Putin stalls Ukraine-Russia negotiations and undermines peace

Secondo analisti e osservatori, la Russia non sembra intenzionata a fermare la guerra in Ucraina: Vladimir Putin non avrebbe interesse a promuovere negoziati concreti per porre fine al conflitto che prosegue da quattro anni. Questa valutazione emerge dopo i colloqui di Ginevra tra le delegazioni di Mosca e Kiev, mediati dagli Stati Uniti e con un ruolo significativo attribuito a Donald Trump.

L’Institute for the Study of War (Isw), think tank statunitense che monitora il conflitto, riassume cosi l’esito del round elvetico. Gia la scelta di Vladimir Medinsky a guidare la delegazione russa e stata interpretata come un segnale: l’invio dell’emissario e visto come una dichiarazione di intenti. Medinsky, pur descrivendo i colloqui come “difficili ma professionali”, e considerato un’esponente intransigente per le sue posizioni sulla guerra. L’Isw ritiene probabile che il Cremlino lo abbia schierato anche per rallentare o ostacolare i negoziati.

Medinsky, un nome una garanzia

Il resoconto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky concorda in buona parte con questa interpretazione. Zelensky osserva che Medinsky tende a riportare la conversazione su presunte “radici storiche” del conflitto, un espediente che, secondo funzionari ucraini e americani, i rappresentanti russi impiegherebbero per bloccare discussioni su un accordo di pace sostanziale.

Zelensky ha scritto sui suoi profili Telegram e X che non intende perdere tempo con argomentazioni storiche: le definisce tattiche dilatorie. Ha affermato inoltre di conoscere la Russia e la mentalita russa per esperienze dirette nelle citta e nei contatti con la popolazione, e per questo preferisce concentrarsi su misure concrete piuttosto che su dibattiti storici che servirebbero solo a guadagnare tempo.

Secondo il presidente ucraino, i colloqui in Svizzera hanno portato ad alcuni progressi su parametri tecnici per il monitoraggio di un possibile cessate il fuoco. Tuttavia la tregua resta al momento un’ipotesi distante, con posizioni ancora molto divergenti. L’Isw segnala che l’Ucraina continua a offrire concessioni significative, compresi possibili compromessi territoriali, per far avanzare i negoziati. Zelensky ha detto che Ucraina e Stati Uniti concordano sul fatto che qualsiasi accordo finale dovrebbe essere sottoposto al voto del popolo ucraino, specificando pero che gli ucraini respingerebbero un’intesa che imponga il ritiro unilaterale dal Donbass orientale.

Zelensky ha ribadito la disponibilita a organizzare elezioni conformi alle richieste russe, ma ha sottolineato che per svolgerle in sicurezza e necessario un cessate il fuoco. Ha inoltre espresso la necessita di un incontro diretto con Putin per negoziare questioni territoriali; dal Cremlino, finora, sono arrivate solo risposte negative o aperture formali non sostanziate, come inviti a recarsi a Mosca considerati poco concreti.

Messaggi chiari

L’Isw indica un secondo segnale che chiarisce ulteriormente la linea di Mosca: dichiarazioni esplicite diffuse sui media nazionali che rafforzano la strategia russa.

La Russia, secondo queste dichiarazioni e comunicati ufficiali, non si accontenterebbe di obiettivi parziali ma mirerebbe a ottenere il massimo controllo possibile sul Donbass, pur non esercitando attualmente il dominio su tutta la regione. Inoltre Mosca pretende che la NATO si impegni formalmente a non espandersi verso i confini ucraini: l’ambasciata russa in Belgio, citata dal quotidiano statale Izvestia il 17 febbraio, ha affermato che la Russia chiedera alla NATO di includere una clausola di non espansione ispirata a una “bozza di trattato” del dicembre 2021. Anche la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha richiamato un presunto “spirito” o “intesa” tra delegazioni russa e statunitense emerso durante un vertice in Alaska nell’agosto 2025, una presunta intesa che pero resta ambigua perche non si sono concretizzati accordi formali: lo stesso Trump ha osservato che non e stato raggiunto alcun accordo dopo l’incontro.

Putin cerca soldati

Accanto alle dichiarazioni, sono evidenti anche le mosse pratiche: il terzo segnale riguarda la prosecuzione della macchina bellica russa e la preparazione a una guerra di logoramento. L’Isw segnala che la Russia starebbe pianificando nuove chiamate ai riservisti per compensare il progressivo esaurimento del ricorso ai volontari previsto per il 2026. L’esercito deve infatti mantenere meccanismi di generazione di forza per sostituire le perdite sul campo. Nel corso della guerra il tasso di reclutamento ha a malapena compensato le perdite mensili, e la capacita di reclutare volontari sembra rallentare.

Zelensky ha inoltre dichiarato che, a suo avviso, la Russia avrebbe perdite molto rilevanti: secondo le sue parole la Russia perderebbe decine di migliaia di soldati al mese tra morti e feriti, un dato che il presidente ucraino usa per spiegare l’usura subita dalle forze russe durante il conflitto.

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