Epidemia di Ebola, il Congo aggiorna i dati: quasi 1.300 morti e 3.000 casi

Il bilancio delle vittime dell’epidemia di Ebola che sta colpendo il nordest e l’est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) è aumentato sensibilmente nelle ultime 24 ore, arrivando a quasi 1.300 decessi e a circa 3.000 casi confermati, dopo un aggiornamento delle autorità che ha armonizzato i dati nazionali e provinciali.

Secondo l’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica della Rdc, il nuovo aggiornamento indica 1.269 morti e 2.905 casi al 22 luglio, con un aumento di 200 decessi e di circa 350 casi rispetto ai 1.033 morti e 2.536 casi segnalati il giorno precedente.

I funzionari dell’Istituto precisano che la stima pubblicata oggi sul loro sito riflette «l’integrazione di dati armonizzati» provenienti dalle province di Ituri e del Nord Kivu, aree inizialmente al centro dell’epidemia.

L’Oms ha dichiarato l’epidemia

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato l’epidemia, attribuita al ceppo Bundibugyo per il quale non sono disponibili vaccini o terapie approvate, un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (Pheic). Diversi organismi internazionali hanno avvertito che la diffusione del virus potrebbe mettere a dura prova le capacità di risposta.

La Repubblica Democratica del Congo (Rdc), che nel dicembre 2025 ha dichiarato conclusa l’ultima epidemia di Ebola nel paese, nel Kasai, è considerata lo Stato con la maggiore esperienza al mondo nella gestione del virus. Dal 1976, quando il virus fu identificato in una doppia epidemia con uno degli epicentri nella città di Yambuku, sulle rive del fiume Ebola da cui la malattia prende il nome, il paese ha affrontato più di una dozzina di focolai.