Nel corso della successiva perquisizione presso il suo domicilio in provincia di Venezia, i poliziotti hanno sequestrato altri 12 grammi di cocaina, 13 di hashish, un bilancino elettronico di precisione e 4.250 euro in contanti. Al termine dell’identificazione il tunisino è stato arrestato e tradotto presso la casa circondariale di Padova a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il Questore di Padova Marco Odorisio ha attivato l’ufficio immigrazione per l’avvio della procedura di revoca del permesso di soggiorno e l’allontanamento del tunisino dal territorio nazionale.
Nell’ambito della quotidiana attività antidroga svolta dalla Polizia di Stato, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Padova hanno tratto in arresto in flagranza di reato un cittadino tunisino di 42 anni, residente nel veneziano, ritenuto responsabile del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’operazione è stata condotta nel pomeriggio di martedì 9 ottobre dai poliziotti della 5ª Sezione della Squadra Mobile, impegnati in un mirato servizio di osservazione e pedinamento nei confronti di un cittadino tunisino di 42 anni già noto per i suoi precedenti in materia di stupefacenti.
Il tunisino, regolare sul territorio nazionale in quanto coniugato con cittadina Italiana con cui convive da oltre 10 anni, nel 2021 era già stato condannato a 2 anni e 5 mesi di reclusione e 6000 Euro di multa per spaccio di stupefacenti ed aveva terminato da meno di un anno il periodo di affidamento in prova ed in precedenza, nel 2011, aveva scontato altri 2 ani e 8 mesi di reclusione per aver spacciato cocaina.
Martedì pomeriggio l’attenzione degli investigatori si è concentrata su un’autovettura Alfa Romeo 147 sulla quale viaggiava il soggetto che percorreva strade secondarie della provincia padovana, poco trafficate, presumibilmente nel tentativo di eludere eventuali controlli e posti di blocco delle forze dell’ordine.
Il controllo è stato effettuato di iniziativa nel comune di Arzergrande (PD), dove gli operatori hanno fermato il veicolo e proceduto agli accertamenti di polizia previsti dalla normativa antidroga.
Nel corso della perquisizione personale e veicolare, gli agenti hanno rinvenuto due involucri contenenti cocaina, occultati sotto il sedile del conducente, per un peso complessivo lordo di 40 grammi.
Alla luce del rinvenimento della droga a bordo dell’auto, gli investigatori hanno esteso gli accertamenti all’abitazione dell’uomo, situata nel comune di Vigonovo (VE) dove sono stati rinvenuti e sequestrati ulteriori 12 grammi di cocaina, suddivisi in ventuno involucri pronti per essere spacciati, nonché 13 grammi di hashish, nascosti in camera da letto.
All’interno dell’abitazione è stato inoltre rinvenuto un bilancino elettronico di precisione, strumento comunemente utilizzato per il confezionamento delle dosi destinate alla cessione.
Nel corso delle attività, all’interno dell’appartamento sono stati altresì sequestrati 4.250 euro in contanti, nascosti in un armadio della camera da letto, somma ritenuta dagli investigatori verosimilmente riconducibile all’attività di spaccio e per la quale è stato disposto il sequestro preventivo.
La quantità della sostanza sequestrata, la tipologia dello stupefacente, la sua suddivisione in dosi già confezionate e la disponibilità del bilancino di precisione hanno costituito gli elementi sulla base dei quali gli operatori hanno proceduto all’arresto dell’uomo per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, previsto dall’articolo 73 del D.P.R. 309/1990.
Informato dell’attività svolta, il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Padova ha disposto la custodia dell’arrestato presso la locale Casa Circondariale, in attesa dell’udienza di convalida.
Il Questore di Padova Marco Odorisio ha immediatamente attivato l’Ufficio Immigrazione della Questura per l’avvio della procedura di revoca del permesso di soggiorno del tunisino ed il suo definitivo allontanamento dal territorio nazionale.
Si rappresenta che il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata soltanto con sentenza irrevocabile di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.