US attacks Kharg Island; Trump says Navy will escort tankers

Donald Trump dispone l’invio dei Marines per proteggere il transito nello Stretto di Hormuz, mentre la tensione internazionale favorisce economicamente la Russia e crea ricadute per l’Unione europea e l’Ucraina. L’Iran blocca parzialmente una via cruciale per il petrolio, che interessa circa il 20% del traffico mondiale, con conseguente impennata dei prezzi: il petrolio supera i 103 dollari al barile, un livello non visto da giugno 2022, e cio si riflette sui prezzi di benzina e diesel. Per attenuare gli effetti, Washington ha autorizzato temporaneamente per 30 giorni l’acquisto di carichi di greggio russo gia in transito, una misura che, secondo il segretario al Tesoro Scott Bessent, si inserisce nell’azione del presidente per contenere i costi dopo che il prezzo medio del carburante negli Stati Uniti e aumentato di 65 centesimi al gallone nell’ultimo mese.

Trump manda rinforzi

All’annuncio della misura eccezionale si accompagnano altri provvedimenti e spostamenti militari. Il Pentagono sta trasferendo circa 5.000 tra Marines e marinai e anche altre navi sono in movimento, riferisce il Wall Street Journal. Sotto osservazione c’e l’isola di Kharg, nel Golfo Persico, considerata una delle infrastrutture chiave per l’export petrolifero iraniano, da cui passa la maggior parte delle esportazioni di greggio dell’Iran. Interrogato su un possibile attacco, il presidente ha evitato di rispondere direttamente, definendo la domanda inopportuna e sottolineando che non avrebbe senso anticipare eventuali piani operativi.

La situazione e dinamica: l’Iran sta mobilitando imbarcazioni per posizionare mine nello Stretto. Trump ha detto che le petroliere possono transitare senza timore, sostenendo che la Marina iraniana non costituisce piu una minaccia significativa. Ha minimizzato anche il sostegno russo all’Iran, osservando che Paesi diversi si aiutano a vicenda in vari contesti. Il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha commentato che l’azione americana evidenzia la difficolta dell’Iran nello Stretto e che gli Stati Uniti interverranno per garantire la sicurezza delle rotte.

Teheran e l’ipotesi di apertura

Potrebbe esserci un’apertura limitata da parte di Teheran: secondo la Cnn, l’Iran valuterebbe di autorizzare il passaggio di un numero ristretto di petroliere a condizione che gli acquisti siano regolati in yuan, la valuta cinese. Il commercio internazionale del petrolio e pero tradizionalmente denominato in dollari, mentre l’uso di yuan o rubli e finora piu associato al petrolio russo.

L’Italia smentisce contatti

Le misure americane non bastano a rassicurare i mercati, e la possibile deroga alle sanzioni sulla Russia suscita preoccupazione in Europa, che secondo il Financial Times cerca alternative. La Turchia afferma di aver ottenuto il permesso per il passaggio di una nave. Da Roma, fonti di Palazzo Chigi hanno smentito contatti con Teheran; il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che l’Italia non sta trattando con l’Iran per consentire il transito di navi italiane attraverso lo Stretto di Hormuz.

Ue e Ucraina bocciano lo stop alle sanzioni anti-Russia

Per il momento a trarre vantaggio dalla situazione sembra essere la Russia. Il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, ha definito la decisione unilaterale degli Stati Uniti preoccupante per la sicurezza europea, sottolineando l’importanza di mantenere la pressione economica su Mosca per favorire negoziati seri. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito che questa concessione statunitense potrebbe fornire alla Russia risorse significative, citando una stima che parla di circa 10 miliardi di dollari utili alla prosecuzione della guerra.

Anche altri leader europei si sono detti contrari: il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che la situazione nello Stretto non giustifica un allentamento delle sanzioni contro la Russia, mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha ribadito che rimuovere le sanzioni ora sarebbe un errore.

Affari d’oro per Putin

La deroga temporanea americana potrebbe favorire il mercato petrolifero russo per il prossimo mese. Negli ultimi quindici giorni la Russia ha gia tratto vantaggio dalle condizioni internazionali: con la riduzione del flusso dal Medio Oriente cresce la domanda di greggio russo. Paula Pinho, portavoce della Commissione europea, ha riferito che la Russia avrebbe registrato entrate aggiuntive stimate in circa 150 milioni di dollari al giorno dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, rendendola uno dei principali beneficiari dell’attuale crisi.

Mosca ha accolto positivamente la situazione: il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che in questo momento gli interessi di Russia e Stati Uniti sulla stabilizzazione dei mercati energetici coincidono. Prima dell’escalation, molto petrolio russo era stoccato nelle navi in alto mare e veniva spesso venduto con forti sconti; ora la dinamica e cambiata. Secondo i dati di Kpler riportati dal Wall Street Journal, le scorte di greggio russo in mare erano di circa 135 milioni di barili prima dell’offensiva di Stati Uniti e Israele e sono scese a 121 milioni, segno che gli acquirenti asiatici hanno rapidamente comprato e sbarcato il petrolio. L’analista Naveen Das di Kpler stima che in media oltre 4 milioni di barili di greggio russo siano stati scaricati nei porti ogni giorno nel corso di questo mese.

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