US-Iran talks reach key day, Trump expects Pakistan deal

Stati Uniti e Iran arrivano a un momento cruciale: a Islamabad, in Pakistan, si svolge il secondo turno di colloqui volti a porre fine al conflitto. Le tensioni restano alte, con lo Stretto di Hormuz al centro della crisi e un blocco navale imposto dagli Usa che interessa una via di transito del 20% del commercio petrolifero mondiale.

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Oggi la svolta a Islamabad

Il negoziato prosegue sotto la mediazione di Pakistan ed Egitto. Gli Stati Uniti hanno inviato una delegazione guidata dal vicepresidente JD Vance, con l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner; dall’Iran e attesa una delegazione che, secondo fonti, comprendera il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. I team dovrebbero iniziare i colloqui quasi in contemporanea. Le crescenti tensioni, anche alla luce del sequestro di un mercantile iraniano da parte degli Usa, stanno influenzando i prezzi del petrolio e dell’energia, con ripercussioni su molti Paesi, Italia inclusa.

Trump non ha dubbi: “Accordo fatto, si firma”

Pakistan ed Egitto mantengono aperto il canale diplomatico nei momenti piu critici. Il ministro dell’Interno pakistano ha comunicato all’ambasciatore iraniano il completamento dei preparativi per il nuovo round di colloqui, mentre il capo di Stato maggiore pakistano ha avvertito che il blocco navale imposto dagli Stati Uniti complica la via diplomatica.

Il presidente degli Stati Uniti si e detto convinto che un accordo sara raggiunto e ha escluso un’estensione della tregua in scadenza il 21 aprile, avvertendo che in caso di mancata firma gli Stati Uniti potrebbero intraprendere azioni militari contro infrastrutture iraniane. In interviste ha anche espresso l’aspettativa che l’intesa venga firmata durante la permanenza dei negoziatori a Islamabad.

Il nodo uranio

Trump ha inoltre sostenuto che l’accordo in discussione sarebbe migliore di quello del 2015, senza pero fornire dettagli concreti. In precedenza aveva affermato che l’Iran avrebbe consegnato grandi quantita di uranio arricchito, dichiarazione poi smentita da Teheran; i contenuti precisi del possibile accordo non sono ancora chiari. Washington sottolinea che il blocco navale restera in vigore fino a quando non sara raggiunta un’intesa, sostenendo che le misure stanno causando rilevanti perdite economiche all’Iran.

Teheran tra realismo e scetticismo

L’Iran mantiene un atteggiamento prudente e scettico nelle dichiarazioni ufficiali. Il portavoce del ministero degli Esteri parla di realismo anziche ottimismo, mentre esponenti come Ghalibaf denunciano che il blocco e la pressione militare mirino a costringere Teheran ad accettare condizioni inique o a giustificare nuove azioni belliche.

Media vicini al governo iraniano segnalano che alcune richieste americane sono considerate eccessive e prive di una chiara prospettiva, e affermano che i negoziati non avranno esito se gli Stati Uniti si presenteranno con calcoli che l’Iran giudica fallimentari sul piano militare.

Le agenzie legate al regime avvertono che le informazioni diffuse sui colloqui possono essere fuorvianti e ribadiscono la disponibilita di Teheran a rispondere anche sul piano militare, qualora lo ritenesse necessario. Oggi potrebbe dunque essere una giornata decisiva per la prosecuzione o l’escalation della crisi.

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