La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso oggi, lunedì 30 giugno, una sentenza che impedisce al presidente Donald Trump di eliminare la cittadinanza automatica per i figli nati sul suolo americano da genitori privi di documenti o titolari di visti temporanei.
La decisione dei giudici
Secondo quanto riportato da Nbc News, i giudici hanno ritenuto che l’ordine esecutivo firmato da Trump nel primo giorno del suo secondo mandato violi il 14° emendamento della Costituzione, che da oltre un secolo garantisce la cittadinanza a chi nasce negli Stati Uniti.
Il decreto, già bloccato dai tribunali inferiori e mai entrato in vigore, mirava a modificare la prassi costituzionale limitando il diritto di cittadinanza ai neonati con almeno un genitore cittadino o residente permanente legale.
Nbc osserva che questa decisione rappresenta l’ennesima sconfitta giudiziaria per l’amministrazione, dopo la bocciatura di misure sui dazi e il tentativo fallito di rimuovere immediatamente Lisa Cook dalla Federal Reserve, indicando che la maggioranza conservatrice di 6 a 3 alla Corte non intende sostenere tutte le iniziative esecutive del presidente.
I giudici hanno riaffermato il precedente del 1898 (United States v. Wong Kim Ark) e lo scopo originario del 14° emendamento, adottato dopo la Guerra Civile per proteggere i diritti degli ex schiavi afroamericani. La sentenza accoglie così i ricorsi presentati da Stati a maggioranza progressista e da associazioni per i diritti civili, guidate dall’ACLU, che avevano contestato la legittimità del provvedimento per tutelare migliaia di famiglie e neonati a rischio di perdita di diritti fondamentali.
La replica di Trump
Sulla sua piattaforma Truth Social, il presidente Donald Trump ha criticato la decisione definendola negativa per il Paese, ma ha aggiunto che il Congresso potrebbe intervenire con una legge per modificare la norma. In un messaggio che ha anche citato in tono ironico il presidente cinese, Trump ha rivolto un appello al Congresso a guida repubblicana affinché sostenga uno dei suoi principali piani in materia di immigrazione.
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