Oltre 50 interventi e piu’ di 400 partecipazioni.
Baggio (Confcom Ascom Servizi Padova): “La rigenerazione nasce da competenze e alleanze”.
Bianconi (coordinatrice di Hypervillage): “I borghi non sono fondali, ma ecosistemi da abitare e progettare”
Cinquantadue interventi e moduli, circa 640 ore di formazione, laboratori e accompagnamento, oltre 400 partecipazioni e una rete che ha attraversato città, borghi, aree interne, territori montani e lagunari del Veneto. Sono i numeri di Hypervillage, il progetto di capacity building per gli operatori culturali e creativi concluso nei giorni scorsi a Monselice con gli “Stati Generali dei Borghi”.
Avviato nel 2024, classificatosi secondo a livello nazionale e sostenuto nell’ambito del PNRR – TOCC con un investimento di oltre 279 mila euro, Hypervillage ha avuto come capofila Confcom Ascom Servizi Padova e come partner Unioncamere del Veneto, Università Iuav di Venezia, Galileo Visionary District e Conform S.c.a.r.l. L’obiettivo era concreto: rafforzare le competenze di chi lavora nei territori fragili e trasformare cultura, innovazione digitale e partecipazione in strumenti di sviluppo locale.
Il progetto non si è fermato alle lezioni. Ha portato gli operatori dentro i luoghi e i problemi reali: dalla progettazione partecipata al fundraising e al crowdfunding culturale; dalla gestione degli spazi indipendenti all’audience engagement; dalla fotografia e dalle arti visive applicate al racconto del paesaggio alla formazione di artisti e creativi come attivatori di comunità. I percorsi hanno affrontato inoltre cultural management e project management dei borghi, destination management, gamification, turismo creativo, educational game, realtà aumentata, intelligenza artificiale e produzione di contenuti digitali.
“Hypervillage dimostra che la rigenerazione non nasce da un singolo evento o da una tecnologia calata dall’alto, ma da competenze, alleanze e capacità di trasformare le idee in servizi e opportunità per i territori – ha dichiarato Enrico Baggio, presidente di Confcom Ascom Servizi Padova –. Abbiamo guidato un progetto complesso perché commercio, turismo, cultura e professioni non sono mondi separati: insieme formano l’ecosistema che può tenere vivi i centri storici e le aree meno centrali”.
Le competenze dei partner hanno dato forma a un programma multidisciplinare: Unioncamere del Veneto ha sviluppato l’alta formazione su innovazione, fundraising e gestione dei progetti; Iuav ha lavorato su cultural management, pratiche di comunità e narrazioni territoriali; Galileo Visionary District ha coinvolto studenti e giovani creativi nella realizzazione di giochi, mockup e applicazioni interattive; Conform ha curato percorsi digitali e la produzione del portale e del documentario dedicato alle Città Murate. Ne sono nati project work, mappe degli stakeholder, action plan, format di turismo creativo, prototipi, contenuti fotografici e audiovisivi, archivi e strumenti di monitoraggio.
“Abbiamo lavorato sull’idea che i borghi non siano fondali da promuovere, ma ecosistemi da abitare e progettare – sottolinea Federica Bianconi, coordinatrice di Hypervillage–. La tecnologia non è stata il fine del progetto: è servita per costruire narrazioni, rendere accessibili patrimoni fragili, coinvolgere le comunità e dare continuità alle iniziative. Il risultato più importante è una rete di persone e competenze che può continuare a produrre progetti anche dopo la conclusione del finanziamento”.
La restituzione finale si è svolta nella Sala della Loggetta di Monselice, alla presenza del sindaco Franco Ennio, dell’assessore al turismo e alla cultura Gianni Mamprin e del presidente dell’Associazione Città Murate del Veneto Claudio Arzenton. Nel corso dell’incontro sono stati presentati i risultati, il portale e gli strumenti digitali sviluppati, oltre al documentario “Le Sentinelle di Pietra: le mura che hanno protetto la nostra civiltà”. L’evento, realizzato con il coinvolgimento dell’Associazione Città Murate del Veneto e della Pro Loco Monselice APS, ha chiuso il progetto ma non il percorso: la sfida ora è trasformare quanto sperimentato in nuove collaborazioni tra imprese, cultura, università, istituzioni e comunità locali.
MONSELICE, 1° LUGLIO 2026
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