Iran-Usa, ripartono in Qatar i colloqui indiretti tra Washington e Teheran

Riprendono oggi a Doha i colloqui indiretti tecnici tra Iran e Stati Uniti, con mediazione del Qatar e del Pakistan, ha riferito alla Cnn una fonte diplomatica. Sempre secondo la fonte, l’inviato speciale Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, pur non partecipando direttamente ai negoziati, hanno incontrato ieri a Doha il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, per preparare i colloqui di oggi.

Al centro delle discussioni c’è l’attuazione dell’intesa tra Teheran e Washington e la questione dei beni iraniani congelati all’estero. È escluso un incontro diretto tra le delegazioni iraniana e statunitense. Al Jazeera riferisce che il ministero degli Esteri iraniano ha confermato che l’agenda della delegazione guidata dal viceministro Kazem Gharibabadi è limitata a colloqui bilaterali con il Qatar sullo sblocco dei fondi, negando qualsiasi trattativa diretta con la delegazione americana presente a Doha.

Teheran chiede lo sblocco immediato di 12 miliardi di dollari, da erogare in due tranche entro 60 giorni, a partire dai 6 miliardi depositati nelle banche del Qatar.

Secondo Al Jazeera, emergono forti divergenze sull’utilizzo dei fondi: l’Iran ha rifiutato le condizioni statunitensi che prevedevano una linea di credito esclusiva per l’acquisto di prodotti agricoli americani (grano, soia, mais), ribadendo il diritto della Banca Centrale iraniana di decidere autonomamente il fabbisogno di beni e medicinali senza imposizioni esterne.

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha scritto su X che i termini del memorandum d’intesa di Islamabad sono chiari e pubblici e ha affermato che il presidente degli Usa si è impegnato a contenere le pressioni da Tel Aviv; ha avvertito che, se tali pressioni proseguiranno, l’Iran reagirà. Il messaggio commentava una dichiarazione del ministro della Difesa israeliano Israel Katz, che aveva definito “condannato a morte” l’attuale Guida Suprema, Mojtaba Khamenei.

Trump e il rischio di una nuova guerra su vasta scala

Resta incerta la strategia della Casa Bianca. Il Wall Street Journal afferma che il presidente Donald Trump avrebbe valutato diverse opzioni per un ritorno a un conflitto su larga scala contro l’Iran, senza aver ancora preso una decisione definitiva. Secondo il quotidiano, i vertici della Difesa lo hanno aggiornato su piani militari possibili, ma Trump sarebbe preoccupato che un’escalation potesse compromettere gli sforzi diplomatici e l’obiettivo di smantellare il programma nucleare iraniano.

Il Wall Street Journal riferisce inoltre che il presidente sarebbe favorevole a prolungare oltre il 18 agosto i negoziati indiretti in Qatar e sarebbe disposto ad autorizzare nuovi attacchi mirati contro obiettivi iraniani qualora Teheran violasse i termini dell’intesa temporanea in vigore.

La questione dello Stretto di Hormuz

Sul piano della sicurezza regionale resta alta l’attenzione per lo Stretto di Hormuz. Fonti diplomatiche riferiscono che l’Oman ha presentato agli Stati Uniti e ad altri partner una proposta sul futuro della navigazione nello stretto, mentre il Joint Maritime Information Center ha innalzato il livello di allerta a “sostanziale” a causa del rischio legato alla presenza di mine e alle operazioni di bonifica.

Intanto una nave portacontainer straniera si è incagliata nello Stretto di Hormuz dopo essere entrata in acque poco profonde al di fuori della rotta indicata dalle autorità iraniane, secondo la televisione di Stato iraniana. I Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran) hanno ribadito che il transito dovrebbe avvenire solo attraverso il corridoio a sud dell’isola iraniana di Larak, indicato da Teheran come l’unica rotta di ingresso e uscita approvata per le navi nello stretto.

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