La Polizia di Stato ha effettuato controlli congiunti presso un ristorante di sushi in via Chiesanuova. Riscontrate gravi carenze igienico- sanitarie, presenza di blatte ed escrementi di topi in cucina e sul bancone di vendita bevande.

Presenti inoltre prodotti alimentari scaduti e conservati in precarie condizioni igieniche. Accertate anche numerose irregolarità lavorative e amministrative. Individuati 2 lavoratori stranieri privi di contratto di assunzione. Disposta la sospensione dell’attività.

Nell’ambito dei servizi di prevenzione e vigilanza sulle attività aperte al pubblico, con particolare riguardo al controllo dei locali e ristoranti presenti sul territorio della provincia, continua da parte della Questura l’attenzione sulla verifica del rispetto della normativa in generale che regola la somministrazione di alimenti e bevande in un settore delicato come quello della consumazione di alimenti crudi e cucinati.

Nella mattinata di mercoledì 30 settembre, il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio ha disposto un servizio mirato di controllo del territorio, servizio effettuato dalla Squadra Amministrativa della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza con la collaborazione della Polizia locale di Padova – Ufficio attività economiche, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, (area ordinaria e tecnica), del S.I.A.N. e dello S.V.I.A.O.A., nelle rispettive competenze, ha effettuato il controllo presso un ristorante di sushi in via Chiesanuova a Padova. 

Nel corso dell’attività ispettiva, la Squadra Amministrativa, unitamente alla Squadra Attività Produttive, ha identificato, oltre al titolare, 8 lavoratori stranieri, tutti regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale, due dei quali gravati da precedenti di polizia. Inoltre due lavoratori stranieri, un tunisino addetto al servizio tavoli e un bengalese addetto alla cucina sono risultati privi del contratto di assunzione.

Dalla verifica della documentazione amministrativa e delle relative prescrizioni sono emerse diverse irregolarità, per le quali saranno elevate sanzioni amministrative, tra cui la mancata esposizione al pubblico del cartello relativo al divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minori, con una sanzione prevista di 200 euro; la presenza di insegne pubblicitarie non autorizzate o di dimensioni superiori a quelle consentite, con una sanzione di 301 euro; le violazioni concernenti la sorvegliabilità dei locali, in violazione della Legge Regionale Veneto n. 29/2007, con una sanzione di 308 euro; l’assenza della prescritta informativa relativa alla presenza di un’area videosorvegliata, nonostante l’installazione di telecamere funzionanti, per la quale è stata prevista la segnalazione al Garante per la Protezione dei Dati Personali.

Particolarmente gravi sono risultate le criticità rilevate sotto il profilo igienico-sanitario che afferiscono gli alimenti serviti al pubblico.

Al riguardo il personale della Polizia di Stato già al momento dell’accesso nel locale, mentre ancora non era aperto al pubblico, riscontrava la presenza di scarafaggi e blatte presenti in vari ambienti fra cui anche sul bancone dove venivano serviti aperitivi e stuzzichini.

Per tal motivo il S.I.A.N. e il Servizio Veterinario di Igiene degli Alimenti di Origine Animale hanno infatti disposto la sospensione dell’attività di somministrazione, a causa delle gravi carenze igienico-sanitarie riscontrate. La ripresa dell’attività sarà subordinata al completo ripristino delle condizioni di idoneità dei locali e all’adempimento delle prescrizioni impartite dagli organi competenti.

Sono state accertate gravi condizioni di degrado e carenza igienica nei locali della cucina, dove anche qui è stata rilevata la presenza di blatte e di escrementi riconducibili alla presenza di roditori. 

Nel corso dell’ispezione sono state accertate, in particolare, la mancata osservanza delle procedure previste dal manuale di autocontrollo HACCP, per la quale è prevista una sanzione di 2.000 euro, nonché irregolarità nel trattamento e nella conservazione degli alimenti, con particolare riferimento al pesce crudo, per le quali è prevista una sanzione di 1.000 euro.

Inoltre, all’interno di un garage attiguo al ristorante, sono stati rinvenuti due freezer contenenti complessivamente circa 400 chilogrammi di prodotti alimentari, ittici e a base di carne, congelati e conservati in precarie condizioni igieniche. A tal proposito è risultato  evidente che gli alimenti passassero più volte da uno stato di congelamento a quello di scongelamento, fattore questo pericoloso per la salute umana dovuto alla prolificazione di agenti patogeni responsabili spesso, nei casi più lievi, di disturbi intestinali. Infatti questi operatori hanno riscontrato la formazione diffusa di grandi cristalli di ghiaccio o brina spessa all’interno delle confezioni di cibo sia di carne che di pesce, la presenza di liquidi congelati sul fondo delle vaschette degli alimenti e il prodotto incrostato o bloccato in un unico blocco compatto. Evidenti anche le alterazioni del colore dell’alimento come macchie scure o zone disidratate (cosiddette “bruciature da freezer”).

Inoltre parte degli alimenti è risultata  scaduta da diversi mesi e in alcuni casi erano assenti le etichette che permettessero di risalire alla descrizione del prodotto e della scadenza.

La salvaguardia della salute in questi casi ha imposto la necessità di disporre la distruzione e lo smaltimento dei prodotti alimentari, con oneri a carico del trasgressore, attraverso una ditta specializzata.

Anche l’attività dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro ha evidenziato rilevanti violazioni in materia di impiego e sicurezza dei lavoratori. La presenza dei due lavoratori irregolari, su un totale di 8 lavoratori presenti ha costituito il superamento del limite della percentuale superiore alla soglia prevista dalla normativa per la tollerabilità sulla prosecuzione dell’attività imprenditoriale, per cui ne è derivata la sospensione dell’attività.

La revoca della sospensione e la conseguente ripresa dell’attività saranno subordinate alla regolarizzazione dei lavoratori mediante regolare assunzione e al pagamento della somma aggiuntiva prevista, pari a 2.500 euro, oltre all’applicazione della maxi-sanzione per lavoro sommerso, quantificata in 1.950 euro per ciascun lavoratore irregolare.

È stata inoltre contestata la mancata autorizzazione all’installazione dell’impianto di videosorveglianza, per la quale è prevista una sanzione di 387,25 euro.

Per quanto riguarda l’area tecnica, sono state impartite specifiche prescrizioni in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008, con contestuale richiesta di aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Per le violazioni accertate è prevista una sanzione di 1.423 euro.

L’attività di controllo, che la Polizia di Stato svolge periodicamente con i diversi organi e servizi competenti, ha pertanto consentito di accertare in questo caso plurime violazioni di natura amministrativa, igienico-sanitaria, lavoristica e in materia di sicurezza, determinando l’adozione dei provvedimenti di sospensione previsti dalle rispettive normative.

L’attività di controllo si inserisce nel più ampio dispositivo predisposto dalla Questura di Padova per la verifica del rispetto della normativa degli esercizi commerciali, con particolare attenzione alla regolarità amministrativa e igienico-sanitaria dei locali. 

(Questura di Padova)