia”

La Svezia ha annunciato che, quando le regole del regolamento di Dublino lo prevedono, intende rimandare in Italia i richiedenti asilo ritenuti di competenza italiana. La dichiarazione è stata resa all’Adnkronos da Victoria Holmqvist, portavoce del ministro svedese per la Migrazione Johan Forssell, che ha affermato: «La nostra intenzione è applicare le regole di Dublino quando applicabili».

Chi sono i ‘dublinanti’

Con il termine ‘dublinanti’ si indicano i migranti o richiedenti asilo che sono entrati per la prima volta in un Paese europeo (ad esempio l’Italia) e poi si sono spostati in altri Stati per chiedere protezione internazionale. Secondo il Regolamento di Dublino (Dublino II, 2003), la responsabilità di esaminare la domanda spetta allo Stato di primo ingresso. Nel dicembre 2022 l’Italia aveva deciso di non riprendere i rientri da altri Paesi europei, motivando la scelta con la saturazione delle strutture di accoglienza sul territorio nazionale.

Con l’entrata in vigore il 12 giugno 2026 della riforma del Sistema europeo comune di asilo e del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo sono intervenute modifiche che hanno indotto alcuni Paesi a ritenere superata la precedente posizione italiana: secondo questi Stati, l’Italia dovrebbe riprendere i migranti per i quali risulti competente. La questione si inserisce inoltre in un contesto di tensioni diplomatiche con la Spagna legate alle misure su Schengen.

Roma, però, sostiene che per gli arrivi registrati prima del 12 giugno 2026 — secondo l’intesa con alcuni Paesi — non sussisterebbe l’obbligo di riprendere i migranti, e quindi che non debba farsi carico dei rientri per i casi anteriori a quella data.

Schlein: “Sospendere Schengen con la Spagna è stato un boomerang”

Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha definito «un boomerang» la decisione del governo italiano di sospendere Schengen in occasione dei fatti di Ceuta. Secondo Schlein, quella scelta ha creato un precedente che ora favorisce la riattivazione dei rimpatri verso l’Italia da parte di altri Paesi europei — tra cui Germania, Austria, Svizzera, Finlandia e Svezia.

Schlein ha aggiunto che la misura italiana avrebbe avuto l’effetto opposto a quanto dichiarato dalla maggioranza, perché ha indebolito la posizione dell’Italia nella richiesta di maggiore solidarietà europea sull’accoglienza. Ha inoltre criticato l’uso politico della questione e ha definito inaccettabili alcune proposte alternative citate nel dibattito pubblico.

Fidanza (FdI): “Penosa campagna della sinistra sui dublinanti”

Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, ha respinto le critiche della sinistra definendole «penose». Secondo Fidanza non ci sarebbe un collegamento diretto tra la sospensione di Schengen relativa a Ceuta e la decisione di alcuni Stati di riattivare i ricollocamenti disciplinati dal vecchio regolamento di Dublino, che — ha detto — non si applica più nella stessa misura dopo il 12 giugno 2026.

Fidanza ha precisato che le norme di Dublino prevedono limitazioni temporali (come la perdita di competenza dopo un anno dall’ingresso irregolare) e che quindi il numero di casi interessati sarebbe limitato, riguardando in particolare ingressi avvenuti tra agosto 2025 e l’11 giugno 2026 e da valutare singolarmente. Per gli ingressi successivi al 12 giugno, ha aggiunto, l’implementazione di procedure di frontiera accelerate, misure per rimpatri più rapidi e regole sui Paesi terzi considerati sicuri ridurranno il numero di possibili ricollocamenti; in conclusione, secondo il deputato, il governo sta lavorando per difendere i confini, diminuire gli sbarchi e aumentare i rimpatri.

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