Trump cambia le ‘regole’ per i vaccini dei bambini: “Ora tassi elevati di autismo”

Il presidente Donald Trump ha annunciato una riduzione del numero di vaccini raccomandati per l’infanzia e ha collegato la questione ai livelli di autismo osservati oggi. Ha presentato un nuovo ordine esecutivo chiamato “Gold Standard Childhood Vaccine Recommendations”, che ridefinisce le raccomandazioni vaccinali pediatriche classificando i vaccini in tre categorie e chiedendo alle agenzie federali di promuoverne l’uso secondo le nuove indicazioni.

Nell’annuncio Trump ha affermato che decenni fa i bambini ricevevano molti meno vaccini e che allora i tassi di autismo erano molto più bassi, suggerendo un nesso senza dichiarare esplicitamente un rapporto di causa-effetto. Ha detto di voler disporre le vaccinazioni su più visite nel corso di un anno e mezzo, in modo che in ciascuna somministrazione i bambini ricevano circa il 20% del contenuto di una dose unica; ha inoltre osservato, senza fornire prove, che la somma delle dosi potrebbe essere più pericolosa rispetto a ciascuna presa singolarmente. Trump ha inoltre affermato che, pur non conoscendo ancora la causa esatta dell’autismo, è importante avere raccomandazioni vaccinali di alta qualità.

Il provvedimento prevede anche la separazione dei componenti del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (attualmente somministrato in un unico vaccino combinato), una misura sostenuta dal presidente. Diversi esperti hanno però ricordato che il vaccino combinato è considerato sicuro ed efficace e che la sua frammentazione potrebbe prolungare il periodo in cui i bambini risultano vulnerabili ad infezioni potenzialmente gravi.

Le nuove indicazioni mantengono la raccomandazione universale per 11 malattie, tra cui morbillo, parotite, rosolia, poliomielite e pertosse. Per altre malattie, come epatite A e B e meningococco, la proposta prevede la vaccinazione solo per gruppi a rischio o a seguito di una decisione condivisa tra genitori e medici; nella stessa categoria rientrano influenza e Covid-19. Negli Stati Uniti sono gli Stati a stabilire i requisiti vaccinali per la frequenza scolastica, e diversi Stati hanno già dichiarato che non seguiranno le nuove raccomandazioni federali, preferendo quelle di organizzazioni come l’American Academy of Pediatrics. L’ordine esecutivo incarica inoltre il procuratore generale di intraprendere azioni legali contro gli Stati che riterrà violino i diritti dei bambini in relazione alle esenzioni vaccinali religiose o mediche.