Robots Don’t Bleed: Ukraine’s Battlefield Breakthrough

Robot e droni ucraini sono pilotati a distanza da operatori che restano al sicuro, lontani chilometri dalla linea del fronte. Questi sistemi vengono impiegati per frenare avanzate nemiche e riconquistare posizioni, riducendo il rischio di perdite umane. L’esercito di Kiev punta a sostituire entro l’anno circa un terzo della fanteria con piattaforme robotiche e veicoli telecomandati. Mykola “Makar” Zinkevych, comandante dell’unita NC13 della Terza Brigata d’Assalto Indipendente, specializzata in sistemi robotici terrestri, ha raccontato alla Cnn che in una recente operazione <>, e che robot e droni hanno permesso anche la cattura di prigionieri senza impiegare fanteria.

CTA

Da tempo il cielo sopra il fronte e affollato di droni aerei, minacciando in particolare la fanteria; per questo motivo l’Ucraina ha sviluppato e testato ampiamente droni terrestri – veicoli su ruote o cingoli comandati a distanza – e altri sistemi robotici. All’inizio venivano impiegati soprattutto per evacuazioni mediche e rifornimenti, ma ora partecipano sempre piu a missioni offensive. La Cnn osserva che i robot terrestri sono piu difficili da individuare e intercettare rispetto a mezzi piu grandi, operano in condizioni meteo avverse, possono trasportare carichi maggiori, risultano piu robusti e dispongono di autonomie di batteria superiori rispetto a molti droni volanti.

Alla fine dello scorso anno il Terzo Corpo d’Armata ha dichiarato che un singolo robot terrestre armato con una mitragliatrice ha bloccato un’avanzata russa per 45 giorni, richiedendo soltanto manutenzione minima e una ricarica ogni due giorni. Zinkevych ha sottolineato che l’Ucraina non puo competere numericamente con la Russia e che quindi <>.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha detto di recente che droni e robot hanno svolto oltre 22.000 missioni negli ultimi tre mesi: <>, ha affermato, celebrando i progressi dell’industria tecnologica militare del Paese. Robert Tollast, esperto di guerra terrestre presso il think tank britannico Royal United Services Institute, ritiene che questi sviluppi apriranno un acceso dibattito sul ruolo futuro dei robot in guerra. Secondo lui i droni terrestri potrebbero avere difficolta a mantenere il controllo del territorio da soli – paragonabili a carri armati senza il supporto della fanteria – ma gia oggi <>.

Tollast ha aggiunto che, in un conflitto in cui l’osservazione aerea con i droni rende quasi letale ogni movimento vicino alla linea del fronte, e probabile che questi sistemi trovino impiego anche in eserciti diversi dalla Nato, pur con modalita operative non identiche a quelle ucraine.

Il piano bellico di Kiev combina difesa e offensiva: utilizzare dati e tecnologie per individuare in tempo reale le minacce aeree, intercettare almeno il 95% di missili e droni e creare una <> profonda 15-20 chilometri lungo la linea del fronte, dove droni e robot operino in modo continuo. Il ministero della Difesa ha comunicato che circa mille equipaggi sono gia operativi nel quadro di questo programma unificato.

La prossima sfida

Gli analisti citati dalla Cnn valutano che i progressi tecnologici recenti abbiano conferito all’Ucraina un vantaggio significativo nell’uso dei droni sul campo. L’Institute for the Study of War ritiene che questa superiorita contribuisca probabilmente a rallentare l’avanzata russa e a sostenere i contrattacchi ucraini, osservando che, pur non avendo ottenuto un vantaggio decisivo, Kiev e riuscita a riprendere l’iniziativa grazie a campagne a medio raggio. La sfida ora e rimanere un passo avanti mentre la Russia sviluppa contromisure.

Sebbene l’impiego dei droni non garantisca da solo l’esito finale del conflitto, il primato ucraino in questo campo attira attenzione anche fuori dall’Europa. La prossima grande sfida per Kiev riguarda l’intelligenza artificiale: si stanno sviluppando e addestrando modelli di IA per i sistemi senza pilota usando dati reali raccolti sul campo.

Molti restano pero cauti. Zinkevych, pur ammettendo la possibilita di automatizzare alcuni compiti, ha espresso scetticismo sull’impiego esteso di sistemi autonomi in combattimento: la decisione finale, ha detto, deve restare umana. Si pone infatti il problema dell’affidabilita – come distinguere amici e nemici, come evitare malfunzionamenti e come prevenire errori in situazioni critiche – prima di affidare armi a sistemi totalmente autonomi.