Trump readies plan for new war with Iran

Prima di partire per la Cina, il presidente Donald Trump ha rinnovato l’avvertimento a Teheran: <>. Parlando mentre saliva sull’Air Force One, ha messo in chiaro che gli Stati Uniti stanno considerando un nuovo ricorso alla forza se l’Iran rifiutera il piano americano per porre fine alle ostilita. Dopo la chiusura ufficiale dell’operazione denominata Epic Fury, alla Casa Bianca si valuta l’ipotesi di avviare una nuova campagna militare con un nome diverso, che permetterebbe all’amministrazione di agire per un periodo determinato senza ricorrere subito al Congresso.

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Trump ha ribadito che <>, in un contesto segnato anche dalla nuova impennata del prezzo del petrolio, spesso oltre i 100 dollari al barile. Ha inoltre sostenuto di non aver bisogno di aiuti esterni per affrontare l’Iran, affermando che gli Stati Uniti <>, e rivendicando risultati militari che, secondo lui, avrebbero inflitto gravi danni alle forze navali e aeree iraniane.

Le certezze di Trump e il contropiede di Teheran

Trump ha ripetuto che l’obiettivo e fermare <> l’arricchimento dell’uranio in Iran e ha fatto riferimento alle scorte di materiale rimaste dopo gli attacchi statunitensi, parlando di quella che ha definito <>. Attualmente, Teheran e stimata avere circa 440 chilogrammi di uranio arricchito al 60%; per arrivare al 90% – livello necessario per applicazioni belliche e per la produzione di armi nucleari – servirebbero ancora alcuni passaggi tecnici.

Di fronte alle esternazioni della Casa Bianca, in Iran viene valutata la possibilita di intensificare l’arricchimento dell’uranio se gli attacchi dovessero riprendere. A delineare questa ipotesi e stato Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la politica estera e la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano: la proposta sara esaminata dal Parlamento di Teheran nella seduta di venerdi. Il messaggio degli ambienti governativi iraniani sembra indicare una linea di fermezza senza aperture immediate.

Una nuova guerra, di nome e di fatto

Non e esclusa la possibilita di una “seconda fase” del conflitto. Al Pentagono si sta infatti considerando di rinominare un’eventuale nuova offensiva contro l’Iran in “Operation Sledgehammer” (Operazione Martello), se il cessate il fuoco dovesse venire meno e il presidente decidesse di riprendere operazioni su larga scala. Secondo funzionari citati da Nbc News, un cambio di denominazione consentirebbe all’amministrazione di presentare l’azione come una nuova operazione militare e di far decorrere nuovamente il periodo di 60 giorni previsto dal War Powers Resolution del 1973 prima che sia necessaria un’autorizzazione formale del Congresso.

L’amministrazione aveva dichiarato conclusa l’Operation Epic Fury dopo il cessate il fuoco di aprile per favorire i negoziati diplomatici, benche il Pentagono continui formalmente a usare quel nome. Le tensioni restano alte: Teheran ha limitato il traffico navale nello Stretto di Hormuz, mentre Washington mantiene misure economiche e sta valutando opzioni per riaprire il passaggio strategico.